Note per la stampa 2020

ANBC e le principali sigle sindacali dei lavoratori del turismo chiedono un piano di intervento per un settore messo in ginocchio dalla pandemia e dal rinvio al 2021 di eventi, convegni e convention aziendali.

Oltre 2.000 imprese per 100.000 addetti e 2 miliardi e 200 milioni di fatturato stimato, sono queste le dimensioni del settore “banqueting e catering” – mondo affine ma diverso da quello della ristorazione – che, oggi, chiede il riconoscimento dello stato di crisi. Lo chiedono ANBC, Associazione Nazionale Banqueting e Catering federata a Fipe-Confcommercio, e le principali organizzazioni sindacali dei lavoratori del turismo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

 

Durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore HORECA, sono state tante le iniziative messe in campo da Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti.

“Per risollevare le imprese della ristorazione e del turismo da tre mesi di lockdown e da un mese di incassi dimezzati, bisogna intervenire con coraggio rafforzando lo strumento degli indennizzi per le aziende che hanno avuto ingenti cali di fatturato e intervenendo sui costi strutturali delle aziende, costi del lavoro e affitti in testa. 

Fipe: “correzione necessaria per garantire sostegno a una categoria importante” 
“Si tratta di una correzione necessaria che come Federazione abbiamo richiesto sin dall’inizio, perché l’esclusione degli stagionali del turismo dal bonus di 600 euro rappresentava una penalizzazione per questi lavoratori in un momento di grande difficoltà per loro”.

Sostegno economico immediato alle imprese e una nuova visione strategica. Una Ristorazione forte è fondamentale per ridare slancio al Paese 

Presente e futuro della ristorazione italiana con proposte e soluzioni per ripartire dopo i mesi di profonda crisi. Questi i temi al centro dell’intervento di Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, oggi agli Stati Generali dell’Economia in corso a Villa Pamphilj.

IL 40% DELLE AZIENDE DICHIARA CHE NON TUTTI I DIPENDENTI HANNO RICEVUTO LA CASSA INTEGRAZIONE
Ancora un lieve miglioramento della percentuale di chi valuta positivamente l’andamento della fase 2 che in una settimana cresce di 5 punti arrivando a poco più del 22%. Più della metà (circa il 52%) da un giudizio molto negativo. Solo 1 azienda su 3 ha lo stesso numero di dipendenti del periodo pre-Covid 

ADDETTI AL COMPLETO SOLO NEL 30% DELLE IMPRESE 
La quasi totalità di bar e ristoranti ha riaperto o sta per farlo. Migliora leggermente la percentuale di chi valuta positivamente l’andamento della fase 2 passando dal 9,9% della prima settimana al 17,2% attuale, ma ancora più della metà (circa il 54%) da un giudizio molto negativo. Circa il 65% delle aziende ha fatto ricorso al DL liquidità ma solo poco più della metà ha già ottenuto il prestito richiesto 

 

Contributi a fondo perduto subito e riduzione del peso fiscale fino a tutto il 2021. Ecco la strada indicata da Maurizio Pasca, Vicepresidente di Fipe - Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, in un intervento che guarda sia al presente che al futuro tenuto oggi di fronte alla X Commissione del Senato della Repubblica. Un messaggio alla politica affinché intervenga per sostenere e rilanciare un settore composto da centinaia di migliaia di micro imprese, in molti casi a conduzione familiare, che con il loro giro d’affari da 90 miliardi di euro rappresentano una delle componenti essenziali dell’offerta turistica nazionale.

Concentrare gli aiuti economici su chi ha perso di più nel corso del lockdown e dare il via a una stagione di riforme strutturali del settore del turismo e della ristorazione. Sono queste le due direttrici lungo le quali, secondo la Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, la politica dovrà muoversi nei prossimi giorni per evitare il collasso di un comparto che, prima della crisi del Covid 19, contava 330mila imprese con 90 miliardi di fatturato e 1,2 milioni di lavoratori e che nel giro di tre mesi ha perso 34 miliardi di euro, mettendo a rischio 50mila imprese e 350mila posti di lavoro.

Mercoledì, 27 Maggio 2020 18:18

Ripartenza difficile per i pubblici esercizi

FATTURATI IN CALO DEL 70% E PESSIMISMO SUL FUTURO
Sentiment negativo dopo la prima settimana di lavoro a causa delle regole di distanziamento sociale. Nel 74% dei casi il bilancio complessivo della riapertura è valutato negativamente dagli imprenditori. Clienti disciplinati nel seguire le regole imposte.

 

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