E' on line l’ottavo rapporto sul mercato del lavoro nel turismo è stato realizzato da Fipe in collaborazione con Federalberghi ed Ente Bilaterale Nazionale del Turismo. 
Un rapporto che, a partire dai dati contenuti negli archivi INPS, fa una radiografia dello stato dell’occupazione dipendente nelle imprese del turismo nel corso del 2015 con l’obiettivo di valorizzare tutte le dimensioni del fenomeno, da quelle territoriali, con approfondimenti fino al livello provinciale, a quelle settoriali con la descrizione dell’occupazione in ciascuno dei comparti di cui si compone l’imprenditoria turistica.

L’anno orribile della pandemia e delle misure restrittive imposte ai pubblici esercizi presenta il conto. Ed è un conto salatissimo.
L’ufficio studi di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, ha infatti raccolto ed elaborato i dati INPS relativi ai livelli occupazionali del 2020: bar, ristoranti, discoteche e imprese di catering e banqueting hanno perso 243mila occupati rispetto al 2019, quando sfioravano il milione. A sparire sono stati principalmente cuochi, camerieri, barman e tra questi anche poco meno di 20 mila apprendisti. 

PIU’ OCCUPAZIONE NEL TURISMO

PIU’ OCCUPAZIONE NEL TURISMO
Tra il 2005 ed il 2010, pur nell’ambito di una congiuntura particolarmente difficile, le grandi imprese del turismo (più di 500 dipendenti) hanno creato oltre 10mila posti di lavoro pari al 12,9% dello stock di inizio 2005. Nello stesso periodo l’occupazione complessiva nelle grandi imprese è scesa di circa tre punti percentuali come sintesi di un forte decremento nei settori dell’industria (-8,0%) e di un modestissimo incremento nei servizi (+0,2%).

Clima di fiducia: balzo in avanti

Nel terzo trimestre 2017 rimbalzo superiore alle attese del clima di fiducia che tocca quota 120,3. Non è mai accaduto in 10 anni di rilevazione che il clima di fiducia toccasse questi livelli. L’indice è superiore di 14 punti rispetto a quanto rilevato un anno fa e di 17,3 punti rispetto al trimestre precedente. Il buon esito della stagione estiva alimenta l’ottimismo tra le imprese del settore.

Peggiora il clima di fiducia

L’anno inizia male. Dopo nove mesi il clima di fiducia torna in territorio negativo attestandosi a 97,6 e tuttavia al di sopra del valore registrato un anno fa (81,9).
I giudizi verso le prospettive di breve termine restano prudenti anche se evidenziano segnali incoraggianti sia nei riguardi delle performance economiche che dell’occupazione.

Il clima di fiducia peggiora

Il clima di fiducia scende a 88,2, dodici punti al di sotto del valore registrato un anno fa (100,4). I giudizi sulle prospettive di breve termine sono contrassegnati dal pessimismo.

“Continua la crisi per i pubblici esercizi. Infatti, i dati del Sistema informativo Excelsior confermano il pesante impatto dell’emergenza sanitaria sull’occupazione nella ristorazione da tempo denunciato da Fipe-Confcommercio. Sono appena 56.920 le assunzioni previste dalle imprese a luglio 2020 a fronte di un dato 2019 che vedeva nello stesso mese un incremento dei posti di lavoro del 12,6% rispetto alla media annua, pari a poco meno di 105.000 unità”.

Caduta libera per il numero di occupati rispetto a un anno fa. Le perdite maggiori si registrano nei settori chiave, ristoranti e bar, con un calo di 124.419 e 62.454 posti di lavoro. 
Cresce la preoccupazione tra i titolari di pubblici esercizi in vista del prossimo autunno. Se i flussi turistici interni hanno consentito alle attività delle località costiere di contenere i costi, altrettanto non si può dire per i locali dei centri storici delle città d’arte, svuotate dal mancato arrivo dei turisti stranieri. I numeri complessivi sugli occupati del mese di agosto, lasciano pochi dubbi: ben 303.529 posti di lavoro in meno, rispetto al 2019.

UN PROGETTO DI TRASMISSIONE DELLE COMPETENZE SPECIALISTICHE CHE STA DANDOMOLTE SODDISFAZIONI.ALCUNE NOVITÀ
Grande fermento intorno alle “Botteghe di mestiere e dell’innovazione”, create grazie all’omonimo Avviso di Italia Lavoro, per sostenere le imprese valorizzando il lavoro di alta qualifica di alcuni settori e le professionalità che spesso le imprese non riescono a trovare sul mercato, attraverso l’attivazione di tirocini.

Nel mese di giugno creati oltre 100 mila posti di lavoro, ma per uno su quattro non si trova personale. 
“I dati Excelsior sui fabbisogni occupazionali delle imprese nel mese di giugno parlano chiaro: a trainare la domanda di assunzioni è la filiera turistica ed in tale ambito il ruolo di primo piano spetta alla ristorazione con 101mila nuove assunzioni, oltre il 20% di quelle totali, che ammontano a 473mila” dichiara FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi.