Con le Ordinanze del 27 febbraio (pubblicate in Gazzetta ufficiale nella serata di ieri), il Ministero della Salute ha disposto l’aggiornamento della suddivisione dell’Italia per fasce di rischio, prevedendo, tra l’altro, la collocazione in zona Bianca della Regione Sardegna

La dinamica imprenditoriale dei pubblici esercizi nel 2020 è stata caratterizzata da una diffusa incertezza sull’evoluzione della pandemia.

Facendo seguito alla news dello scorso 15 febbraio, si comunica che con il D.L. n. 15/2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella serata di ieri, il Governo ha prorogato, fino al prossimo 27 marzo:
•    il divieto, sull’intero territorio nazionale, di ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse Regioni o Province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute (è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione), che sarebbe altrimenti scaduto in data 25 febbraio;
•    le limitazioni agli spostamenti verso le abitazioni private, la cui efficacia sarebbe altrimenti decorsa il prossimo 5 marzo.  Dunque, fino al 27 marzo 2021, continuerà ad esser consentito, nella Zona gialla in ambito regionale e nella Zona arancione in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Roma, 24 febbraio 2021 – Roma, 24 febbraio 2021 – Si è tenuta ieri presso il Ministero dello Sviluppo economico una lunga videochiamata tra il ministro, Giancarlo Giorgetti e il presidente di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Lino Enrico Stoppani. Un incontro, sebbene virtuale, durato circa un’ora, durante il quale i rappresentanti delle categorie hanno presentato al governo un documento contenente le misure emergenziali necessarie alla ripartenza di un settore messo in ginocchio dalla pandemia.Tre i punti principali. La richiesta di approvare rapidamente un pacchetto di misure emergenziali, adeguate e tempestive, attraverso il dl Ristori quinquies, come un nuovo meccanismo di calcolo che assicuri indennizzi a fondo perduto sulla base del reale calo dei fatturati dei Pubblici esercizi nell’ultimo anno. L’adozione di un piano di ripartenza, riprendendo il lavoro già svolto con il CTS, per la riapertura graduale ma stabile, parametrata sulle caratteristiche strutturali dei locali, che consenta ai pubblici esercizi che dispongono di servizio al tavolo di tornare a lavorare anche di sera nelle zone gialle e di giorno nelle zone arancioni.

 “La riapertura serale, almeno nelle zone gialle, dei pubblici esercizi in grado di garantire il servizio al tavolo non è più rinviabile. È significativo che anche l’Anci, e dunque i sindaci di tutta Italia, si sia detta favorevole a un allentamento delle restrizioni nei confronti di bar e ristoranti. 

 

Il Garante della privacy ha pubblicato sul proprio sito web delle FAQ aventi ad oggetto il tema del trattamento dei dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo. L’intento dell’Autorità è quello di fornire indicazioni utili per la corretta applicazione della disciplina sulla protezione dei dati personali nel contesto emergenziale, in modo da prevenire possibili trattamenti illeciti.

È stata firmata ieri la Convenzione tra la Global Thinking Foundation e Fipe Gruppo Donne Imprenditrici per promuovere la parità di genere la valorizzazione del talento femminile e il contrasto alla violenza di genere.

Il bonus ristorazione è fermo al palo. Gli oltre 46mila imprenditori della ristorazione che hanno chiesto il contributo a fondo perduto per l’acquisto dei prodotti agroalimentari italiani, non hanno ancora ricevuto quanto promesso dal governo.

In attesa che venga adottato il nuovo DPCM (le disposizioni del DPCM del 14 gennaio 2021 resteranno vigenti fino al prossimo 5 marzo 2021), il Governo, preso atto dei più recenti dati epidemiologici, ha ritenuto di dover prorogare alcune misure restrittive altrimenti in scadenza alla data odierna.  

 

“Con pochissime ore di preavviso, bar e ristoranti di Toscana, Liguria, Abruzzo e provincia autonoma di Trento apprendono del provvedimento che blocca le loro attività. Turni di lavoro già organizzati per migliaia di lavoratori e decine di migliaia di clienti prenotati appesi a decisioni ufficializzate a poche ore dalla scadenza, a testimonianza dell’assoluta mancanza di attenzione e rispetto verso chi, con fatica, cerca di resistere ad una crisi senza precedenti.