Proseguono i riscontri positivi alle istanze della Federazione volte a consentire ai pubblici esercizi, in attesa della definitiva riapertura, la possibilità di effettuare vendita per asporto, in aggiunta all’attività di delivery.

A Toscana (cfr. FOCUS FIPE) e Abruzzo (cfr. FOCUS FIPE), si aggiungono ora anche Emilia Romagna (Decreto n. 69 del 24 aprile 2020) e Veneto (Ordinanza n. 42 del 24 aprile 2020).

 

Stoppani: “noi siamo pronti, ma servono contributi immediati, regole e politiche di visione per dare prospettive ad un settore in profonda crisi”

Un metro di distanza tra i tavoli e mascherine al personale di sala e cucina, come da indicazioni delle autorità sanitarie. Accessi differenziati, dove possibile, per i clienti in entrata e quelli in uscita, pagamenti preferibilmente digitali direttamente al tavolo, monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute dei dipendenti, pulizia e sanificazione dei locali, gel igienizzante a disposizione di tutti.

Stoppani lettera pubblicata su Corriere della Sera il 24 aprile

Condivido pienamente l’osservazione che la lettera di Alessio Fusco, del ristorante Bebel riassume in poche righe “le difficoltà di tante imprese della ristorazione milanese e lombarda”.
Alla famiglia Fusco ho inviato una lettera della quale riprendo alcuni punti. Innanzitutto l’urgenza di definire indennizzi a fondo perduto. Poi la ripartenza che – nella piena attenzione alla sicurezza sanitaria - dev’essere anche sostenibile dal punto di vista organizzativo ed economico. Quindi con distanziamenti praticabili, sanificazioni possibili e respingendo responsabilità - civili e penali- universali.

Con Decreto n. 634/2020, il TAR Lombardia ha sospeso provvisoriamente l’efficacia della disposizione di cui all’art. 1, p.to 1.2, lett. h), dell’Ordinanza della Regione Lombardia n. 528 dell'11.4.2020, nella parte in cui consente la consegna a domicilio da parte degli operatori commerciali al dettaglio anche per le categorie merceologiche non comprese nell’allegato 1 del D.P.C.M. del 10 aprile 2020, come integrato dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 25 marzo 2020.

 

Continua l’apertura delle Regioni al take away.. ora anche la Regione Abruzzo, con Ordinanza n. 46 del 23 aprile 2020, ha dato il via libera alla vendita di cibo per asporto per gli esercizi di somministrazione di alimenti e per le attività artigiane, ricalcando, parzialmente, quanto già previsto dalla Regione Toscana con Ordinanza n. 41 del 22 aprile 2020 (cfr. FOCUS FIPE).

 

Il 20 aprile u.s. il Fondo For.te. visto il protrarsi dell’emergenza sanitaria ha adottato nuove misure per i Piani formativi in corso di realizzazione 

Considerato il protrarsi dell’emergenza sanitaria e delle misure restrittive adottate dalle Autorità competenti ed il conseguente impatto sull’economia, sul sistema delle imprese e sui lavoratori, il Fondo For.Te. ha ulteriormente integrato il pacchetto di misure previste, con l’adozione di nuove disposizioni (cfr. allegato). Le nuove misure rispondono alla necessità di:

 

La richiesta delle imprese della somministrazione: da domani al via vendita d’asporto in Toscana, ma possibilità va estesa a tutta Italia.  Con take away si abbattono i rischi di assembramento

 

Con Ordinanza n. 41 del 22 aprile 2020, la Regione Toscana ha dato il via libera alla vendita di cibo per asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e da parte delle attività artigiane.

 

 

Con Ordinanza n. 41 del 22 aprile 2020, la Regione Toscana ha dato il via libera alla vendita per asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e da parte delle attività artigiane.

Trattasi, dunque, di un primo formale riscontro positivo alla campagna lanciata da tempo dalla Federazione volta a consentire la vendita per asporto dei prodotti che normalmente verrebbero somministrati nei locali dell’azienda che, come si ricorderà, era stata richiesta dal Presidente Stoppani anche con una lettera al Governo e alle Amministrazioni.  

A tal proposito, si apprezza la dedizione con la quale Confcommercio/Fipe Toscana ha dato seguito all’iniziativa Federale, conseguendo concreti risultati che, si auspica, possano esser presto raggiunti anche in altre realtà territoriali.

 

Nello specifico, bar, ristoranti, pub, pasticcerie ecc. lungo il territorio toscano,  a decorrere dal prossimo 24 aprile, oltre al servizio della consegna a domicilio, potranno quindi consentire ai clienti il ritiro dei prodotti ordinati presso i locali dell’impresa, nel rispetto di alcune modalità che consentano di evitare gli assembramenti:

·        i clienti dovranno ordinare i prodotti on-line o per via telefonica;

·        gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati dovranno avvenire per appuntamenti dilazionati nel tempo;

·        nel locale dovrà esser consentita la presenza di un solo cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce.

Inoltre, dovrà essere garantito il rispetto delle misure di prevenzione prescritte con l’Ordinanza regionale dello scorso 18 aprile, tra le quali si segnalano:

·        mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale nei luoghi di lavoro di 1,8 metri. Quando, anche mediante la riorganizzazione dei processi produttivi, non fosse possibile il mantenimento della distanza di 1,8 metri è necessario introdurre elementi di separazione fra le persone o l’utilizzo di altri dispositivi come mascherine FFP2 senza valvola per gli operatori che lavorano nello stesso ambiente. Qualora le mascherine FFP2 non fossero reperibili è sufficiente utilizzare contemporaneamente due mascherine chirurgiche;

·        è comunque obbligatorio l'uso della mascherina negli ambienti di lavoro in spazi chiusi in presenza di più persone e in spazi aperti quando, in presenza di più persone, non è garantito il mantenimento della distanza interpersonale (dovrà essere il datore di lavoro a fornire le mascherine);

·        occorre inoltre detergersi le mani prima dell’accesso al posto di lavoro e nei diversi momenti dell’attività lavorativa e, ove compatibili con l’attività, indossare guanti monouso;

·        il datore di lavoro deve accertare, tramite idonei strumenti di misurazione della febbre o anche mediante dichiarazione sostitutiva da parte del dipendente, che questi non abbia febbre o altri sintomi influenzali; deve inoltre informare tutti i lavoratori delle misure di prevenzione da rispettare, con appositi depliants informativi;

·        deve essere garantita la sanificazione degli ambienti, con frequenza di almeno una volta al giorno e comunque in funzione dei turni di lavoro, e degli impianti di areazione;

·        ove possibile, posizionare pannelli di separazione sui banchi e sulle casse;

·        l’ingresso è consentito solo alla clientela in possesso di mascherina (all’ingresso devono esser posizionati dispenser per detergere le mani e/o guanti monouso e posizionati idonei cartelli per avvisare la clientela del necessario rispetto della distanza di 1,8 metri sopra);

·        obbligo di redigere un protocollo di sicurezza anticontagio che preveda l’impegno del datore di lavoro all’attuazione delle descritte misure al fine di garantire la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori, seguendo il format scaricabile attraverso questo link;

E’ bene, inoltre, precisare che resta sospesa ogni forma di consumo  all’interno dei locali dell’azienda.

Per le restanti diposizioni dell’Ordinanza, si rinvia alla lettura integrale del testo.

 

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Tra le misure di sostegno alle imprese varate dal Governo con il D.L. n. 23/2020 c.d. “Liquidità” figura la disposizione di cui all’art. 18, ai sensi della quale è stata disposta la sospensione di alcuni adempimenti tributari e contributivi per le imprese (a determinate condizioni).