Note per la stampa 2020

Alla vigilia del primo fine settimana dopo l’apertura di bar e ristoranti, la Fipe - Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, rilancia il suo appello alla responsabilità. Un appello rivolto a più soggetti: gestori dei locali, cittadini e avventori, forze dell’ordine.

Attacchi generalizzati e statistiche azzardate affossano un settore in lotta per la sopravvivenza 

“Prima untori, ora speculatori. Non possiamo accettare di essere trattati così! In questo momento i pubblici esercizi hanno un’unica priorità: riportare le persone nei locali garantendo loro il massimo della sicurezza e della convenienza. Attaccare in modo indiscriminato l’intero comparto, alzando un polverone ingiustificato sull’aumento dei prezzi, non è soltanto discutibile sul piano della responsabilità ma anche in termini legali, ecco perché come Federazione metteremo in campo ogni iniziativa per tutelare l’immagine della categoria. 

“Se tra dieci giorni la curva dei contagi dovesse tronare a salire e fosse necessario disporre ulteriori chiusure, sarebbe un dramma per tutti. Dopo 3 mesi di lockdown, sarebbe il colpo mortale per un settore già in ginocchio.

Indagine dell’Ufficio studi di Fipe: i titolari hanno già acquistato le mascherine e sanificato bar e ristoranti. Ma le previsioni negative sui fatturati

Le mascherine per baristi e camerieri? Assolutamente sì. Le barriere divisorie in plexiglass? Assolutamente no, tranne, eventualmente, alla cassa. Seppur tra mille incertezze, bar e ristoranti si preparano alla riapertura, riorganizzando proprio in queste ore gli spazi interni ai locali e i turni del personale. Secondo un’indagine effettuata nelle ultime ore dall’ufficio studi della Fipe, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, su un campione di 520 piccole e medie imprese del settore, il 70% circa dei pubblici esercizi, 196mila locali tra bar e ristoranti, sono pronti ad alzare le saracinesche già a partire da domani, lunedì 18 maggio.

“Il DL Rilancio approvato dal governo è sicuramente una salutare boccata d’ossigeno per il settore dei Pubblici Esercizi, anche se resta necessario e urgente fare di più. Il provvedimento recepisce alcune delle richieste avanzate dalla Federazione: dalla soppressione delle clausole di salvaguardia in materia di conti pubblici, alla previsione dei contributi a fondo perduto a titolo di ristoro delle cadute di fatturato, l’estensione a tre mensilità e la cedibilità del credito d’imposta per locazioni commerciali ed affitti d’azienda, l’abbuono del primo versamento IRAP, l’ulteriore proroga a settembre per i versamenti dei tributi e dei contributi sospesi per aprile e maggio, il rafforzamento fino ad ulteriori 9 settimane degli strumenti di cassa integrazione. 

È stato siglato oggi il Protocollo d’intesa riguardante le “Misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nelle Sale Bingo”. Il Protocollo fa riferimento all'Accordo Nazionale di Lavoro del settore, parte del CCNL del settore dei Pubblici Esercizi ed è firmato da FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), in rappresentanza delle principali società del settore, con FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS in rappresentanza dei lavoratori.

Se le indiscrezioni circa le misure di distanziamento previste dal governo, con una persona ogni 4 metri quadri, venissero confermate, i ristoranti italiani perderebbero in un sol colpo 4 milioni di posti a sedere, ovvero il 60% del totale.

“I casi sono due: o si riaprono i locali, dando ai ristoratori la possibilità di lavorare in sicurezza, con protocolli organizzativamente praticabili ed economicamente sostenibili, seppur con capienze ridotte, oppure è preferibile tenere tutto chiuso. A quel punto lo Stato dovrà in qualche modo aiutare 1,25 milioni di persone che dovranno vivere sulle sue spalle, almeno fino quando il Coronavirus sarà stato vinto”.

Sabato, 09 Maggio 2020 11:33

Comunicato stampa congiunto

CONFINDUSTRIA SERVIZI INNOVATIVI E TECNOLOGICI, FIPE-CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI: COLPO DI GRAZIA AL SETTORE DELLE SCOMMESSE
ALLA RICHIESTA DI RIAPERTURA DELLE ATTIVITA’ IN SICUREZZA IL GOVERNO RISPONDE INCREMENTANDO ULTERIORMENTE LE TASSE
Roma, 9 maggio 2020 - La proposta di destinare lo 0,75 % della raccolta delle scommesse sportive per alimentare il “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale” è immotivata, assurda e pericolosa e per di più avanzata in un momento in cui la crisi del Covid-19 ha messo in ginocchio il Paese, le sue aziende ed i suoi lavoratori. 

La Presidente Picca Bianchi: “Manca un piano per la gestione dei figli”

“Nel dibattito sulla fase due le donne sono del tutto assenti. Il Governo sembra essersi dimenticato di mettere le imprenditrici e le lavoratrici in condizione di rientrare in attività con equilibrio e costanza. Questo rischia di avere pesanti ripercussioni sul loro futuro. Bisogna dare un segnale forte, pertanto invito tutte le rappresentanti delle associazioni di categoria a lavorare insieme a noi per costruire un pacchetto di richieste da inviare al Governo per fare in modo che nelle prossime settimane la fase due si apra anche per noi.