Giovedì, 20 Febbraio 2014 19:07

Intevista su realpost.it al Presidente Stoppani

Intervista al Presidente Lino Enrico Stoppani su Realpost.it


Lino Stoppani (Pres. Fipe): "Ristoratori e consumatori sono vittime della contraffazione dei prodotti agroalimentari made in Italy, e dei falsi bar"

Combattere la contraffazione alimentare ha un costo. Bisogna stare in guardia non solo sui prodotti che acquistiamo, ma anche sui luoghi che frequentiamo. Attenzione ai “circoli contraffatti”, attività di ristorazione illegali. Sulla questione è intervenuto il Presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Lino Stoppani.


immrealpost2014L’Italia è il Paese dei prodotti tipici, in particolare sul fronte enogastronomico ed agroalimentare. Come si tutelano ristoratori, consumatori e la stessa filiera di produzione italiana?

Purtroppo quando si parla di contraffazione alimentare il ristoratore è vittima tanto quanto il consumatore. È difficile riconoscere la contraffazione di un prodotto enogastronomico quando questo viene venduto dal produttore e acquistato dal ristoratore sigillato ed etichettato. Prendiamo per esempio lo scandalo, tanti anni fa, dei vini al metanolo o dei formaggi che contenevano anche segatura oppure una bottiglia d’olio contraffatto. Il ristoratore può tutelarsi acquistando da fornitori certificati. E poi, come in tutti i settori, è evidente che il ristoratore, essendo più esperto e più accorto del consumatore medio, ha più elementi per combattere la la contraffazione. Anche questo, però, ha un costo. Quando ci si lamenta di prezzi troppo alti non si pensa mai che dietro quel prezzo c’è anche una garanzia maggiore di qualità.

Secondo i dati di Fipe Confcommercio, nella “speciale” classifica degli acquisti “fuori regola” del 2013 i prodotti alimentari sono al secondo posto (28,1%) dopo l’abbigliamento (41,2%). Quali sono i danni causati dal dilagare di prodotti non originali, in particolare alimentari?

I danni maggiori sono verso la salute. Questo è del tutto evidente, un conto è uscire di casa e indossare con una borsetta che “vanta” una finta marca, un altro è ingerire del cibo alterato.

La Fipe ha puntato il dito sul fenomeno dei “ristoranti contraffatti”. Di che si tratta?

In realtà più che parlare di “ristoranti contraffatti” bisognerebbe parlare di “Circoli contraffatti”. Sono proprio queste ultime attività a svolgere una ristorazione vera e propria senza però sottostare a tutte le regole e le imposte che gravano sui pubblici esercizi. In questo modo, si vengono a creare due mercati che offrono lo stesso servizio, ma senza rispettare le stesse regole. Si tratta di una concorrenza sleale a tutti gli effetti. È una battaglia che Fipe porta avanti da anni e non ha mai smesso di combattere. Il mercato della “contraffazione” nell’ambito della somministrazione genera un volume d’affari a livello nazionale pari addirittura a 5 miliardi di euro. Oltre a danneggiare il settore, questa sperequazione crea un danno anche alle casse erariali, perché gode di regimi di esenzione da imposte dirette e indirette. È stato calcolato dal nostro centro Studi che in questo modo vengono a mancare entrate allo Stato per circa due miliardi di euro. Si tratta praticamente di un “aiuto di Stato” peraltro vietato dall’Unione europea. Il valore maggiore del mercato abusivo della ristorazione viene realizzato dai bar e ristoranti dei 25 mila circoli sportivi e culturali per 2,7 miliardi di euro. A queste cifre va aggiunto il mezzo miliardo di euro generato dalla ristorazione delle oltre 27 mila false sagre che ogni anno si svolgono nel nostro Paese.

Per arginare il fenomeno della contraffazione del made in Italy la Fipe promuove le giornate per la legalità come quella nazionale contro la contraffazione. Che risultati si ottengono con queste campagne di sensibilizzazione?

Le campagne di sensibilizzazione, come tutti sanno, hanno scadenze lunghe. Divulgare una cultura della legalità ha bisogno di tempo e i frutti non si raccolgono il giorno dopo. Nell’immediato, possiamo solo sperare in un maggior numero di controlli. Spesso si parla di contraffazione in modo improprio, perché si ha la tendenza a far passare per contraffatto anche un prodotto la cui materia prima viene dall’estero ed è lavorata poi in Italia. La produzione di pesce, di carne, di latte e di sfarinati in Italia non basta a soddisfare la domanda interna e quindi siamo costretti a importare. Un formaggio prodotto in Italia con un’aggiunta di latte fornito legalmente da altri paesi è da considerare contraffatto? Lo stesso quesito si pone per la produzione industriale di pasta: siamo sicuri che quella acquistata al supermercato sia prodotta esclusivamente con farina di grano italiano? Mi lasci parafrasare Humphrey Bogart nel celeberrimo film Quarto Potere: “È la globalizzazione, bellezza. E tu non ci puoi fare niente. Niente”.

link al sito: http://www.realpost.it/news/economia/2014/2/17/post/lino-stoppani-ristoratori-e-consumatori-sono-vittime-della-contraffazione-dei-prodotti-1159.html

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