Note per la stampa 2020

Domenica, 25 Ottobre 2020 21:17

Presidenza Fipe su DPCM 24 ottobre

La presidenza Fipe-Confcommercio, riunitasi d’urgenza nella giornata odierna, ha nuovamente espresso perplessità e contrarietà alla chiusura dei pubblici esercizi alle ore 18:00. Per la ristorazione è impedita l’attività del servizio principale della giornata, mentre per i bar si tratta di un’ulteriore forte contrazione dell’operatività. 

“Le misure annunciate dal governo costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese della ristorazione. Se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni di natura economica, sarebbero il colpo di grazia per i pubblici esercizi italiani, che già sono in una situazione di profonda crisi, con conseguenze economiche e sociali gravissime

 

“Le parole di Bersani hanno fatto più male alla categoria dei ristoratori di quanto abbia fatto il coronavirus. Non tanto e non solo perché dimostrano un retro pensiero superficiale e falso, ma soprattutto perché nascondono la voglia di una certa politica di dividere tra imprese di serie A, che meritano di essere salvate, e imprese che possono essere lasciate morire.

Nel mese di settembre oltre 400mila dipendenti di bar e ristoranti sono rimasti a casa senza lavorare. SI tratta di una stima realizzata dall’Ufficio Studi della FipeFederazione Italiana dei Pubblici Esercizi, sulla base dei dati relativi alle ore di cassa integrazione in deroga diffusi oggi dall’Inps ed ai contratti di lavoro a tempo determinato.

Mercoledì 28 ottobre alle 11.30 i gestori dei Pubblici esercizi occuperanno le piazze di 10 città. Un’iniziativa organizzata da Fipe – Confcommercio per ricordare il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto per non morire 

Il piatto piange e la musica è finita.
Gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi.

“Invito il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, a riflettere meglio la prossima volta prima di avventurarsi in dichiarazioni gravi e prive di fondamento. Non esiste alcun dato scientifico che dimostri che mangiare al ristorante sia pericoloso. Anche perché, forse Spadafora non se ne è accorto, ma il suo governo ha siglato con noi e con tutti i ristoratori un protocollo di sicurezza per ridurre al minimo le possibilità di contagio. 

I sindacati di categoria assieme a EGP e FIPE lanciano un appello per rivedere le limitazioni orarie previste per le sale bingo e le gaming halls con l’ultimo DPCM 
Giusto ricalibrare gli orari di chiusura serale di sale bingo e gaming hall portando la chiusura dalle ore 21 alle ore 24, come per gli altri esercizi dedicati alla ristorazione

Contenere le ricadute occupazionali, mantenendo come primo obiettivo la salvaguardia della salute pubblica: sono le leve che muovono l’attività di EGP che, assieme a FIPE Confcommercio e con le tre maggiori sigle sindacali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTuCS, lancia al Governo un appello per ripensare gli interventi previsti per il settore del gioco legale nell’ultimo DPCM, considerandone la specificità, valutando l’efficacia dei protocolli osservati per il contenimento del Covid-19, senza trascurare le criticità già presenti sui territori che in molti casi prevedono già da tempo consistenti limitazioni orarie per i giochi pubblici.

“Scongiurare una nuova chiusura generalizzata deve essere la priorità assoluta per ciascuno di noi. Ma stiamo chiudendo uno dopo l'altro. Se agli operatori della ristorazione e dell’intrattenimento viene chiesto l'ennesimo sacrificio, è necessario che lo Stato ci metta nelle condizioni di sopravvivere. 

 

“Invece di studiare nuove misure restrittive per impedire solo alle imprese del nostro settore di lavorare, il governo si impegni a garantire i contributi a fondo perduto promessi ai pubblici esercizi, che nel 2020 faranno registrare una flessione complessiva dei fatturati di oltre 26 miliardi di euro. 

Venerdì, 16 Ottobre 2020 17:25

Ipotesi coprifuoco dalle 22

Fipe-Confcommercio: “Sarebbe il colpo di grazia per i pubblici esercizi”  
Le voci che circolano da qualche ora sembrano confermare la volontà del Governo di istituire nel giro di pochissimo tempo un coprifuoco che imporrebbe a bar, ristoranti e tutti i pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22, fino alle 6 del mattino successivo.

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