In vista dell’inizio della stagione balneare, diverse Amministrazioni regionali hanno dato il via libera allo svolgimento di interventi di manutenzione, sistemazione, pulizia, installazioni e allestimenti delle spiagge e degli stabilimenti balneari.

Si tratta del primo tanto atteso step  funzionale alla ripresa dell’operatività di un settore strategico per l’economia della Regioni ad alta vocazione turistica balneare.

Tra le prime Regioni a muoversi in questo senso si segnalano:

 

Venerdì, 17 Aprile 2020 13:06

Compendio normativo covid-19 – II edizione

Si pubblica la II Edizione del Compendio Normativo - aggiornata alla data odierna - che riepiloga i provvedimenti, e gli atti d’indirizzo, adottati a livello nazionale e regionale in ordine all’emergenza sanitaria da COVID-19.

 

CIRCOLARE n.  56 del 15 aprile 2020

L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale con la circolare in commento fornisce istruzioni relative alle misure previste dal decreto legge n. 18/2020, con particolare riferimento agli interventi concernenti la sospensione degli adempimenti di natura contributiva

 

Messaggio INPS n. 1607/2020
CIRCOLARE n. 55 del 15 aprile 2020

L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale con il messaggio in commento ha precisato quanto previsto dal decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 circa l’applicazione delle misure in materia di integrazione salariale del decreto-legge n. 18/2020 anche ai lavoratori assunti dal 24 febbraio 2020 al 17 marzo 2020.

A seguito dell’emanazione del DPCM dello scorso 10 aprile - che ha riordinato in un unico testo normativo le misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica applicabili a cittadini e imprese fino al 3 maggio 2020 (cfr. Circolare Fipe n. 54/2020) – diverse amministrazioni regionali hanno deciso, conseguentemente, di aggiornare o modificare la normativa applicabile a livello locale, talvolta prevedendo misure ancor più restrittive rispetto al contesto normativo nazionale.

 

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato sul suo sito il modulo (clicca qui per scaricarlo) per la richiesta di garanzia per finanziamenti in favore di piccole e medie imprese di importo non superiore a 25.000 euro. Come specificato dal Ministero, per rendere attuative le misure di sostegno alle imprese varate con il D.L. n. 23/2020, c.d. D.L. “Liquidità”, si attendeva il necessario via libera della Commissione,  sopraggiunto nella giornata di ieri.

 

Dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna all’Olanda alla Scandinavia,  la maggioranza dei Paesi Ue permettono ai ristoranti e ai bar la vendita di piatti pronti da asporto.
Il Presidente Stoppani: “Serve un piano di graduale riapertura, il settore sta implodendo”

Copiare le buone pratiche adottate nel resto d’Europa per scongiurare la morte della ristorazione italiana. È questo il punto di partenza dal quale muove la Fipe, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, per lanciare l’ennesima proposta al governo: consentire ai ristoratori italiani di vendere piatti pronti da asporto ai clienti, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e di distanziamento, esattamente come accade nella maggior parte dei Paesi europei. 

Con l’Ordinanza n. 528 dell’11 aprile 2020, la Regione Lombardia ha adottato ulteriori misure restrittive per cittadini e imprese per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, che si aggiungono a quelle già previste a livello nazionale con il DPCM dello scorso 10 aprile.

 

Tecnologia, tradizione e sicurezza 
In attesa della vendita per Asporto e della riapertura definitiva, il food delivery rappresenta una grande opportunità per il comparto della ristorazione, colpito fortemente in queste settimane dall'emergenza Covid-19. Igiene, procedure di sanificazione e percorso del piatto sono diventati prioritari soprattutto per il consumatore che acquista a domicilio. 

Martedì, 14 Aprile 2020 15:21

#TakeAwaySubito

La ristorazione e i P.E. (*) (bar, ristoranti, catering, intrattenimento, stabilimenti balneari) sono il settore più colpito dagli effetti del covid-19.

Dall’inizio dell’anno hanno già perso 12 miliardi di euro e a fine 2020 la perdita complessiva sarà di 21 miliardi di euro