Giovedì, 07 Febbraio 2008 01:00

07-02-2008 - Malpensa -Risorsa strategica per l’internazionalizzazione del Paese

Malpensa -Risorsa strategica per l’internazionalizzazione del Paese
Convegno in Milano 7/2/2008
Intervento di Lino Enrico Stoppani – Presidente F.I.P.E.

Innanzitutto un ringraziamento e un apprezzamento alla CCIAA di Milano, promotrice del Convegno, che non può essere considerato come una iniziativa di disturbo alla trattativa in corso per la dismissione di Alitalia, con le conseguenze su Malpensa da tanti criticate, oppure come gesto di sfida alla Politica che non ha ben raccolto e interpretato le esigenze e i danni di una scelta che penalizza l’area più produttiva del Paese, ma va invece considerato come una responsabile presa di posizione di un fronte allargato di istituzioni pubbliche e private, portatrici di interessi diversi e allargati, che richiedono un ulteriore gesto di riflessione e  di valutazione a chi è chiamato a svolgere un ruolo pubblico decisivo nella vicenda.
Non entro nei particolari, noti e già ben sviluppati in questo convegno, ma come rappresentante di un settore, quello dei Pubblici Esercizi, componente importante dell’offerta turistica del Paese, non posso che condividere, appoggiare, sostenere le preoccupazioni oggi qui ben rappresentate.
Non è vittimismo o il comodo cavalcare un’onda di protesta mai così forte e compatta di fronte ad una prospettiva di declino dello scalo, ma il serio e rispettoso contributo che si offre per favorire un passo indietro o qualche approfondimento aggiuntivo.
Il problema è Alitalia e di fronte a scelte impopolari, che avrebbero dovuto toccare anche i privilegi generosamente riconosciuti o la revisione di strategie aziendali certamente con tanti errori, visti i risultati, si sta trovando più comodo vendere, trasferendo il problema a terzi, con effetti pregiudizievoli in termini di flussi turistici, di supporto logistico alle aziende, di posti di lavoro, di indotto in genere.
Da imprenditore del settore del Turismo, la cessione di Alitalia ad Air France, comporta la perdita anche di una compagnia di bandiera in grado di assicurare uno sviluppo del traffico aereo, degli hub e degli slot in sintonia con le politiche di sviluppo turistico nazionale e territoriale, oltre che una gravissima perdita di immagine per il Paese, con delle scelte che andrebbero a privilegiare solo le rotte economicamente più redditizie, trascurando il resto.
Gli operatori turistici dell’area Malpensa (bar, ristoranti, alberghi, catering aereo, agenzie di viaggio, negozi in duty free, etc.) hanno investito credendo nel futuro dello scalo, come era stato promesso e garantito,  e a queste imprese non si può dire con semplicità che il “manovratore” ha cambiato programma! Chi ripagherà i loro sforzi?
E’ sconfortante però constatare la capacità di autolesionismo di questo Paese, lo scoordinamento nelle decisioni, la facilità con la quale si prendono decisioni importanti, spesso senza una strategia complessiva nelle scelte e negli investimenti.
Solo 10 anni fa si inaugurava Malpensa 2000, costato un patrimonio e considerato essenziale per lo sviluppo del Paese, investimento oggi messo in discussione.
In questi giorni ci stiamo giocando l’assegnazione a Milano di Expo 2015, da tutti considerata una occasione da non perdere e non solo per la città di Milano.
Come si può pensare di favorire una candidatura se contemporaneamente si sostiene il ridimensionamento dell’aeroporto di appoggio?
Tante cose assurde e incomprensibili, che vanno segnalate e i destinatari di queste osservazioni non devono considerarle fastidiose prese di posizione di soggetti portatori di interessi o logiche diverse.
Qui si sta giocando il futuro della Lombardia e del Nord Italia e siccome questa area rappresenta la forza economica più importante del Paese, è interesse dell’Italia rivedere scelte dalle quali non si potrà tornare indietro perché ricadrebbero poi anche su tutto il sistema.
Andrà forse rivisto il ruolo di Linate, e la sua complicata convivenza con Malpensa, a scapito forse di qualche comodità milanese, andrebbero migliorati i collegamenti con l’aeroporto, purtroppo ancora carenti, va appoggiata e sostenuta la prospettiva di liberalizzazione dei voli.
Bisognerà cioè fare anche dei sacrifici, ma questi devo rientrare all’interno di un discorso organico e razionale che tenga conto di interessi allargati, con idee chiare e unità d’intenti, dopo aver capito anche le ragioni della crisi, che sono oggettive, approfondimento che deve servire ad evitare altri errori, come quello del depotenziamento di Malpensa, che sarebbero stavolta irreparabili per il Paese..
Grazie.

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