Martedì, 15 Novembre 2011 17:56

ABRS, PAROLE D’ORDINE: QUALITÀ E INNOVAZIONE

15-11ABRS, PAROLE D’ORDINE: QUALITÀ E INNOVAZIONE

Ristoratori e baristi devono fare particolare attenzione alla qualità del loro servizio. Il passaparola negativo è 12 volte più potente del passaparola positivo. E i gestori dei pubblici esercizi fanno parte di quella rara categoria in cui il cliente scontento non manifesta mai apertamente il motivo del suo fastidio.

Preferisce tacere e non tornare più in quello stesso locale. Comincia poi a parlarne male in momenti successivi o per sua iniziativa o perché sollecitato da qualcuno che chiede informazioni sul ristorante o bar in questione. E come se non bastasse, i pubblici esercizi difficilmente hanno una seconda possibilità per fornire un servizio di qualità. Per loro si pone infatti il grande interrogativo di capire che cosa sia la qualità al di là degli aspetti consolidati di rispetto delle norme igieniche, nutrizionali, di cortesia, di trasparenza e di tutte le altre osservanze imposte al settore. Qualità è per i pubblici esercizi “offrire al cliente ciò che vuole il cliente”.
È quanto emerso nel convegno Fipe ad Abrs, la fiera dei ristoratori per i ristoratori in programma nel polo espositivo della Capitale fino a mercoledì 16 novembre. La tavola rotonda “Stili di vita, modelli di consumo, regole” è stata l’occasione per fare il punto sulle nuove tendenze sia in relazione a come sono cambiate le esigenze e gli stili di vita di un consumatore, sia in relazione a come cambiano con le nuove tecnologie gli strumenti indispensabili nella preparazione di cibi o nella somministrazione di bevande.
Negli ultimi cinquant’anni il rapporto delle persone con l’alimentazione fuori casa è profondamente cambiato: si è passati dal pasto al ristorante inteso esclusivamente come svago a un pranzo fuori casa per necessità (soprattutto a pranzo) o per occasioni di incontro professionale, come per esempio le cene di lavoro. Le occasioni di pasto veloce sono sempre più frequenti rispetto alle occasioni di pasto conviviale. Basti pensare che ogni anno sono circa 300mila i panini consumati in Italia; una cifra destinata ad essere moltiplicata per tre in occasione di grandi eventi, come per esempio le Olimpiadi. Ma che sia di necessità o di piacere, chi offre il pasto fuori casa deve come fine ultimo quello di mantenere elevato lo standard qualitativo. La qualità igienica e la qualità nutrizionale offerte dall’esercente possono essere ottenute e migliorate anche con la qualità tecnologica in modo che nulla vada perso rispetto alla qualità percepita dal cliente.

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slides presentate:

IL PROGETTO FIPE – BCC di Roma per lo start up dei pubblici esercizi - Luciano Sbraga, Myriam Di Palma

I servizi finanziari per migliorare la gestione nel settore della ristorazione - Daniele Previati

Le tecnologie per il cambiamento - Electrolux

Comunicare la qualità - Roberto Aguiari, Costanza Nosi

 

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