“I casi sono due: o si riaprono i locali, dando ai ristoratori la possibilità di lavorare in sicurezza, con protocolli organizzativamente praticabili ed economicamente sostenibili, seppur con capienze ridotte, oppure è preferibile tenere tutto chiuso. A quel punto lo Stato dovrà in qualche modo aiutare 1,25 milioni di persone che dovranno vivere sulle sue spalle, almeno fino quando il Coronavirus sarà stato vinto”.

Sabato, 09 Maggio 2020 11:33

Comunicato stampa congiunto

CONFINDUSTRIA SERVIZI INNOVATIVI E TECNOLOGICI, FIPE-CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI: COLPO DI GRAZIA AL SETTORE DELLE SCOMMESSE
ALLA RICHIESTA DI RIAPERTURA DELLE ATTIVITA’ IN SICUREZZA IL GOVERNO RISPONDE INCREMENTANDO ULTERIORMENTE LE TASSE
Roma, 9 maggio 2020 - La proposta di destinare lo 0,75 % della raccolta delle scommesse sportive per alimentare il “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale” è immotivata, assurda e pericolosa e per di più avanzata in un momento in cui la crisi del Covid-19 ha messo in ginocchio il Paese, le sue aziende ed i suoi lavoratori. 

La Presidente Picca Bianchi: “Manca un piano per la gestione dei figli”

“Nel dibattito sulla fase due le donne sono del tutto assenti. Il Governo sembra essersi dimenticato di mettere le imprenditrici e le lavoratrici in condizione di rientrare in attività con equilibrio e costanza. Questo rischia di avere pesanti ripercussioni sul loro futuro. Bisogna dare un segnale forte, pertanto invito tutte le rappresentanti delle associazioni di categoria a lavorare insieme a noi per costruire un pacchetto di richieste da inviare al Governo per fare in modo che nelle prossime settimane la fase due si apra anche per noi. 

Fipe-Confcommercio ha organizzando un webinar destinato ai pubblici esercizi per analizzare come l’epidemia da COVID-19 modificherà i comportamenti dei consumatori e come le imprese dovranno reagire per contrastare l’impatto negativo sui risultati economici determinato anche dalle misure di contenimento del contagio previste dai protocolli di sicurezza.

 

Con una FAQ pubblicata sul suo sito ufficiale (cfr. sezione pubblici esercizi e attività commerciali), il Governo ha finalmente sciolto ogni dubbio in merito alla corretta interpretazione del combinato disposto di cui alle lett. aa) e bb) dell’art. 1, comma 1, del DPCM 26 aprile 2020, affermando che i servizi d’asporto e di consegne a domicilio possono esser svolti anche dagli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, e nelle aree di servizio e rifornimento.

 

Con la conversione in legge del decreto "Cura Italia" sono stati aggiornati i documenti di commento al provvedimento già pubblicati in sede di approvazione del decreto stesso dello scorso 17 marzo.

Mercoledì, 06 Maggio 2020 18:49

Riepilogo take away

Il Governo, come noto, ha disposto la sospensione dei servizi di ristorazione, ai quali, tuttavia, ha chiesto di fornire ai cittadini i servizi del delivery e, dal 4 maggio, anche del take away. Ciò detto, all’interno di tale ambito, molte Regioni hanno emanato Ordinanze di dettaglio.

 

“Multare i ristoratori milanesi, accusandoli di assembramento, è come sparare sulla croce rossa. Questa non era una manifestazione organizzata dalla Fipe, ma chiedo allo Stato di mettersi una mano sulla coscienza e fare un gesto di apertura nei confronti di imprenditori e lavoratori disperati. Allo stesso tempo, però, è importante che i ristoratori comprendano che, soprattutto in questo momento, è fondamentale non farsi prendere la mano: le proteste sono sacrosante ma le manifestazioni devono essere organizzate in modo serio, coinvolgendo prefetture e forze dell’ordine e nel rispetto della sicurezza di tutti. Altrimenti finiscono per essere contro producenti”.

Invitalia, Agenzia Nazionale per lo Sviluppo, ha pubblicato sul proprio sito il bando per il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi e strumenti di protezione individuale, in attuazione dell’articolo 43, comma 1, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18.

A tutti i Pubblici Esercizi Italiani

Cari amici imprenditori,

nel giorno dell’avvio della cosiddetta “Fase-2”, mi sembra giusto indirizzare ai Pubblici Esercizi italiani questo nuovo messaggio: un messaggio che ricostruisce gli ulteriori passaggi associativi fatti finora, ma che vuole essere innanzitutto un piccolo gesto di vicinanza verso gli imprenditori del settore che rappresento e delle cui preoccupazioni mi sento professionalmente, sindacalmente e umanamente parte.