L’emergenza sanitaria ha fatto saltare molti dei paradigmi su cui si è sviluppato il mercato dei consumi alimentari fuori casa nel corso degli ultimi anni. Il primo riguarda la brusca e pesante interruzione della crescita dei consumi ma ve ne sono molti altri che attengono più direttamente ai comportamenti di consumo. Il webinar dello scorso 9 marzo ha voluto fare il punto su quello che è successo ma soprattutto su quello che accadrà nei prossimi mesi quando le imprese saranno auspicabilmente tornate a lavorare a pieno regime.

12-03-2021

Mercoledì, 10 Marzo 2021 12:27

FAQ DPCM 2 marzo 2021

aggiornate al 10-03-2021

Salve, nel mio ristorante di 300 mq generalmente svolgo feste per matrimoni, cresime, battesimi ecc. Ai sensi del nuovo DPCM, rispettando le misure di sicurezza, posso riprenderli?
L’art. 16, comma 2 del DPCM del 2 marzo 2021 conferma il divieto di svolgimento di feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose, già previsto anche dal precedente DPCM (cfr. art. 1, comma 10, lett. n) DPCM del 14 gennaio 2021). È bene considerare che tale disposizione, sebbene ricompresa nel Capo II relativo alla zona gialla, risulta applicabile anche in zona arancione (cfr. art. 34) e in zona rossa (cfr. art. 39).
Sulla base di tale riferimento normativo, si ritiene che allo stato, non sia consentito lo svolgimento di eventi/feste/ricevimenti a seguito di cerimonie civili e religiose.

Con le Ordinanze del 5 marzo 2021 (pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 6.03.2021) il Ministero della Salute colloca, a partire da oggi, 8 marzo 2021, e fino al prossimo 22 marzo 2021:

 

 

 

 

 

 

“La priorità del decreto Sostegni deve essere quella di aiutare per prime le imprese che sono state costrette a chiudere per lungo tempo a causa delle misure di contenimento del Covid. Poi quelle che hanno potuto lavorare a ranghi ridotti e infine chi ha dovuto fare i conti con i cali dei fatturati. Se non si utilizza questo approccio progressivo, il rischio è quello di lasciar morire chi è in maggior difficoltà”.

Riportiamo l'intervento del dott. Luciano Sbraga, vicedirettore Fipe e direttore Centro studi Fipe, a SkyTG24 andato in onda il 04 marzo 2021 sul tema Emergenza Covid. Nuovo Dpcm. Le restrizioni: i bar chiudono alle 18 e divieto di asporto

 

Giovedì, 04 Marzo 2021 11:29

DPCM 2 marzo 2021 in Gazzetta Ufficiale

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 2 marzo 2021, in vigore a partire dal prossimo 6 marzo ed efficace fino al 6 aprile 2021 (eccezion fatta per le disposizioni sulla zona “bianca”, in vigore già da ieri, 3 marzo 2021).
È bene evidenziare fin da subito che, eccezion fatta per la sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo o discoteche anche in zona bianca, il nuovo DPCM non prevede modifiche di rilievo per il regime giuridico applicabile al settore dei pubblici esercizi e conferma l’impianto normativo del precedente, con i 4 distinti regimi di misure restrittive a seconda dello scenario di rischio in cui verranno collocate le diverse realtà territoriali (c.d. aree “bianca”, “gialla”, “arancione” e “rossa”).

 

Se l’intento del nuovo Dpcm era quello di mettere un freno alla movida selvaggia e ridurre gli assembramenti incontrollati del fine settimana, la strada scelta è la peggiore possibile. 

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 21/2021 che converte, con modificazioni, il D.L. n. 183/2020 c.d. “Milleproroghe” recante “Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea”.

 

Il rilancio del Paese passa dallo sviluppo di un turismo che sia realmente sostenibile. E per raggiungere questo risultato, l’Italia dovrà dimostrare di saper rigenerare il proprio tessuto urbano, sia nelle grandi città che nei borghi minori.

Il quarto trimestre 2020 registra una contrazione del fatturato della ristorazione pari a -44,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Il periodo si conferma come un vero e proprio secondo lockdown per le imprese del settore portando l’intero anno ad una perdita complessiva del 36,2 % pari a 34,4 miliardi di euro

dinamica