Interventi del Presidente

Lunedì, 18 Novembre 2013 01:00

novembre 2013 - Noi ci siamo!

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NOI CI SIAMO!
Una riflessione sul difficile ruolo di chi è chiamato ad assumere responsabilità sindacali

Le crisi, oltre ad impoverire le persone, alimentano in loro ansie, interrogativi, sensi di colpa, frustrazioni, spesso con effetti ancora più gravi rispetto al venir meno di sicurezze di natura economica.
Infatti, le crisi indeboliscono certezze e punti fermi, sui quali ognuno fonda la sua esistenza, disorientando e mettendo in discussione ogni cosa. Fondamentale è ritrovare l’equilibrio e capire la nuova direzione da prendere.
Se fosse così facile, non si spiegherebbe il fatto che sulle crisi, e le patologie che innestano, si siano mossi tutti: studiosi, economisti, perfino psicoanalisti. Ognuno offre la sua visione dal suo osservatorio, spesso da comode poltrone,
magari anche lautamente remunerate, con un approccio spesso lontano dai veri problemi degli osservati.
La ricetta più prescritta è quella della Innovazione, con le sue numerose declinazioni, certamente intrigante da un punto di vista accademico, non sempre facile da trasferire nelle realtà aziendali.


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HOST 2013 PE/H24 La cas@ fuori casa

Intervento di Lino Enrico Stoppani – Presidente FIPE


presidente_-Host, con la sua dimensione internazionale, è uno degli appuntamenti più importanti del settore e noi a questi appuntamenti non possiamo assolutamente mancare. Sono molte le ragioni per cui siamo presenti in maniera significativa, ma di tutte ne voglio sottolineare due: la prima è che i nostri associati stanno attraversando un momento faticoso. La difficile contingenza economica colpisce tutti e, quindi, colpisce anche i consumi che ci riguardano. Essere qui in questo momento vuol dire sostenere gli associati nella loro fatica, cercando di dare loro occasioni di crescita sul piano imprenditoriale e di sviluppo sul piano del business. La seconda è che vogliamo raccontare come la nostra categoria accompagni gli italiani lungo tutto l’arco delle loro giornate, offrendo servizi di qualità e garantendo un supporto indispensabile sia al lavoro sia al divertimento. E questo racconto possiamo svilupparlo grazie all’intera filiera industriale che coinvolgiamo nella nostra attività.

Nel 2012 il settore ha perso consumi per 1,2 miliardi di euro, e nel 2013 si attende un calo di un ulteriore punto percentuale. Nello stesso anno gli italiani hanno speso tra bar e ristoranti il 35% dell’intera spesa alimentare, contro la media europea che si attesta sul 32%. Dopo Spagna e Gran Bretagna l’Italia è il Paese europeo in cui maggiore è l’incidenza dei consumi alimentari fuori casa sul totale della spesa alimentare. Per quanto riguarda la spesa pro-capite, l’italiano spende in ristorazione circa 1.200 euro l’anno: il 32% in più dei francesi e il 53% in più dei tedeschi. Una cifra che porta lo Stivale al terzo posto in Europa, nonostante una crisi che non ha risparmiato il settore. Nello stesso anno il saldo tra aziende nuove e aziende scomparse è purtroppo negativo con -9345 aziende. La cosa straordinaria è che, nonostante i tempi difficili, questo settore sta dimostrando comunque una grande vitalità sul piano occupazionale costituendo uno sbocco importante per i giovani e per quanti vengono espulsi dal settore manifatturiero. Purtroppo la politica non sembra capire il valore anche strategico del comparto (valorizzazione del made in Italy, della vocazione turistica del Paese, delle specificità dei territori) e continua a adottare provvedimenti penalizzanti.

In questo contesto così difficile il nostro comparto deve costruire forti sinergie con l’intera filiera, cioè chi fornisce i prodotti che noi proponiamo ai nostri clienti, con chi realizza i macchinari e gli strumenti che ci consentono di fare il nostro lavoro e di dare qualità ai più alti livelli. Solo lavorando in reciproca e stretta connessione con i protagonisti del mercato possiamo vincere la sfida della qualità, del servizio, dell’innovazione e, quindi, della crescita.
Noi abbiamo molto chiaro questo percorso ed è per questo che lo stand di quest’anno lo abbiamo progettato proprio insieme ad alcune aziende con le quali stiamo costruendo partnership molto strette. L’innovazione – uno dei tempi che saranno al centro della nostra presenza a Host – non può prescindere da un confronto continuo con questi partner: loro hanno il prodotto e la tecnologia; noi abbiamo la vicinanza con il consumatore finale. Vogliamo dar luogo a uno scambio che sia istituzionalizzato di esperienze e di conoscenze.

Ma l’innovazione non può prescindere anche da un altro fattore, l’imprenditorialità. E su questo fronte abbiamo la consapevolezza che dobbiamo fare molti passi in avanti. Mediamente il settore ha parecchi margini di miglioramento. Fipe si sta impegnando – e Host lo dimostrerà – nel dare agli associati, a tutti i livelli, stimoli e strumenti per crescere in capacità manageriale attraverso il confronto con le esperienze più avanzate.

Milano, 15 ottobre 2013

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APPROFONDIMENTI: L’ITALIA DA BERE (E DA MANGIARE)
FIPE RACCONTA I CONSUMI ALIMENTARI FUORI CASA DELLO STIVALE

Slides presentate: PE 24h - La cas@ fuoricas

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Martedì, 15 Ottobre 2013 02:00

ottobre 2013 - Arriva la ripresa?

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ARRIVA LA RIPRESA?
Autorevoli fonti informano di rilevamenti che testimonierebbero un’inversione di tendenza del quadro economico e una nuova fase di ripresa con gli indici di fiducia dei consumatori e delle imprese in crescita


Constatare che si sta diffondendo un (moderato) clima di ottimismo è già confortante, perché i consumi sono condizionati dalla capacità di spesa dei consumatori, grazie ai redditi di lavoro, d’impresa, di natura finanziaria e altro, ma anche dal sentiment. Gli apocalittici scenari che hanno caratterizzato l’informazione economica degli ultimi anni hanno castigato la propensione ai consumi della gente, già gravemente condizionati da una crisi vera e grave che ha fatto vittime e devastato i bilanci di famiglie e imprese. I segnali di ripresa sono ancora troppo deboli e molto spesso registrano solo il rallentamento o la fermata dei dati negativi che registrano i fatti economici. Inoltre, anche se veri e documentati, questi segnali positivi si raccolgono sottovoce e con prudenza, non solo per scaramanzia o per evitare repentine smentite, ma anche perché lo scenario è ancora pieno di troppe nuvole, che offuscano il panorama. Lo spettro della guerra nel medio-oriente, le tensioni internazionali, gli effetti della terapia monetaria con la quale molti paesi hanno curato la crisi, dopandola di liquidità, rilasciano ancora troppe incertezze e incognite per il futuro....

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Domenica, 15 Settembre 2013 02:00

settmbre 2013 - Expo e dintorni

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“EXPO E DINTORNI”


Un’occasione fondamentale per vincere le diffidenze di molti e per rilanciare il turismo nel nostro paese
Expo entra nella fase decisiva, con qualche preoccupazione, dettata dai tempi ormai stretti, ma anche da qualche convinzione in più, grazie anche a nuova determinazione che si interpreta a tutti i livelli dell’organizzazione.
Sulla manifestazione si registrano ancora molte perplessità, circa i costi da sostenere, che comunque daranno un contributo alla crescita, sui tempi, dove si registrano certamente ritardi, che costituiscono una costante nel nostro modo di approcciare le cose, sul progetto
e i contenuti, dove ognuno ha il suo rispettabile punto di vista, ovviamente contrario a quello ufficiale sulla logistica e la mobilità, sull’accoglienza e l’ospitalità, sugli orari, sulla gestione dell’indotto e/o gli eventi, oltre che
su tanti altri temi, segno che l’evento è atteso, sentito e comunque ritenuto importante, visto l’interesse che suscita, anche sul fronte dei contrari e dei critici...


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Consumi delle famiglie, le variabili fanno la differenza - a cura di Luciano Sbraga

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Lunedì, 22 Luglio 2013 02:00

luglio-agosto 2013 - Star Chef e crisi

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STAR CHEF E CRISI


L’attenzione dei media verso la ristorazione è motivo di orgoglio e mostra la crescita della categoria tanto più in un momento di grave crisi in cui siamo chiamati a scelte difficili
Registriamo con grande soddisfazione la crescente attenzione dei Media, in particolare la TV, al mondo della Ristorazione, che sicuramente informano sullo stato del settore, educano il consumatore verso corretti stili alimentari, mantengono alta l’immagine di una categoria, quella dei (bravi) cuochi, sui quali si sta consolidando l’attività di tutela, valorizzazione e promozione del Food in Italy.
C’è certamente molta spettacolarizzazione, ma è evidente l’interesse che trascina un movimento, anche editoriale e di pubblicità indotta, che crea lavoro e benessere. è motivo di orgoglio, poi, per chi ha la responsabilità di rappresentare il
settore, vedere la capacità, di cuochi e affini, di tenere la scena, con autorevolezza, personalità, competenza e dialettica, superando la timidezza e l’approssimazione di linguaggio del passato, segnale confortante di un avanzamento della
professione nella graduatoria della classifica sociale. Di grande impatto televisivo è il format internazionale, replicato con successo in Italia, che affronta i casi dei Ristoranti in difficoltà, affidando diagnosi, terapia e cure alle mani qualificate ed esperte di uno dei nostri più bravi chef.


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Meno male che la UE c’è - cura di Marcello Fiore

La Movida piace agli italiani - a cura di Luciano Sbraga

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Lunedì, 10 Giugno 2013 02:00

giugno 2013 - Movida: perchè sì!

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MOVIDA: PERCHÈ SÌ!

La posizione equilibrata di fipe rappresenta le aziende che hanno favorito il fenomeno ma non dimentica le esigenze di chi critica gli eccessi Come le rondini a primavera, con la bella stagione ritornano le discussioni sulla Movida, con il perenne contrasto tra chi considera il fenomeno positivamente, e non solo per gli aspetti di business che genera, e chi, invece, lo critica e lo contrasta, considerandolo elemento di disturbo e disordine sociale.

La Fipe, ovviamente, è schierata con i sostenitori del fenomeno, perché ha in prima linea imprese associate, che lo hanno favorito, adattato ai nuovi stili di vita e fatto occasione di business, ma lo fa con un atteggiamento che considera le esigenze di quanti lo criticano, perché vittime degli eccessi e delle devianze che vanificano tutto il buono che produce. La Fipe ha commissionato al Censis, in collaborazione con il Silb, una ricerca per approfondire il fenomeno, ricercando i presupposti, le ragioni e le prospettive di comportamenti che hanno stravolto abitudini, favorito tendenze, promosso aggregazione e socializzazione, alimentato interessi, generato nuovo traffico, rumori, sui quali si alimentano dibattiti e scontri, sui quali non si riesce mai a trovare una quadra, perché le ragioni e i torti sono ben distribuiti.


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Domenica, 10 Marzo 2013 01:00

maggio 2013 - Gli allarmi disperati

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GLI ALLARMI DISPERATI


C’è una questione morale nel paese che deve essere affrontata come priorità nell’interesse di tutti in particolare dei tanti senza speranza che arrivano al punto di togliersi la vita Stanno purtroppo diventando sempre più frequenti suicidi di persone che, impotenti di fronte ai problemi che la crisi ha ingigantito, si fanno travolgere dalla disperazione, trovando il rimedio nell’atto estremo di togliersi la vita.


Tante di queste persone sono imprenditori, per cui espressione di un mondo che conosciamo bene, che meritano rispetto, cristiana comprensione oltre che una preghiera. Sono però episodi che devono far riflettere, soprattutto per capire il contorno di disperazione nel quale maturano queste decisioni, che impongono capacità di presidio dei problemi, di ascolto dei bisogni delle persone, di sensibilità, umanità e disponibilità ad aiutare coloro che sono in difficoltà.
Non è certamente un tema facile, più comodo da svicolare che affrontare, ma i segnali di preoccupazione che il mondo delle Imprese, da tempo, trasferisce, impone di non sottovalutare il fenomeno.I momenti di depressione delle persone sono più diffusi di quanto si possa pensare, anche se lascio a chi per mestiere analizza la psicologia umana lo studio del comportamento umano, sul quale esiste già ampia didattica.


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Domenica, 10 Marzo 2013 01:00

aprile 2013 - Nuove relazioni di lavoro

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Nuove relazioni di lavoro

Le difficoltà economiche creano maggior compattezza nelle aziende ed emerge l’esigenza di fare squadra per superare la tempesta
La crisi in atto sta facendo soprattutto danni, ma confermando la regola che nelle difficoltà si possono interpretare anche lati positivi, uno di questi è il nuovo rapporto che sta crescendo tra l’imprenditore e i dipendenti, dove con i diritti e i doveri contrattuali stanno avendo un ruolo importante i sentimenti.
Il nostro settore è sempre stato caratterizzato da forte turn-over, solo in parte giustificato dalla stagionalità; prevalente era la comprensibile voglia di crescita da parte dei collaboratori, sia sugli aspetti professionali che retributivi.
Il settore era in crescita, l’offerta di lavoro pure e, quindi, la domanda trovava spesso terreno fertile, favorendo vivacità e propensione ai cambiamenti dei posti di lavoro, alimentando anche aspettative spesso non allineate alle competenze. Ricordo i tempi in cui ci si rubava cuochi, camerieri e baristi senza tanti riguardi allo stile delle operazioni, spesso sopravvalutando le professionalità, facendo crescere i livelli retributivi del comparto, caratterizzati anche da qualche “extra”, oggi messi in discussione dalla crisi. Avere un lavoro oggi è una fortuna e questa è la vera ricchezza delle persone, e delle loro famiglie, non solo per gli aspetti economici, ma anche per la dignità e il valore dei rapporti umani.


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Botta e risposta sul contratto - Scambio di lettere tra il presidente dell’Associazione dei pubblici esercizi del Trentino, Giorgio Buratti, e il presidente di Fipe Lino stoppani

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La mappa delle ispezioni del 2013 - a cura di Luciano Sbraga

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Domenica, 10 Marzo 2013 01:00

marzo 2013 - Abbandonare il disfattismo

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Abbandonare il disfattismo


Dobbiamo combattere questo atteggiamento, recuperando valori e sentimenti e intervenendo sulle coscienze delle persone


Si sta avviando una nuova legislatura, che ci auguriamo possa accompagnare l’Italia fuori dai problemi e da una crisi, la cui fine è periodicamente rinviata, i cui effetti continuano ad aggravarsi, mettendo in discussione le scelte, i rimedi e i sacrifici con i quali si sperava di superarla. Non sarà un percorso facile, perché i danni (e i ritardi) sono rilevanti.Il primo risultato da perseguire deve essere quello di ridare fiducia alla gente. La crisi ha, infatti, rafforzato due comportamenti contrastanti con i quali le persone stanno affrontando le difficoltà del momento. Da una parte, c’è chi interviene con maggiore vigore e determinazione sulle scelte da fare, recuperando lucidità, sobrietà, intraprendenza, imponendosi altre regole per dare un nuovo senso alla propria vita, umana e professionale. Dall’altra parte, invece, c’è chi evade dalla crisi, dando spazio all’irrazionalità, al relativismo, alla demagogia, cercando di vivere il meglio per sé, con un senso di irresponsabilità, forse suggerito dall’impotenza ad affrontare dinamiche dalle origini complesse e forse anche manipolate. Nel generale disagio, il secondo atteggiamento sta registrando un crescente ed inquietante consenso, che si deve rimuovere, intervenendo anche sulle coscienze delle Persone.
L’economia è fatta di numeri e dati quantitativi, ma anche di sentimenti e valori da recuperare se vogliamo rilanciare il Paese e combattere il disfattismo.


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Domenica, 10 Febbraio 2013 01:00

febbraio 2013 - Giovani ristoratori crescono

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GIOVANI RISTORATORI CRESCONO

UN MESTIERE CHE TANTE PERSONE CONTINUANO A TROVARE INTERESSANTE

Anche i ristoranti di qualità si sono ritrovati contaminati dal vortice della crisi. A documentare la sensazione del settore e a dare riscontro alle testimonianze di tanti colleghi è una indagine compiuta di recente su 2.389 ristoranti.

La ricerca attesta che il fatturato di questi ristoranti, nel primo semestre 2012 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è diminuito del 19,1% a livello nazionale. E le attese dei ristoratori per il secondo semestre dell’anno non sono positive. Sempre secondo la ricerca circa la metà degli imprenditori prevede una riduzione dell’attività e dei fatturati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per affrontare questo stato di difficoltà, la maggior parte dei ristoratori italiani ha deciso di non aumentare i prezzi nei prossimi mesi. È un segnale del grande senso di responsabilità da parte degli chef stellati che sono in grado di dare lavoro a ben 17.220 dipendenti con profili e competenze di altissimo livello professionale.

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