Mercoledì, 01 Luglio 2020 16:22

Mixer giu.2020 - Dal dopoguerra al dopo Covid

Antonio Scurati, nel suo “Epitaffio per i bambini degli anni Quaranta” pubblicato recentemente sul Corriere della Sera, ha dedicato un commovente ricordo ai sopravvissuti alla guerra, nati nelle macerie, ragazzi della speranza e uomini della ricostruzione, in troppi tristemente deceduti a causa della pandemia globale. Una generazione che non aveva ammortizzatori sociali o reddito di cittadinanza, ma che ha costruito sul lavoro, sul sacrificio, sull’impegno personale, l’Italia moderna.

È un messaggio che fa profondamente riflettere, senza voler aggiungere un’ulteriore frattura socio-generazionale ad una malattia che ha fatto dell’età un vulnus doloroso, ma che induce a guardarci indietro per ripensare al futuro del Paese.
In un momento in cui la fiducia (e basti far riferimento ai dati sconfortanti dell’ultimo rapporto Censis-Confcommercio) è ai minimi storici, c’è profondo bisogno di recuperare, con tutti gli aggiornamenti, quei valori morali, civili e umani che consentirono di sanare le ferite della guerra ed avviare il boom economico. Non si tratta di un nostalgico richiamo a tempi migliori, ma quasi un dovere morale, un ultimo tributo ad una generazione che ha dato moltissimo e che ha perso più di tutti in questa crisi pandemica.

Leggi l'articolo di Lino Enrico Stoppani pubblicato su Mixer di giugno 2020 in allegato

 

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