Venerdì, 15 Marzo 2013 16:31

Dopo l'articolo 62 - Le regole sui pagamenti dei fornitori

Con il decreto liberalizzazioni 2012 è stato introdotto il famigerato articolo 62 che imponeva di pagare a 30/60 giorni i prodotti alimentari e di avere un contratto di acquisto per ogni fornitore e ciò allo scopo di tutelare produttori ed agricoltori dallo strapotere delle centrali di acquisto di ipermercati e supermercati. La norma, però, si applicava a tutti gli acquisti di alimenti da chiunque effettuati e, quindi, investiva centinaia di migliaia di imprese di tutte le dimensioni, ma prevalentemente micro, del settore della somministrazione di alimenti e bevande che dovevano pagare a 30 giorni i fornitori di alimenti freschi ed a 60 quelli di alimenti non deperibili, pena una sanzione da500 a mezzo milione di euro. 

Tutto ciò ha messo in ginocchio un settore in forte difficoltà causando rilevanti problemi tanto ai ristoranti di fascia alta, che alle mense, che ai locali marginali, che agli stessi produttori destinati a perdere fasce di clientela che non potevano più permettersi di averedelle scorte, ma dovevano esasperare la rotazione del magazzino vista sia la difficoltà di accesso al credito che il divieto di contrattare diversi termini di pagamento. FIPE, con la assistenza del Prof. Antonio Baldassarre, ha provveduto sia a denunciare il Governo italiano alla Comunità affinché questa apra una procedura di infrazione, sia a porre
in essere le azioni per provocare una pronuncia della Corte Costituzionale. Dal 1° gennaio 2013, inoltre, è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 192/2012 di recepimento della Direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, che ha mutato radicalmente lo scenario normativo di riferimento che sarà oggetto di illustrazione nella presente pubblicazione.

 

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