Notizie dal mondo FIPE

APPE-COM

    COMUNICATO STAMPA del 6 novembre 2014

Protesta degli esercenti pubblici esercizi per l’Ordinanza  

        BITONCI “SPEGNE” LE SLOT, MA L’APPE NON CI STA

D’accordo sulle finalità, ma non sulle modalità: si potrebbe riassumere così la posizione dell’APPE, la principale associazione di categoria dei pubblici esercizi, sulla recentissima ordinanza del Sindaco Bitonci che limita gli orari durante i quali si possono tenere accese le slot machines all’interno dei bar.

«È proprio così – conferma il Segretario dell’APPE Filippo Segato – la finalità del provvedimento del Sindaco è assolutamente condivisibile: siamo tutti d’accordo che le ludopatie sono un fenomeno negativo che va contrastato nei modi più efficaci. Però non credo che la strada scelta dal Comune sia quella giusta, anzi finisce col penalizzare gli esercenti senza ottenere risultati apprezzabili».

I locali, secondo l’ordinanza Bitonci, potranno accendere le macchinette soltanto in due fasce orarie giornaliere, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, mentre in tutte le restanti ore del giorno dovranno rimanere spente.

«Non capisco – si chiede Segato – come mai in certe fasce orarie si può giocare e in altre invece no, forse meritano più tutela alcuni frequentatori dei pubblici esercizi, piuttosto che altri? Vorrà dire che il giocatore incallito, che è il vero soggetto da tutelare, si “organizzerà” per riuscire a giocare nelle fasce orarie autorizzate».

Anche il fatto che l’ordinanza valga solo per il Comune di Padova lascia perplessi i rappresentanti degli esercenti.

«Assisteremo – prevede Segato – ad una migrazione dei giocatori dai bar di Padova a quelli dei comuni vicini: penso ai residenti di Ponte di Brenta che potranno agevolmente spostarsi a Noventa Padovana, oppure quelli della Guizza che potranno andare a Ponte San Nicolò o Albignasego».

Insomma un’Ordinanza da cestinare? «Se il Comune ci avesse coinvolto prima di preparare il documento, avremmo potuto dare qualche suggerimento, invece sembra quasi che il Sindaco abbia voluto rispondere, in quattro e quattr’otto, all’appello lanciato dal Vescovo, tanto che viene addirittura citato tra le premesse dell’Ordinanza».

L’APPE, a nome degli esercenti pubblici esercizi, invia una precisa richiesta all’Amministrazione Comunale: «Partendo dal presupposto che le finalità sono condivisibili – conferma Segato – chiediamo il ritiro dell’Ordinanza e l’apertura di un confronto tra tutte le parti in causa (esercenti, Comune, consumatori, Sert) per trovare un sistema, magari coordinato tra più amministrazioni locali, di controllo delle ludopatie».

APPE-COM

    COMUNICATO STAMPA del 3 novembre 2014

A NOVEMBRE TRA GUSTO E TRADIZIONE,
SUL PIATTO L’OCA E I DOLCI DI SAN MARTINO

Sono 36 i ristoranti-trattorie e 17 le pasticcerie di Padova e provincia

che partecipano all’11^ edizione della tradizionale rassegna enogastronomica che propone un mese di pietanze a base d’oca

Protagonista incontrastata della tavola per l’intero mese di novembre è l’Oca padovana. Proprio così, torna anche quest’anno la tradizionale rassegna enogastronomica promossa dall’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE), l’immancabile appuntamento dell’autunno padovano che unisce la tipicità e il sapore unico dell’Oca alla sapiente abilità dei cuochi e dei pasticceri padovani.

Aderiscono a quest’undicesima edizione 36 ristoranti-trattorie e 17 pasticcerie di Padova e provincia che propongono deliziose specialità d’oca ma anche i tipici dolci di San Martino, per allietare il palato dei fedelissimi che seguono la manifestazione e dei nuovi appassionati che si avvicinano ai piatti della tradizione.

Gli chef dei ristoranti aderenti preparano pietanze che abbinano l’alta qualità al valore della cultura e della tradizione del pennuto padovano. Alcuni locali organizzano degli appuntamenti speciali con serate di gala durante le quali sarà possibile assaggiare un esclusivo menù degustazione a tema, accompagnato da vini tipici del territorio, ad un prezzo promozionale tutto compreso.

 

Per tutto il mese sarà possibile gustare le pietanze a base d’oca nei seguenti ristoranti:

Ai Mediatori, Tombolo - Al Fassinaro, Trebaseleghe - Al Pirio, Torreglia - Aldo Moro, Montagnana - Alle Logge, Piazzola sul Brenta - Antica Trattoria Antenore, Torreglia - Antica Trattoria Ballotta, Torreglia - Antica Trattoria Baracca, Trebaseleghe - Antica Trattoria Taparo, Torreglia - Bastioni del Moro, Padova - Boccadoro, Noventa Padovana - Convivium Ai Colli,  Galzignano Terme - Da Giovanni, Campodarsego - Da Giovanni, San Giorgio in Bosco - Da Rocco, Cittadella - Enoteca I Bei, Cittadella - Hostaria San Benedetto, Montagnana - Il Filandino, Cittadella - In Corte dal Capo, Conselve - L’Hostaria di Via Roma, San Martino di Lupari - La Bulesca, Selvazzano Dentro - La Campagnola, Campodarsego - La Corte delle 3 Lune, Noale - La Famiglia, Correzzola - La Griglia, Torreglia - La Montanella, Arquà Petrarca - La Montecchia, Selvazzano Dentro - La Tavolozza, Torreglia - Le Strie, Este - Locanda Aurilia, Loreggia - Miravalle, Montegrotto Terme - Monticello, Teolo - Nalin, Campodarsego - Nerodiseppia Ristocaffè, Padova - Rifugio Monte Rua, Torreglia - Taverna degli Artisti, Cittadella.

 

Sul fronte delle pasticcerie, i Maestri Pasticceri si sbizzarriscono con l’Oca, il Cavallo e la Spada di San Martino, i tipici dolci della tradizione.

L’Oca è un dolce lievitato dalla farcitura di crema all’arancia (come tradizione gastronomica vuole) a forma di pennuto. Il “Cavallo” è un dolce di pasta frolla dalla forma del Santo a cavallo con spada e mantello, guarnito con glassa di zucchero colorata, praline, caramelle e cioccolatini. La “Spada” è un dolce lievitato che, come leggenda narra, Martino usò per tagliare il suo mantello.

I dolci della tradizione saranno acquistabili dall’8 all’11 novembre nelle seguenti pasticcerie del Gruppo Pasticcieri Artigiani di Padova aderenti all’APPE:

Al Duomo, Padova - Antica Pasticceria, Campodarsego - Ballico, Padova - Breda, Padova - Carlo, Padova - Cuccato, Montagnana – Dolci tentazioni, Padova - Embasy, Ponte San Nicolò -  Estense, Padova - Europa, Padova - Fiorin, Brugine - Guariento, Padova - La Creme, Padova - La Piazzetta, Padova -   Lazzarin, Monselice - Le Sablon, Padova - San Marco, Padova.   

 

Una manifestazione che è un’occasione per riscoprire i sapori della cucina nostrana. E per restare aggiornati su tutte le iniziative e gli eventi in programma, seguire i ristoratori aderenti, i relativi menù, e le pasticcerie, condividendo piatti e ricette a base d’oca e i dolci tipici, basta seguire la fanpage de L’Oca e i Dolci di San Martino: www.facebook.com/OcadiSanMartino

Le informazioni sui locali aderenti e gli approfondimenti su eventi, cene, prezzi e proposte di menù sono disponibili su www.gustarepadova.it

 

Mercoledì, 29 Ottobre 2014 20:17

LINO ENRICO STOPPANI CONFERMATO PRESIDENTE FIPE

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LINO ENRICO STOPPANI CONFERMATO PRESIDENTE FIPE

Lino Enrico Stoppani è stato confermato all’unanimità alla presidenza della Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.

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SINDACATO RISTORATORI CONFOMMERCIO RAVENNA

‘Ravenna a Tavola’ si rinnova:
pronta la sesta edizione della
 Guida alla ristorazione

È certamente una delle Guide più ricercate dai turisti, quella a cui non si può proprio rinunciare. E’ un ‘viaggio’ nella ristorazione ravennate, pratica, utile, di facile consultazione. Stiamo parlando della nuova edizione della Guida ai Ristoranti, alle Pizzerie e ai Locali Tipici di Ravenna e dintorni, realizzata dal Sindacato Ristoratori Confcommercio Ravenna. La Guida “Ravenna a Tavola”, giunta alla sesta edizione, ha un formato tascabile ed è facilmente reperibile in città: l’obiettivo, neanche a dirlo, è di fornire sempre più ospitalità ai turisti, aiutandoli nella scelta della gastronomia locale.
All’interno della Guida vi è un’ampia e variegata offerta della ristorazione di qualità a Ravenna e dintorni, resa più agevole dalla legenda che rappresenta un ulteriore strumento per scegliere fra tanti menù, differenti fasce di prezzo e confort desiderati.
Per aiutare maggiormente il turista, la Guida è suddivisa in tre sezioni Città, Mare, Entroterra, ognuna contrassegnata da un colore: rosso per la città, azzurro per il mare e verde per l’entroterra. In più ad ogni locale è dedicata una parte descrittiva con relativa foto.
Gli operatori che hanno aderito all’iniziativa, da sempre attenti alle peculiarità della cucina romagnola e delle sue gustose specialità, spaziano dai piatti tipici come le paste al mattarello, le carni alla brace e i dolci al cucchiaio, agli approfondimenti dedicati ai prodotti e alle preparazioni tipiche del territorio, particolarmente ricco di spunti per la ricerca enogastronomica.
“Ravenna a Tavola” ha inoltre il merito di valorizzare le potenzialità della ristorazione cittadina che spazia, in tema di gastronomia e ospitalità, dalla cucina tradizionale a quella d’innovazione, senza dimenticare i locali che offrono anche spuntini veloci e spazi pensati per più i giovani.
Tutto da scoprire “Il timbro vien mangiando”, il ‘gioco dei timbri’ che da diritto ad un buono sconto di 30 euro da spendere in uno dei ristoranti visitati.
La Guida è on line su www.ravennatavola.com  - facebook.com/ravennatavola 

UFFICIO STAMPA

Ravenna, 7 ottobre 2014

AGLI ORGANI DI STAMPA

cracco PRANZO ALLA QUESTURA DI MILANO PREPARATO DALLO CHEF CRACCO
Lunedì  29 settembre 2014  in occasione della ricorrenza della Festa di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato, lo chef Carlo Cracco preparerà presso la mensa della Questura di Milano il pranzo per i poliziotti, anche grazie alla collaborazione della ditta Vivenda S. p. A che gestisce da tempo il servizio nelle mense meneghine.

Mercoledì, 02 Luglio 2014 13:13

SILB: GALLIPOLI, ESEMPIO DELLA BUONA MOVIDA

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SILB: GALLIPOLI, ESEMPIO DELLA BUONA MOVIDA

L’ordinanza del Sindaco di Gallipoli mette d’accordo tutti: residenti, turisti, operatori commerciali, Istituzioni e forze dell’ordine.
È bastato saper scaglionare bene gli orari di apertura e di somministrazione fra le differenti tipologie di pubblico esercizio per creare l’equilibrio necessario a salvare la buona movida ed evitare gli effetti dannosi dei ritrovi scriteriati e abusivi, quindi pericolosi per la tutela della salute pubblica.

Mercoledì, 25 Giugno 2014 19:01

Premio Giorgio Ambrosoli - 2014

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PREMIO GIORGIO AMBROSOLI ALLA MEMORIA DEL VIGILE DI ACERRA, TERRA DEI FUOCHI

Un premio alla memoria e sei menzioni speciali. Sono questi i conferimenti che caratterizzeranno la terza edizione del premio Giorgio Ambrosoli promosso da Trasparency e sostenuto da Confcommercio – Imprese per l’Italia per il tramite della Commissione Sicurezza e Legalità.

APPE-COM

    COMUNICATO STAMPA DEL 20 GIUGNO 2014

 

Appesi provocatori cartelli che preannunciano commissioni a carico dei clienti

BUONI PASTO: SALE LA PROTESTA DEGLI ESERCENTI

Le manifestazioni dei baristi giunte alla ribalta nazionale, ora si tratta di proseguire

 

Si è diffusa a livello nazionale la notizia della protesta dei baristi della zona “Scrovegni-Fiera” di Padova, dove diversi baristi (una quindicina, sui venti presenti) hanno appeso un cartello che preannuncia, con decorrenza dal prossimo 1° settembre, l’applicazione di una commissione del 10% a carico dei clienti che pagano le consumazioni con il buono pasto.

La clamorosa manifestazione di malcontento è stata prontamente ripresa dalla stampa locale, dalla televisione locale e regionale e dalla radio regionale e nazionale: segno che evidentemente l’argomento è serio e meritevole di essere preso in considerazione.

«La protesta – dichiara Filippo Segato, Segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) – ci trova ovviamente d’accordo. Anzi, faremo di tutto per supportare e tutelare gli esercenti e saremo pronti ad aiutarli nel diffondere al massimo l’iniziativa. Se un gran numero di bar, infatti, sia a livello di Comune di Padova, che di provincia, aderiranno, esponendo il cartello, finalmente si potrà ottenere la tanto cercata attenzione di tutti gli “attori” della filiera dei buoni pasto: ditte emettitrici, ma anche datori di lavoro e lavoratori».

Ma perché si è scatenata la protesta dei baristi?

«Il meccanismo del buono pasto è presto spiegato – puntualizza Segato – il datore di lavoro, che vuole svolgere un servizio sostitutivo di mensa, acquista i ticket dalle ditte emettitrici con un forte sconto sul prezzo “nominale” del buono. Ad esempio, un buono da 5 euro, viene acquistato dal gruppo bancario, o dall’ente pubblico, a 4 euro o poco più. A questo punto, le ditte emettitrici riversano questo sconto direttamente sull’esercente, pretendendo delle commissioni anche fino al 12%, divenute ormai insostenibili».

«Se a questo – prosegue il Segretario – si aggiungono i tempi di rimborso lunghissimi (fino a 90 giorni), gli oneri per il conteggio, la fatturazione e spedizione dei buoni pasto tramite “assicurata”, i costi aggiuntivi per fantomatici servizi come “rinnovo contratto” o “gestione fatture”, il conto è presto fatto: all’esercente il buono da 5 euro viene rimborsato con una decurtazione tra il 20% e il 30%».

Cosa chiede l’APPE?

«La cosa più semplice – risponde Segato – ovvero che il buono pasto torni a svolgere il servizio per cui era stato pensato e per il quale, è giusto ricordarlo, gode di agevolazioni fiscali. Vale a dire che il buono pasto deve tornare a essere un “servizio sostitutivo di mensa”: con le tecnologie attuali è molto semplice dare vita a un circuito di buoni elettronici (smart card) che siano spendibili solo negli esercizi pubblici, solo nel giorno in cui il lavoratore è in servizio e solo nell’orario di pausa pranzo. Stop alla spesa del sabato mattina al supermarket e stop al passaggio di buoni da marito a moglie o tra colleghi».

L’APPE sottolinea che in Francia, dove sono nati i buoni pasto, il 95% del mercato è veicolato attraverso buoni elettronici e solo un 5% (fisiologico) passa attraverso ticket ancora cartacei: esattamente il contrario di quanto accade in Italia. In un mercato che vale 2,5 miliardi di euro all’anno, evidentemente a qualcuno interessa che la situazione non cambi.

L’invito esplicito dell’Associazione è che i baristi aderiscano in massa alla protesta, per manifestare il disagio della categoria di fronte a un fenomeno diventato ormai incontrollabile e che, se non vengono presto prese contromisure, porterà a un vero e proprio collasso del settore.

«Per questo – conclude il Segretario – abbiamo pubblicato il cartello sul nostro sito www.appe.pd.it e invitiamo tutti gli esercenti ad appenderlo nei loro locali».

 

           

 

Mercoledì, 11 Giugno 2014 09:43

LINEE GUIDA PER UNA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

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LINEE GUIDA PER UNA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

Considerazioni della Federazione Italiana Pubblici Esercizi.
La Federazione ha trasmesso le proprie proposte alla consultazione pubblica avviata dal Governo sulla riforma del Terzo Settore. A seguire l'intervento trasmesso.

Mercoledì, 11 Giugno 2014 09:27

Lecce: contro la concorrenza sleale delle sagre

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NOTA PER LA STAMPA

FIPE LECCE CONTRO LA CONCORRENZA SLEALE

DELLE SAGRE NEI CONFRONTI DEGLI IMPRENDITORI DELLA RISTORAZIONE

 Le indicazioni ai Comuni salentini per un corretto svolgimento delle sagre

Lecce, 10 giugno 2014 – Prosegue l’impegno di FIPE, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, nella lotta all’abusivismo e alla concorrenza sleale.

In concomitanza con l’arrivo della stagione estiva, FIPE Lecce risolleva il problema della concorrenza sleale attuata dalle sagre “selvagge” nei confronti degli imprenditori della ristorazione, che al contrario operano da sempre nel pieno rispetto delle vigenti normative fiscali, igienico-sanitarie e di tutela del lavoro.

Il dilagare del fenomeno negli anni passati ha fatto emergere problematiche di grande rilievo che investono sia i pubblici esercizi, che puntualmente vedono calare gli incassi a causa della ricca offerta eno-gastronomica attuata per pochi euro nel corso delle sagre, che gli stessi consumatori, ignari della scarsa attenzione riservata ai requisiti igienico sanitari e alla tutela della loro salute.

Pertanto, nella consapevolezza della valenza positiva delle sagre, quali manifestazioni in grado di creare momenti di aggregazione sociale, ma soprattutto di rilevanza per la promozione turistica del territorio attraverso la valorizzazione delle tradizioni locali, FIPE Lecce ha inviato ai sindaci dei comuni salentini un “manifesto” contenente 7 utili indicazioni per un corretto svolgimento delle sagre.

Così facendo, il sindacato che rappresenta la categoria dei pubblici esercizi intende offrire agli organi istituzionali la possibilità di mettere in atto politiche di programmazione di eventi estivi in un’ottica di tutela sia delle attività del settore della ristorazione, che operano con onestà e osservanza delle norme, che della salute dei frequentatori e dei tanti turisti.

Indicazioni per un corretto svolgimento delle SAGRE

rivolte a tutti i Comuni della Provincia di Lecce

 

1.     Il Comune stabilisca un numero massimo di giorni da destinare nel corso dell’anno alle Sagre, il numero dei giorni è stabilito in base alla storia e alla sostenibilità del territorio comunale interessato;

2.     Il Comune fissi una data ultima entro la quale tutte le associazioni di volontariato interessate siano tenute a presentare le richieste per l’organizzazione delle Sagre (sarebbe quanto mai opportuno individuare la stessa data per tutti i Comuni della Provincia, ad es. entro e non oltre il 31 Gennaio). Le domande devono contenere dettagliatamente i contenuti e la tipologia della Sagra;

3.     La Sagra deve essere consolidata nel tempo e di breve durata, la somministrazione di cibi e bevande non deve comunque superare i 4 giorni. Deve promuovere tipicità, storia, cultura locale e le produzioni agroalimentari del Comune.

4.     Tutte le imprese del territorio comunale dovranno essere coinvolte con azioni di marketing ed iniziative promozionali.

5.     La Sagra deve essere assolutamente priva di scopo di lucro, fondata sul volontariato, sulla liberalità e sull’impegno gratuito delle persone in maniera tale da coinvolgere tutta la comunità locale.

6.     Il numero delle portate somministrate deve essere inerente e limitato all’oggetto della Sagra, prevedendo solo poche alternative, esclusivamente genuine e tipiche. Si dovrà garantire l’autenticità della Sagra, producendo opportuna documentazione sull’origine delle materie prime al fine di poterle tracciare.

7.     Dovranno essere in ogni modo garantite tutte le vigenti normative igienico-sanitarie, fiscali e di tutela sul lavoro.