Lunedì, 10 Marzo 2008 01:00

10-03-2008 - Il contributo dei pubblici esercizi alla sicurezza stradale

Il contributo dei pubblici esercizi alla sicurezza stradale – Milano 10/03/2008
Intervento del Presidente di FIPE, Lino Enrico Stoppani

Innanzitutto va precisato il ruolo del rappresentante dei pubblici esercizi su un tema, quello della sicurezza stradale, che sembrerebbe riservato agli ingegneri, ai produttori di automobili, ai rappresentanti delle Istituzioni incaricate dei controlli, ai sociologi e a tanti  altri soggetti diversi da chi svolge una attività commerciale.
Le cause del fenomeno sono però complesse, di natura oggettiva (le condizione delle strade, la qualità spesso non drenante dell’asfalto, la segnaletica spesso poco efficace, le automobili sempre più potenti, consegnate dalle famiglie a giovani inesperti della guida, i controlli ancora inadeguati rispetto ai bisogni) e soggettiva,  che toccano cioè le debolezze della persona e i suoi stili di vita, con le devianze che portano al consumo di droghe e all’abuso di alcol, sui quali al nostro settore vengono spesso addebitate colpe e responsabilità.
E’ un ruolo quindi importante, che tocca evidentemente i nostri interessi, ma anche la responsabilità sociale dei nostri operatori, su un tema che ha bisogno del serio costruttivo contributo di tutte le componenti interessate per arginare un fenomeno sociale gravissimo.
Tra l’altro il settore soffre gli effetti di un provvedimento (Legge 160 del 2 ottobre 2007) che ha imposto il divieto di somministrare alcol dopo le ore 02:00, solamente nei locali di pubblico spettacolo (consentendo però la vendita in tutte le altre forme) che se, da una parte, ha creato danni gravissimi alla categoria, dall’altra, di fatto, non ha migliorato la situazione.
Infatti non è con i divieti che si risolvono i problemi, ma con una serie coordinata di azioni, ripetute nel tempo, con un approccio cioè interdisciplinare al problema.
I pubblici esercizi sono quindi fortemente interessati al problema, non solo come imprenditori che fanno della somministrazione di alcol una parte importante della loro attività, ma la esercitano in un settore che è il più regolamentato del nostro Paese (autorizzazione commerciale subordinata al possesso di requisiti professionali e di onorabilità, Nulla Osta della Commissione Prefettizia di Vigilanza, le disposizioni in materia igienico-sanitaria, l’impatto ambientale), ma perché sono anch’essi genitori e quindi vivono il problema con gli stati d’animo fatto di ansie e di preoccupazioni di tutta la società civile, e fanno propria la responsabilità sociale abbinata al ruolo di imprenditori, e quindi, se da una parte rifiutano le facili accuse rivolte al settore di scarsa attenzione al problema, dall’altra si caricano i doveri che competono loro mettendo a disposizione ruolo, esperienza e capacità per arginare un problema che esiste e che può essere migliorato solo con il contributo di tutti.

Nella lettera di invito a questa audizione, gli organizzatori si aspettano essenzialmente tre cose:
1) Un sintetico giudizio sulle cause del fenomeno.
Ho già anticipato alcuni concetti (controlli insufficienti, velocità, qualità delle strade e della segnaletica), ma per offrire un contributo lascio copia della ricerca effettuata dalla mia Federazione, in collaborazione con ANAS, affidata all’Istituto Piepoli, nella quale sono evidenziate le cause soggettive degli incidenti stradali, che evidenzia 4 determinanti principali: fattori culturali (conoscenza di cosa si fa), stili di vita (che incide sui tempi di reazione), fattori psicologici affettivo-emozionali (l’espressione dei caratteri della persona: aggressività, insicurezza, depressione, euforia, gioia, allegria, frustrazioni, rabbia, umore) e un fattore cognitivo (distrazione nella guida).
2) Una parere sulle azioni prioritarie
Sembrerebbe di parte la richiesta di immediata rimozione del divieto introdotto dalla Legge 160/2007, sulla quale la Commissione Trasporti della Camera, il 16 gennaio scorso, aveva all’unanimità già votato, ma la interruzione anticipata della legislatura ha sospeso un percorso che spero possa essere ripreso velocemente, perché ha alimentato comportamenti ancora più dannosi e pericolosi (nomadismo, consumo incontrollato in altri posti, nuove forme di vendita parallele).
Va invece sostenuta e promossa la promulgazione di provvedimenti nella direzione di quelli utilissimi introdotti negli ultimi anni (obbligo del casco, cinture di sicurezza, la patente dei ciclomotori, le regole per l’uso dei cellulari, la patente a punti, l’inasprimento dei controlli e delle sanzioni per guida in stato di ebbrezza, i controlli della velocità con le telecamere), al quale abbinare provvedimenti sulla potenza e velocità delle macchine, lo stato di manutenzione delle strade, incrementando l’attività di educazione e di formazione  sulle conseguenze collegate all’uso/abuso di alcol e droghe, con una attività che parte dalle scuole, passa nelle famiglie, nei luoghi del divertimento, rafforzandola con la cosiddetta “pubblicità progresso”.
Si è ancora lontani dall’obiettivo previsto dal “programma di azione europea del 2000” che ha  l’obiettivo di dimezzare, entro il 2010, gli incidenti stradali, ma questa azione potrebbe essere accelerata riprendendo il “Codice Etico di autoregolazione per la sicurezza stradale” promosso dal Ministero degli Interni, delle Politiche Giovanili, la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e tante Associazioni, tra cui la F.I.P.E., nel quale, nei suoi 12 punti, assegnava le cose da fare e il ruolo delle parti coinvolte.
Per quanto ci riguarda, avevamo offerto la nostra collaborazione su tre punti essenzialmente:
- l’individuazione di un “guidatore designato”, quello che si impegna a non bere alcolici, al quale vengono servite solo bevande alcoliche a prezzo ridotto;
- la possibilità di effettuare l’alcol test all’interno dei locali
- la formazione dei gestori e di chi lavora nei locali sul tema dell’abuso di alcol.
Se riprendessimo insieme e meglio questo documento, forse abbiamo già molte soluzioni.
3) Le iniziative che ciascuna parte è disposta a svolgere a favore della sicurezza stradale.
Ho già anticipato la disponibilità della mia Associazione a farsi parte diligente e responsabile sul problema, disponibilità che può concretizzarsi sia nell’offrire la propria esperienza sui tavoli istituzionali di coordinamento, che di sensibilizzazione verso i soggetti da educare.
Faccio solo una breve sintesi delle iniziative promosse  per dimostrare la serietà, la responsabilità, il dovere e anche un po’ di esperienza che ci muove sull’argomento.
- “chi guida non beve, chi beve non guida” promossa con il Comitato Permanente per la Sicurezza Stradale presso la Prefettura di Milano;
- Le notti bianche organizzate dal Comune di Milano dove abbiamo gestito il ballo in piazza e distribuito gli etilometri monouso;
- “Slow Drive” promossa con la Provincia di Milano
- Progetto “Non superare il limite. Frena il rischio non il divertimento” con Provincia di Milano e alcuni comuni.
- “Radiobus by night” organizzato con il Comune di Milano e ATM che garantisce un servizio di bus, nei fine settimana, dalla discoteche e bar notturni fino  a casa.
Sono segnali di attenzione su un problema che dimostrano il nostro interesse a condividere qualsiasi lodevole iniziativa su un tema che la categoria sente proprio e che non può essere gestito con norme proibizionistiche parziali che alimentano comportamenti  trasgressivi facilmente prevedibili, soprattutto nelle fasce più deboli e immature della società.

Lino Enrico Stoppani

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