Articoli a cura di Fipe

DUBBI E PERPLESSITÀ SUGLI EFFETTI DEL DECRETO GOVERNATIVO 
Parafrasando un celebre film di “spaghetti western” diventato cult nella cinematografia italiana e non solo, si potrebbe dire che “…Continuavano
a chiamarlo Dignità”.

Mercoledì, 23 Gennaio 2019 15:46

Mixer dic. 2018-gen. 2019 - Il cibo e il tempo

ITALIANI, POPOLO DI CUOCHI VIRTUALI...SEMPRE DI FRETTA 

In Italia si parla tanto di cibo ma si cucina sempre meno per mancanza di tempo e si tende a mangiare sempre più in fretta. Per questo motivo i ristoranti hanno un ruolo fondamentale nella salvaguardia della cucina e della convivialità. Gli italiani tendono a mangiare “alla giornata”, infatti 3 su 4 preparano i pasti giorno per giorno.

Lunedì, 03 Dicembre 2018 12:43

Dalla doggy bag al “rimpiattino”

LA RISPOSTA DELLA RISTORAZIONE ITALIANA
La ristorazione assume un ruolo sempre più rilevante nei consumi alimentari degli italiani, non soltanto dal punto di vista quantitativo, ma anche da quello qualitativo. Oggi il 36 per cento della spesa delle famiglie per prodotti alimentari transita fuori casa e il dato più significativo è che, mentre i consumi nella ristorazione sono in progressiva crescita, quelli in casa diminuiscono.

ILLEGITTIMI GLI AUMENTI DELL’IMPOSTA SULLA PUBBLICITÀ
Buona notizia per le imprese. La Risoluzione n. 2/DF del Ministero dell’Economia e Finanza del 14 maggio 2018 ha chiarito, una volta per tutte, che devono considerarsi illegittime tutte le delibere comunali approvative o confermative degli aumenti dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni (ICP-DPA) emesse in data successiva al 26 giugno 2012.

Ci risiamo, puntuale, ormai quasi a cadenza fissa, si ripresentano articoli di stampa relativi ad ispezioni o a sentenze, che condannano operatori della ristorazione italiana, colpevoli di aver servito a sottovalutati consumatori degli elaborati preparati con materie prime congelate. Non sorprende, il tema è uno di quelli che più si presta a raccogliere le attenzioni dei lettori, soprattutto se nella gogna mediatica viene coinvolto qualche grande nome di chef o ristorante come la cronaca insegna. 

L’apertura del primo Starbucks avvenuta nei giorni scorsi a Milano è l’occasione per fare una riflessione sul bar e sui tanti imprenditori e lavoratori che ogni giorno tengono in piedi questo straordinario format italiano.
I 150 mila bar formano un “popolo” a cui quasi mai viene riconosciuta la giusta attenzione. In questo senso credo di poter dire che si tratta di un “piccolo popolo” inteso nella tradizione nordica, fatto di elfi e folletti, che all’apparire della luce diventano invisibili ma ci sono pur senza fare notizia, non si vedono ma lavorano. 

Da tempo si avvertiva il timore che gli imponenti sviluppi tecnologici dell’attuale epoca digitale potessero mettere in discussione l’effettiva tutela della privacy.
L’utilizzo sempre più diffuso di dispositivi tecnologici connessi a piattaforme web (come i social network) ha permesso ai colossi del settore di trattare, immagazzinare, gestire e, spesso, trasformare in un vero e proprio business i nostri dati personali.

L’osservatorio Fipe su affidabilità e merito creditizio dei pubblici esercizi ha, tra le altre cose, evidenziato che in termini di fabbisogni finanziari le imprese ricorrono assicciamente ad autofinanziamento (41% degli intervistati).
Tuttavia la richiesta di fonti finanziarie esterne ha interessato un’impresa su due, principalmente verso una banca (47,6%) e marginalmente verso una società finanziaria (3,4%). Il 18% ha fatto ricorso al debito commerciale. 

BREVE GUIDA AL WELFARE CONTRATTUALE DEL NOSTRO SETTORE E AI BENEFICI DEL FONDO DI ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA DEL TURISMO, DEL COMMERCIO, DEI SERVIZI E DEI SETTORI AFFINI 
Il termine “welfare” è ormai da tempo entrato nel linguaggio comune. Con questa parola si è inteso indicare lo Stato Sociale, conosciuto anche come Stato assistenziale, ovvero quel sistema di norme con il quale lo Stato cerca di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i cittadini, aiutando in particolar modo i ceti meno abbienti.

UNO STUDIO SUI COMPORTAMENTI DEI LAVORATORI CHE UTILIZZANO I BUONI PER PRANZARE FUORI CASA 
Le motivazioni per le quali i lavoratori preferiscono consumare il pranzo in un pubblico esercizio sono principalmente tre: la mancanza di tempo per prepararlo
a casa, la voglia di evadere dalla routine dell’ufficio, il piacere di consumare un pasto caldo; a cui seguono molte altre motivazioni tra cui la convenienza e la possibilità di pagare con i buoni pasto.