Note per la stampa 2020

Mercoledì 28 ottobre alle 11.30 i gestori dei Pubblici esercizi occuperanno le piazze di 10 città. Un’iniziativa organizzata da Fipe – Confcommercio per ricordare il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto per non morire 

Il piatto piange e la musica è finita.
Gli ultimi provvedimenti presi da governo e alcune Regioni per il contenimento della seconda ondata di Covid-19 stanno mettendo definitivamente in ginocchio i pubblici esercizi.

“Invito il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, a riflettere meglio la prossima volta prima di avventurarsi in dichiarazioni gravi e prive di fondamento. Non esiste alcun dato scientifico che dimostri che mangiare al ristorante sia pericoloso. Anche perché, forse Spadafora non se ne è accorto, ma il suo governo ha siglato con noi e con tutti i ristoratori un protocollo di sicurezza per ridurre al minimo le possibilità di contagio. 

I sindacati di categoria assieme a EGP e FIPE lanciano un appello per rivedere le limitazioni orarie previste per le sale bingo e le gaming halls con l’ultimo DPCM 
Giusto ricalibrare gli orari di chiusura serale di sale bingo e gaming hall portando la chiusura dalle ore 21 alle ore 24, come per gli altri esercizi dedicati alla ristorazione

Contenere le ricadute occupazionali, mantenendo come primo obiettivo la salvaguardia della salute pubblica: sono le leve che muovono l’attività di EGP che, assieme a FIPE Confcommercio e con le tre maggiori sigle sindacali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTuCS, lancia al Governo un appello per ripensare gli interventi previsti per il settore del gioco legale nell’ultimo DPCM, considerandone la specificità, valutando l’efficacia dei protocolli osservati per il contenimento del Covid-19, senza trascurare le criticità già presenti sui territori che in molti casi prevedono già da tempo consistenti limitazioni orarie per i giochi pubblici.

“Scongiurare una nuova chiusura generalizzata deve essere la priorità assoluta per ciascuno di noi. Ma stiamo chiudendo uno dopo l'altro. Se agli operatori della ristorazione e dell’intrattenimento viene chiesto l'ennesimo sacrificio, è necessario che lo Stato ci metta nelle condizioni di sopravvivere. 

 

“Invece di studiare nuove misure restrittive per impedire solo alle imprese del nostro settore di lavorare, il governo si impegni a garantire i contributi a fondo perduto promessi ai pubblici esercizi, che nel 2020 faranno registrare una flessione complessiva dei fatturati di oltre 26 miliardi di euro. 

Venerdì, 16 Ottobre 2020 17:25

Ipotesi coprifuoco dalle 22

Fipe-Confcommercio: “Sarebbe il colpo di grazia per i pubblici esercizi”  
Le voci che circolano da qualche ora sembrano confermare la volontà del Governo di istituire nel giro di pochissimo tempo un coprifuoco che imporrebbe a bar, ristoranti e tutti i pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22, fino alle 6 del mattino successivo.

Il presidente di Fipe Confcommercio – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, Lino Enrico Stoppani, è stato ricevuto questa mattina a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Al centro della discussione, lo stato di profonda crisi che il settore della ristorazione e, più in generale, il mondo dei Pubblici Esercizi e dell’intrattenimento stanno attraversando a causa delle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19. Crisi destinata a farsi ancor più drammatica nei prossimi mesi, alla luce delle nuove restrizioni.

 

“Le misure contenute nel nuovo Dpcm approvato dal Consiglio dei ministri rappresentano un colpo mortale per un settore già in gravissima crisi che vede il rischio chiusura per 50.000 imprese e la perdita del lavoro per 350.000 lavoratori. 

I ristoranti e i bar non sono tra i luoghi più pericolosi per eventuali contagi. A dirlo non è la Fipe, ma l’Istituto superiore di Sanità nel suo monitoraggio settimanale, secondo cui il 77,6% dei contagi, attualmente, avviene in ambito domestico. Un dato riproposto dal dottor Luca Richeldi, membro del Comitato tecnico scientifico, nel corso della puntata di venerdì sera di Otto e Mezzo su la7.

 

ANBC E FIPE AL GOVERNO: “AUMENTATE I CONTROLLI MA LASCIATECI LAVORARE, ALTRIMENTI IL SETTORE MUORE” 

Cresce la rabbia all’interno del mondo di catering e banqueting contro le ipotesi sempre più consistenti di un imminente stop a matrimoni ed eventi privati. “Il governo deve sapere che se proseguirà sulla strada tracciata, si assumerà la responsabilità di decretare la morte di 2mila imprese e la creazione di 100mila nuovi disoccupati. Perché è evidente che se ci fosse un secondo lockdown, il settore non sarà più in grado di riprendersi. Siamo di fronte a prospettive drammatiche”.