IL PNRR PREMIA LE AZIENDE CON GIOVANI E DONNE. FIPE-CONFCOMMERCIO: “OPPORTUNITÀ DA NON PERDERE PER TORNARE COMPETITIVI”

29 Luglio 2022

Roma, 29 luglio 2022 – Il settore dei Pubblici esercizi è all’avanguardia per quanto riguarda l’occupazione femminile e giovanile e, pertanto, guarda con sempre maggiore interesse ai bandi per l’erogazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, prossimi alla pubblicazione.

Un ottimismo certificato dai dati: nel 2021, infatti, il 57,7% della forza lavoro impiegata in bar, ristoranti e imprese di banqueting e catering era femminile, mentre oltre il 40% di baristi e ristoratori aveva meno di 30 anni. Un punto di partenza importante, soprattutto alla luce dell’obbligo, scattato ufficialmente il 27 luglio, di prevedere all’interno dei bandi per l’erogazione dei fondi del Pnrr, da parte delle stazioni appaltanti, l’esclusione delle imprese che non abbiano almeno il 30% di impiegati donne e il 30% under 36.

“Questa misura – sottolinea il presidente dei Giovani imprenditori di Fipe-Confcommercio, Matteo Musaccioffre alla maggior parte delle nostre imprese l’opportunità di investire nella digitalizzazione e nello sviluppo di filiere sempre più sostenibili e virtuose. Un salto di qualità reso possibile proprio dalla presenza, nella nostra realtà, di moltissimi giovani e donne con una marcia in più e la voglia di innovare e sperimentare”.

“Nel corso del 2022 – aggiunge Valentina Picca Bianchi, presidente del Gruppo Donne di Fipe-Confcommercio – ci siamo battuti su tutti i tavoli istituzionali per arrivare a prevedere premialità per le imprese femminili e siamo contenti che le nostre indicazioni siano state recepite. Questa nuova opportunità renderà le nostre attività ancora più attrattive e dinamiche e ci permetterà di tornare competitivi, colmando quel gap di risorse che si è creato dopo i due anni di pandemia, che hanno colpito in particolare proprio donne e giovani. Non solo, la misura si inserisce pienamente nella missione 5 del Pnrr, che punta a incentivare la coesione sociale attraverso politiche attive del lavoro”.

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