GRANDE SUCCESSO DI FIPE A PADOVA

2 Dicembre 2014

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GRANDE SUCCESSO DI FIPE A PADOVA

Grande successo alla fiera di Padova, Tecno&Food, dove la Fipe è stata presente il primo dicembre per illustrare nel dettaglio la normativa sugli allergeni che entrerà in vigore da sabato 13 dicembre. Il seminario è stato organizzato dal Gruppo Pasticceri Appe sulla nuova normativa in vigore dal 13 dicembre che riguarda l’etichettatura e il trattamento degli allergeni nei listini e nei menu.

Gli interventi per conto di Fipe sono stati a cura del direttore generale Fipe, Marcello Fiore, che ha introdotto l’argomento e della dottoressa Caterina Cirillo. La presentazione delle slide è stata invece a cura del medico veterinario esperto in sicurezza alimentare, dr. Gianluca Rosati. In contemporanea, sempre nel contesto della Fiera, si è poi svolto un altro seminario dove è stato affrontato il tema dei pagamenti elettronici. Al convegno hanno partecipato i principali attori del settore buoni pasto e pagamenti elettronici, invitati dall’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova. Il tema è particolarmente spinoso visti i tempi di ristrettezze economiche. Per la prima volta in Veneto è stato presentato un nuovo strumento, sperimentato in collaborazione con Cir Food, che permette la gestione del ticket elettronico, la dematerializzazione del ticket cartaceo e l’accettazione di pagamenti attraverso bancomat e carta di credito, oltre all’erogazione di servizi aggiuntivi (ricariche telefoniche e pay-tv, pagamento delle bollette, ecc.). Si tratta insomma di un POS multifunzione che essendo di proprietà dell’esercente è svincolato dagli onerosi contratti bancari. Già due di questi apparecchi sono stati installati a Padova, in questi giorni, e dopo il periodo di test partirà da gennaio la fornitura dei terminali verso tutti i pubblici esercizi che ne faranno richiesta. Una questione, quella dei buoni pasto, che sembra un affare tecnico che riguarda solo baristi e ristoratori, ma che incide invece nella vita quotidiana di un padovano su quattro. “A Padova 50mila persone ogni giorno pranzano con il buono pasto dell’azienda o dell’ente per cui lavorano – spiega Filippo Segato segretario APPE Padova – Siamo reduci da una battaglia nei mesi scorsi, che ha scongiurato per il momento l’aumento delle commissioni a carico degli esercenti per i buoni pasto. Ma la guerra è ancora lunga: già prima delle ferie c’è stata una serie di riunioni con le principali ditte emettitrici di questa forma di pagamento del pranzo aziendale che sta diventando un cappio per l’esercente. Non abbassiamo la guardia. Il rischio che vogliamo scongiurare è quello che si incida pesantemente sulla qualità del pasto di migliaia di persone e, quindi, di riflesso anche sulla loro salute. La lotta che i baristi stanno portando avanti non è solo di tipo economico, ma è volta a salvaguardare e mantenere alta la qualità del servizio, il vero patrimonio di ogni nostro associato”. Le ricadute di un uso distorto del buono pasto sono state illustrate da Matteo Toniolo, componente del Consiglio di presidenza di APPE Padova. “La proposta che stiamo portando avanti è quella di riportare il mercato del buono pasto a servizio sostitutivo di mensa, e l’unico sistema è quello di introdurre il buono pasto elettronico, che permette un controllo paritario tra i tre soggetti coinvolti: il datore di lavoro, l’esercente e la società emettitrice. Università e Comune hanno già adottato da tempo questo sistema: il buono pasto è collegato al cartellino di timbratura del dipendente e lo si può spendere solo quando si è in pausa pranzo, quindi non stiamo parlando di fantascienza, ma di pratiche già in atto. Usato nella maniera attuale il buono pasto è solo un pezzo di carta che ha costi non solo nominali, ma che fa perdere anche molto tempo all’esercente – ha spiegato Toniolo – la soluzione c’è ma gli emettitori non vogliono adottarla, in quanto guadagnano sui ticket smarriti, deteriorati, scaduti. Dematerializzare il cartaceo costa un ulteriore 2 o 3% all’esercente. E’ ora di passare al buono pasto elettronico: tracciabile, facile e sicuro. L’alternativa a cui non vogliamo arrivare è la creazione di una disparità tra la clientela che paga in contanti e quella che usa il ticket aziendale. Il buono pasto non può essere una moneta di serie B: molti esercenti hanno in mente di fare un doppio listino, noi vogliamo fare proposte costruttive, come quelle illustrate nel convegno odierno. Alcuni emettitori virtuosi hanno capito che l’esercente può essere un partner”.

Padova, 02-12-2014

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