Mercoledì, 18 Dicembre 2013 01:00

dicembre 2013-gennaio2014 La cucina e il Soft Power

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LA CUCINA E IL SOFT POWER
si definisce così la capacità di un paese di migliorare la propria immagine e il proprio potere usando la cultura e i valori Attenti osservatori stanno dando la giusta importanza al dinamismo che caratterizza alcuni Paesi nel richiedere
all’UNESCO il riconoscimento delle loro eccellenze, con l’assegnazione del marchio di “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.
Sull’argomento c’è sostanza (vedi i siti archeologici, museali e paesaggistici), folclore (Carnevale brasiliano, Tango argentino) e nuova importanza ai valori intangibili, come la cucina, che vede già premiata quella francese e la dieta mediterranea. Sulla cucina si sta registrando un forte interesse dei paesi asiatici, tanto che qualcuno ha titolato “La via della seta porta in cucina” commentando la richiesta del Giappone finalizzata all’inserimento della sua cucina tra il “Patrimonio Intangibile Universale”, imitato dalla Corea con il Kimchi (piatto a base di cavolfiore fermentato, ndr). Il cibo ha tante declinazioni, tutte giuste! C’è innanzitutto il business, motore di tutta l’economia e ci sono poi gli aspetti sociali,
collegati non solo ai valori nutrizionali del cibo, con i temi dell’eco-sostenibilità delle produzioni, della (equa) distribuzione delle risorse, della salubrità e igienicità dell’alimentazione, ma anche al suo ruolo collegato all’integrità ambientale dei luoghi e al mantenimento dell’identità e vitalità dei territori.

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