La voglia di festeggiare riporterà le coppie a tavola dopo un mese di contrazione delle prenotazioni. La spesa media prevista è di 45 euro.  

Sempre più esercizi commerciali in Italia e all'estero offrono acqua del rubinetto trattata ai propri clienti. Molti pubblici esercizi hanno abbandonato l'acqua in bottiglia per valorizzare l'acqua locale. Questo consente un notevole risparmio economico diminuendo concretamente l'inquinamento dovuto al trasporto e allo stoccaggio dell'acqua in bottiglia offrendo, quindi, un servizio sicuro, economico e rispettoso dell’ambiente.

Si riporta l'intervento del  Vicepresidente Aldo Cursano andato in onda il 10 maggio durante la trasmissione "Lavori in corso" del Tg2  su come i pubblici esercizi possono incidere nella lotta allo spreco alimentare.

Si riporta la lettera che il Vice Presidente Fipe Giancarlo Deidda, a titolo personale, ha inviato a Beppe Severgnini a commento dell’articolo “Io, cameriera in nero in un locale del centro di Roma”, apparso sul settimanale Sette e la risposta del Direttore pubblicata il 13 luglio 2017

Dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna all’Olanda alla Scandinavia,  la maggioranza dei Paesi Ue permettono ai ristoranti e ai bar la vendita di piatti pronti da asporto.
Il Presidente Stoppani: “Serve un piano di graduale riapertura, il settore sta implodendo”

Nuove regole per i buoni pasto

Si riportano gli interventi, andati in onda durante il Tg3 del 9 settembre e su Radio Cusano Campus "Siamo ciò che paghiamo" puntata del 12 settembre 2017, del Vice Presidente Vicario Aldo Mario Cursano sulle nuove regole per i buoni pasto.

Aiuto, è sparito il cameriere

Si riporta l’articolo firmato Federico Rampini pubblicato su La Repubblica del 9 settembre.

Si riporta l'intervento del Direttore Generale Roberto Calugi a Sky Tg 24 Economia andato in onda l'8 novembre 2017. A Venezia pochi giorni fa recapitato uno scontrino di 500 euro per un pranzo di 3 persone.

Se le indiscrezioni circa le misure di distanziamento previste dal governo, con una persona ogni 4 metri quadri, venissero confermate, i ristoranti italiani perderebbero in un sol colpo 4 milioni di posti a sedere, ovvero il 60% del totale.