A settembre 2017 i prezzi dei servizi di ristorazione commerciale (bar, ristoranti, pizzerie, ecc.) fanno registrare una variazione dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell’1,1% rispetto allo stesso mese di un anno fa. L’inflazione acquisita per l’anno 2017 si conferma sullo 0,5% sia per l’intero settore che per i comparti della ristorazione commerciale e della ristorazione collettiva. I prezzi della ristorazione si allineano con quelli generali. A livello  generale i prezzi al consumo aumentano dell’ 1,1%.  Per la ristorazione collettiva l’ incremento è dell’1,2%.

Giunto alla nona edizione, RISTORAZIONE 2016 riunirà ancora una volta a Milano per due giorni, il 6 e 7 ottobre prossimi, i protagonisti della ristorazione collettiva e commerciale in Italia.
Chiamati a raccolta da Ristorando, per un appuntamento ormai diventato punto di riferimento per il settore, tutti i principali caterer e innumerevoli operatori dell’offerta di equipment e di food&beverage dibatteranno sulle principali tematiche che interessano il comparto, attraverso numerosi momenti di incontro e riflessione che si svolgeranno nelle sale del centro congressi “Le Stelline”.

Si mangia e si beve dappertutto. Questo è il contesto che caratterizza oramai i centri storici delle nostre città. Take away, negozi alimentari, artigiani, minimarket: una miriade di attività senza servizio, senza personale, senza spazi. Non hanno il bagno, obbligatorio per bar e ristoranti, pagano in alcuni casi la metà o un quarto di quanto pagano bar e ristoranti per lo smaltimento dei rifiuti, se danno da bere ad un minore di 16 anni o ad un cliente in stato di ebbrezza la sanzione non è penale come per bar e ristoranti ma amministrativa e non rischiano la chiusura dell’attività.
Se le regole hanno un ancora un senso, la stessa attività presuppone che si applichino le stesse regole. Questa è la posizione che Fipe ha voluto riportare nel manifesto/appello lanciato alle Istituzioni e che ti invitiamo a firmare.

Il Ministero del lavoro, con la risposta ad interpello n. 19/2015, ha accolto le richieste della Fipe, estendendo la possibilità di derogare al limite dei 36 mesi il trattamento CIGS per imprese della ristorazione collettiva presso imprese industriali sottoposte a di integrazione salariale.

E’ urgente correggere la norma che posticipa il ricorso agli ammortizzatori sociali per le aziende della ristorazione collettiva a fronte della crisi dell’azienda appaltante. Una discriminazione incoerente.

• Oggi audizione in Senato, la richiesta della Federazione Italiana Pubblici Esercizi: "Servono autorizzazioni per l'esercizio dell'attività, a tutela della sicurezza alimentare e della salute pubblica. I requisiti: tre anni di esperienza e una laurea in Medicina o materie affini"
• Sulle mense scolastiche: "No al cibo portato da casa. Necessario incidere sul costo dei pasti"
• Lo scenario della ristorazione collettiva in Italia: ogni giorno 5 milioni di persone consumano pasti in mensa. Un mercato da 6,6 miliardi di euro che impiega 73 mila lavoratori dipendenti in 1.400 imprese

FIPE: è urgente correggere la norma che posticipa il ricorso agli ammortizzatori sociali per le aziende della ristorazione collettiva a fronte della crisi dell’azienda appaltante. Una discriminazione incoerente che fa pagare i costi di crisi altrui a dipendenti e imprese della ristorazione collettiva.