Mercoledì, 24 Ottobre 2018 10:25

Mixer ott. 2018 - L’insostenibile incertezza dell’asterisco

Ci risiamo, puntuale, ormai quasi a cadenza fissa, si ripresentano articoli di stampa relativi ad ispezioni o a sentenze, che condannano operatori della ristorazione italiana, colpevoli di aver servito a sottovalutati consumatori degli elaborati preparati con materie prime congelate. Non sorprende, il tema è uno di quelli che più si presta a raccogliere le attenzioni dei lettori, soprattutto se nella gogna mediatica viene coinvolto qualche grande nome di chef o ristorante come la cronaca insegna. 

Eppure, a ben vedere, qualcosa non torna. Possibile che si metta a repentaglio la credibilità costruita in anni e anni di duro lavoro e di investimenti importanti, anche di milioni di euro, in maniera così superficiale? Davvero chi gestisce attività complesse, come sono quelle legate alla ristorazione, si assume un rischio del genere, nascondendo un asterisco nei propri menu? Un asterisco, solo un asterisco, perché in fondo ai menu, a quanto risulta dagli organi di stampa, era riportata l’informazione della presenza di alimenti congelati o abbattuti fra quelli proposti.
Anche perché, secondo noi, paradossalmente, sarebbe più logico indicare con l’asterisco il prodotto fresco e non abbattuto, stante i possibili rischi per la salute che comporta non prevedere questi passaggi nel processo di preparazione del piatto.

leggi l'intero articolo di Roberto Calugi pubblicato su Mixer ottobre 2018 in allegato

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