Mercoledì, 25 Agosto 2021 17:19

La mobilità degli italiani, le intenzioni per il prossimo autunno

Di recente l’Istat ha realizzato un’indagine per “misurare” la propensione alla mobilità da parte degli italiani nei prossimi mesi. L’obiettivo era quello di valutare gli effetti della pandemia sui comportamenti delle persone a cominciare da coloro che per ragioni di lavoro e studio si muovono abitualmente.

Il prospetto 1 mostra una sensibile riduzione della propensione a spostarsi. Con riferimento al bimestre gen.-feb. 2020 l’81,6% di lavoratori e studenti indicava una frequenza di spostamenti di 5 o più giorni a settimana mentre il 13,2% si attestava tra 1 e 4 giorni. Nel caso dei prossimi mesi di settembre e ottobre la prima scende al 68,1% e la seconda sale al 18,7%. Ma sale significativamente anche la percentuale di coloro che affermano che non faranno alcuno spostamento (dal 3,4% di inizio 2020 al 10,3% del bimestre settembre-ottobre).

 

 

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Il prospetto 2 indica, come era ragionevole attendersi, l’aumento della mobilità attraverso i mezzi di trasporto privati, automobile in primis: dal 47,2% al 53,3%. Non decolla invece la cosiddetta mobilità dolce (bici, monopattino) e naturalmente si riduce sensibilmente l’uso dei mezzi pubblici.

 

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Pur riaffermando che si tratta di intenzioni è evidente che una riduzione della propensione agli spostamenti da parte delle persone per lo più dovuto al maggior utilizzo del lavoro e dello studio a distanza ha un impatto sul business della ristorazione e, più in generale, dei consumi alimentari fuori casa.

 

L’adozione dello smart working, seppure con modalità più flessibili, da parte di molte imprese si conferma scelta irreversibile con la quale occorrerà fare i conti anche in futuro. Se è possibile supporre che l’impatto sulla domanda aggregata non sarà particolarmente negativo in virtù di un meccanismo di compensazione quantomeno parziale (dai consumi al bar sotto l’ufficio ai consumi al bar sotto casa), non si può dire altrettanto da un punto di vista micro, ovvero per quelle attività localizzate nelle aree verso le quali si verificheranno meno spostamenti.

 

 

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