Pubblici esercizi: un sistema di imprese che danno servizi creando ricchezza.
BANKITALIA: POLITICHE ECONOMICHE INTERROMPANO SPIRALE RECESSIVA
«Occorre proseguire con politiche economiche efficaci e credibili, che interrompano la spirale recessiva in atto nel nostro Paese quasi ininterrottamente dal 2008». È uno dei passaggi del Bollettino economico della Banca d'Italia che ricorda anche che l'economia italiana è ancora debole e la ripresa non sembra dietro l'angolo. Sempre per Bankitalia, nel primo trimestre 2013 il Pil italiano potrebbe essersi ridotto, ma a ritmi meno accentuati rispetto a quelli del trimestre precedente anche grazie al miglioramento dell'interscambio commerciale.
MAFIA: SOTTO SEQUESTRO LA TRATTORIA DELLA COSCA DI CATANIA
Un altro pubblico esercizio sottratto alla mafia. La squadra mobile di Catania ha messo i sigilli alla trattoria 'Torre del Vescovo' di via del Plebiscito, nel capoluogo etneo. Il sequestro è stato disposto anche su altri beni per un valore complessivo di 100 mila euro. Il patrimonio appartiene ad Antonino Arena, 42 anni, ritenuto elemento di spicco della cosca dei Cursoti per il rifornimento di sostanze stupefacenti, l’acquisto di armi e il pagamento degli avvocati e degli stipendi agli affiliati. Il provvedimento è firmato dal procuratore capo, Giovanni Salvi.
RETE IMPRESE A POLITICI, TOCCA A VOI. SENZA CRESCITA SI MUORE
Adesso tocca a voi. Con questo slogan, Rete Imprese Italia ha presentato il suo manifesto per denunciare alla classe politica i danni causati dalla recessione economica. La crisi ha bruciato 26,6 miliardi di Pil; ha ridotto i consumi di 23 miliardi di euro e costretto 249 imprese del commercio e dell’artigianato a chiudere i battenti. I punti alla base di tanto sfacelo sarebbero: tasse da record, mancanza di credito bancario, burocrazia opprimente e una politica inconcludente. Reagire alla crisi – è la conclusione scritta nel documento – si deve e si può.
FIPE: PAESE CHE VAI, MANCIA CHE TROVI
TUTTOFOOD 2013
Milano 19 -22 maggio
Alzi la mano chi, lasciando il tavolo di un ristorante straniero, non si sia mai chiesto se e quanto lasciare di mancia. Potrebbe allora tornare utile sapere che la gratifica al personale di un pubblico esercizio non è un’usanza solo italiana anche se le origini potrebbero essere tutte nostrane o almeno europee.
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La scelta dell’aliquota massima (10,6 per mille) verso la quale si stanno orientando le amministrazioni locali costerà a bar e ristoranti oltre 300 milioni di euro. Rispetto alla vecchia ICI il maggior costo è di 193 milioni di euro. Per ogni attività l’imposta media sarà di 1.040 euro contro i 388 dell’ICI determinando un incremento del 168%.
Gli standard del sistema di approvvigionamento sono positivi ma non mancano aree di miglioramento
La congiuntura del settore risulta in leggero miglioramento nel primo trimestre 2013. Modesti segnali di miglioramento vengono anche dai flussi di clientela e la dinamica dei prezzi mostra un rallentamento delle tensioni sui prezzi di acquisto delle materie prime.
Altro che divieti e restrizioni, quel che serve è un ruolo diverso del sistema pubblico
Un saldo negativo di 4000 imprese nei primi mesi dell’anno. La restrizione del credito bancario e il famigerato articolo 62 hanno dato un colpo di grazia alla nostra categoria
Nel primo trimestre del 2013 hanno avviato l’attività 5.125 imprese mentre 9.198 l’hanno cessata. Il saldo imprenditoriale è negativo per 4.073 imprese. Si tratta di un risultato che conferma
A marzo 2013 i prezzi dei servizi di ristorazione aumentano dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell'1,9% nei confronti di marzo 2012. La ristorazione tradizionale prosegue il trend di contenimento degli aumenti con un tendenziale pari a +1,6%. Moderatamente più vivaci gli aumenti nelle pizzerie (2,0%)
Scambio di lettere tra il Presidente dell’Associazione dei Pubblici Esercizi del Trentino, Giorgio Buratti, e il Presidente di Fipe Lino stoppani sul ruolo della federazione rispetto ad un rinnovo fondamentale per la categoria
La sovraesposizione dei pubblici esercizi causa non solo un danno di immagine ma anche un evidente danno economico













