La Federazione Italiana Pubblici Esercizi accoglie con favore il via libera preliminare del Consiglio dei Ministri. I dehors non sono semplice occupazione di suolo, ma un presidio di socialità, sicurezza e rigenerazione degli spazi pubblici.

Roma, 29 ottobre 2026 – FIPE-Confcommercio esprime forte apprezzamento per il via libera preliminare del Consiglio dei Ministri allo schema di riordino per la concessione degli spazi pubblici e la regolamentazione dei dehors. Si tratta di un provvedimento equilibrato e di buon senso, che si attende da due anni e che segna un passo decisivo verso il definitivo superamento della stagione delle proroghe per approdare finalmente a un quadro normativo di semplificazione stabile.

L’introduzione del termine di 45 giorni per il rilascio delle autorizzazioni culturali e paesaggistiche, unitamente all’applicazione del meccanismo del silenzio assenso e alla circoscrizione dei vincoli alle sole aree di eccezionale valore culturale, risponde puntualmente alle esigenze concrete del settore. Le imprese dei Pubblici Esercizi non chiedono deregolamentazione, ma regole chiare e tempistiche definite: la certezza del diritto e la sburocratizzazione dei percorsi amministrativi costituiscono infatti le condizioni indispensabili per consentire agli imprenditori di programmare gli investimenti con fiducia, innovare i servizi e sostenere l’occupazione.

Il testo riconosce il ruolo centrale della categoria nella tutela del decoro e nella promozione di un’accoglienza di qualità, nel rispetto dell’identità storica e architettonica delle città. I dehors costituiscono un servizio pubblico che presidia il territorio, migliora la vivibilità degli spazi urbani e li rende più belli e fruibili. L’impostazione del provvedimento responsabilizza direttamente gli operatori e, attraverso la previsione di intese e criteri generali condivisi tra Enti Locali e Ministero della Cultura, indica la strada corretta per coniugare la tutela del patrimonio con lo sviluppo economico.

FIPE-Confcommercio auspica che l’iter di approvazione del decreto avvenga entro la fine dell’anno, come previsto dalla legge, confermando un’impostazione che dimostra come interventi di semplificazione mirati e condivisi possano diventare il primario volano per la valorizzazione del Paese.