Il Governo ha deciso di proclamare il 2018 “Anno nazionale del cibo italiano” con l’obiettivo di valorizzarne le sue trasversali funzioni: economica, ambientale, nutrizionale, etica, sociale, culturale, reputazionale e anche culturale.
Così Fipe che rappresenta le Imprese che hanno nel cibo il loro core-business, ha dedicato la sua Assemblea annuale al binomio “Cibo e Cultura”. 

Il “Bocuse d’Or” sta all’alta cucina un po’ come il “Pallone d’oro Fifa” sta ai campioni del calcio: è un riconoscimento prestigioso e ambito, assegnato nel corso di una serrata competizione internazionale, che, grazie alle capacità organizzativee di marketing dei suoi promotori, sta diventando sempre più importante.

Vittimismo e complesso d’inferiorità sono spesso due compagni di viaggio, con una declinazione tutta italiana della “sindrome di Calimero”, quella del pulcino tutto nero del Carosello, che è sempre di grande attualità. Il sociologo Mauro Magatti l’ha recentemente chiamata “vittimismo nazionale” che produce “una diffusa deresponsabilizzazione e la pretesa di benefici dallo Stato, anche indipendentemente dal merito e dalle reali possibilità”.

Tra gli operatori del nostro settore – e non solo – sta girando in queste settimane un appello, inedito nella forma, del mondo della ristorazione alle Istituzioni italiane, promosso dalla Fipe. 
S’intitola “Per Non Mangiarsi Il Futuro” e dentro sono state condensate le preoccupazioni, il malessere e le aspettative dei nostri imprenditori, esprimendo “che cosa” vogliamo, ma sottintendendo anche una visione di “chi siamo” e soprattutto di “chi vogliamo essere” per il nostro Paese.

L’analisi “costi/benefici” è sempre stata la base sulla quale qualsiasi persona, non necessariamente imprenditore, prende le sue decisioni.
Ogni scelta, cioè, è normalmente connessa alla risoluzione di un dilemma economico, affiancato da un esercizio di logica, che porta poi a scelte (o rinunce) in funzione del peso e dal confronto delle due citate componenti principali del processo decisorio.
I problemi intervengono quando i singoli elementi o le circostanze sono indeterminate o condizionate da fattori che vanno oltre le conoscenze del singolo e la soluzione diventa un “viaggio di esplorazione dell’incognito”, come la definisce il sociologo ed economista Friedrich A. von Hayek, la cui realizzazione diventa un processo di implementazione e aggiustamento progressivo.
Sembrano ragionamenti complessi, ma in un mondo che ogni giorno accresce la sua complessità, sono anche ragionamenti di grande attualità; basti pensare alla TAV e alle carenze infrastrutturali del nostro Paese, con le discussioni tra gli interventisti e i contrari, tra efficienza economica ed equità sociale, passando per i grandi temi della sostenibilità ambientale, sui quali ognuno porta la sua esperienza, le sue sensibilità, le sue competenze oltre che i propri legittimi interessi.

La questione femminile è, con quella giovanile, tema di profondo interesse, grande attenzione, rilevante importanza e molto complesso, che va dai delicatissimi temi della violenza sulle donne a quelli della produttività, e interessa trasversalmente la società, tanto da essere recentemente finito… anche dietro ai fornelli.

DUBBI E PERPLESSITÀ SUGLI EFFETTI DEL DECRETO GOVERNATIVO 
Parafrasando un celebre film di “spaghetti western” diventato cult nella cinematografia italiana e non solo, si potrebbe dire che “…Continuavano
a chiamarlo Dignità”.

Lo scorso 28 dicembre il Ministero della Salute ha trasmesso al Parlamento la Relazione sulla “Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia”, nella quale sono riepilogate le azioni ispettive realizzate nel corso del 2017 dalle Autorità competenti.

La valutazione delle performance economiche del settore si basa sull’analisi dei bilanci di oltre 28 mila società. Il campione è composto per due terzi da ristoranti e per la quasi totalità da micro imprese. Un profilo, soprattutto per la componente dimensionale, assai coerente alla reale struttura dell’universo.

Con il rimpiattino, la nuova doggy bag di Fipe e Comieco (consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosa), si combattono gli sprechi nei ristoranti con stile ed originalità 
Rimpiattino è il nuovo nome con cui la “Doggy Bag” in cartoncino, riciclabile al 100%, disegnata dal designer Giulio Iacchetti e illustrata da Guido Scarabottolo, arriva nei ristoranti con una connotazione tutta italiana. Non solo dunque uno strumento per combattere lo spreco alimentare, ma anche un oggetto “d’autore” riutilizzabile.