La rete territoriale si allarga
Il progetto “Love Food, No Waste” ha esteso la propria presenza in modo capillare su tutto il territorio nazionale con un numero sempre più consistente di Associazioni territoriali FIPE coinvolte.
Comunicazione, formazione e coinvolgimento degli operatori
Il piano di attività ha affiancato all’espansione territoriale un ricco programma di comunicazione e formazione. Webinar nazionali, video formativi e campagne di sensibilizzazione hanno dato voce alle esperienze dirette di chef e ristoratori impegnati quotidianamente nella riduzione degli scarti, con testimonianze provenienti da tutta Italia e, in una prospettiva internazionale, anche da Malta e Hong Kong. Il progetto ha inoltre aperto un dialogo con la Generazione Z, raccogliendo consigli pratici per ridurre gli sprechi a casa e al ristorante.
Il Rimpiattino e il Kit Antispreco
Strumento operativo centrale del progetto è il Rimpiattino, il contenitore take away sviluppato in collaborazione con Comieco per consentire ai clienti di portare a casa cibo e bevande non consumati. I ristoratori aderenti ricevono un kit completo di shopper compostabili, segnaposto bilingue e materiali di comunicazione, pensati per normalizzare una pratica che molti clienti evitano per reticenza culturale. I dati confermano l’entità della sfida: appena il 15,5% dei consumatori porta abitualmente a casa il cibo non consumato. La soluzione, tuttavia, è a portata di mano.
Buone pratiche e modelli di eccellenza
Il 2025 ha visto la sistematizzazione e la diffusione tra gli operatori di un repertorio strutturato di buone pratiche: incoraggiare i clienti al take away; valorizzare le parti non edibili degli ingredienti; avviare il compostaggio degli scarti; gestire il magazzino con strumenti digitali; conoscere le preferenze dei clienti per calibrare acquisti e menu; formare il personale come squadra orientata a un obiettivo comune; attivare canali di donazione alimentare con le organizzazioni locali del Terzo Settore.
Le esperienze raccolte nel corso dell’anno dimostrano che la lotta allo spreco può tradursi in un autentico vantaggio competitivo per le imprese. Dalla ristorazione di prossimità alle realtà di scala più ampia, sono numerosi gli operatori che hanno integrato la sostenibilità nella propria strategia gestionale, adottando modelli circolari per il recupero degli scarti, certificazioni di settore e partnership con enti del Terzo Settore per la redistribuzione delle eccedenze alimentari.
Sette buone pratiche operative
Nel corso del 2025, FIPE ha sistematizzato e diffuso tra gli associati un repertorio strutturato di buone pratiche operative, articolato in sette linee d’azione principali: incoraggiare i clienti al take away superando le resistenze culturali; valorizzare le parti non edibili degli ingredienti in preparazioni creative; avviare il compostaggio degli scarti alimentari; gestire il magazzino con strumenti digitali per ottimizzare gli approvvigionamenti; conoscere le preferenze dei clienti per calibrare acquisti e menu; formare il personale come squadra orientata a un obiettivo comune; attivare canali di donazione alimentare con le organizzazioni locali del Terzo Settore.
Con una rete di aderenti che copre l’intero territorio nazionale e strumenti operativi collaudati e replicabili, “Love Food, No Waste” si conferma un punto di riferimento per la ristorazione italiana nella promozione di una cultura del consumo responsabile. Restituire valore al cibo — economico, culturale, simbolico — resta la missione condivisa di ogni operatore che sceglie di aderire al progetto.