Articoli a cura di Fipe

La valutazione delle performance economiche del settore si basa sull’analisi dei bilanci di oltre 28 mila società. Il campione è composto per due terzi da ristoranti e per la quasi totalità da micro imprese. Un profilo, soprattutto per la componente dimensionale, assai coerente alla reale struttura dell’universo.

Lo scorso 28 dicembre il Ministero della Salute ha trasmesso al Parlamento la Relazione sulla “Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia”, nella quale sono riepilogate le azioni ispettive realizzate nel corso del 2017 dalle Autorità competenti.


Tra il 2007 e il 2017 le famiglie italiane hanno tagliato i consumi per oltre 27 miliardi di euro a prezzi costanti, 21 dei quali nel solo comparto dei trasporti e poco meno di 15 in quello alimentare.
Nella ristorazione, al contrario, si è avuta una crescita di 4 miliardi di euro che ha portato il consumo alimentare fuori casa a toccare gli 83 miliardi di euro.

Un progetto in collaborazione con Tripadvisor, Thefork, Foodora e Google, per favorire percorsi di alternanza scuola lavoro con i protagonisti della web economy

Pensare ai pubblici esercizi come ad un settore investito marginalmente dal “mantra” della digitalizzazione, significa ignorare una realtà che ormai guarda all’innovazione tecnologica e ai suoi strumenti come ad un fatto acquisito dalla nostra società. Sebbene il prodotto costituisca in ogni caso il cuore dell’attività del pubblico esercizio, la digitalizzazione è a pieno titolo uno strumento quotidiano di facilitazione nell’organizzazione del lavoro, dell’amministrazione, dell’attività commerciale e di marketing con uno spazio preponderante occupato dai social media nel racconto dell’esperienza vissuta dal cliente nel pubblico esercizio.

DUBBI E PERPLESSITÀ SUGLI EFFETTI DEL DECRETO GOVERNATIVO 
Parafrasando un celebre film di “spaghetti western” diventato cult nella cinematografia italiana e non solo, si potrebbe dire che “…Continuavano
a chiamarlo Dignità”.

Mercoledì, 23 Gennaio 2019 15:46

Mixer dic. 2018-gen. 2019 - Il cibo e il tempo

ITALIANI, POPOLO DI CUOCHI VIRTUALI...SEMPRE DI FRETTA 

In Italia si parla tanto di cibo ma si cucina sempre meno per mancanza di tempo e si tende a mangiare sempre più in fretta. Per questo motivo i ristoranti hanno un ruolo fondamentale nella salvaguardia della cucina e della convivialità. Gli italiani tendono a mangiare “alla giornata”, infatti 3 su 4 preparano i pasti giorno per giorno.

Lunedì, 03 Dicembre 2018 12:43

Dalla doggy bag al “rimpiattino”

LA RISPOSTA DELLA RISTORAZIONE ITALIANA
La ristorazione assume un ruolo sempre più rilevante nei consumi alimentari degli italiani, non soltanto dal punto di vista quantitativo, ma anche da quello qualitativo. Oggi il 36 per cento della spesa delle famiglie per prodotti alimentari transita fuori casa e il dato più significativo è che, mentre i consumi nella ristorazione sono in progressiva crescita, quelli in casa diminuiscono.

ILLEGITTIMI GLI AUMENTI DELL’IMPOSTA SULLA PUBBLICITÀ
Buona notizia per le imprese. La Risoluzione n. 2/DF del Ministero dell’Economia e Finanza del 14 maggio 2018 ha chiarito, una volta per tutte, che devono considerarsi illegittime tutte le delibere comunali approvative o confermative degli aumenti dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni (ICP-DPA) emesse in data successiva al 26 giugno 2012.

Ci risiamo, puntuale, ormai quasi a cadenza fissa, si ripresentano articoli di stampa relativi ad ispezioni o a sentenze, che condannano operatori della ristorazione italiana, colpevoli di aver servito a sottovalutati consumatori degli elaborati preparati con materie prime congelate. Non sorprende, il tema è uno di quelli che più si presta a raccogliere le attenzioni dei lettori, soprattutto se nella gogna mediatica viene coinvolto qualche grande nome di chef o ristorante come la cronaca insegna. 

L’apertura del primo Starbucks avvenuta nei giorni scorsi a Milano è l’occasione per fare una riflessione sul bar e sui tanti imprenditori e lavoratori che ogni giorno tengono in piedi questo straordinario format italiano.
I 150 mila bar formano un “popolo” a cui quasi mai viene riconosciuta la giusta attenzione. In questo senso credo di poter dire che si tratta di un “piccolo popolo” inteso nella tradizione nordica, fatto di elfi e folletti, che all’apparire della luce diventano invisibili ma ci sono pur senza fare notizia, non si vedono ma lavorano. 

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