Il Governo ha deciso di proclamare il 2018 “Anno nazionale del cibo italiano” con l’obiettivo di valorizzarne le sue trasversali funzioni: economica, ambientale, nutrizionale, etica, sociale, culturale, reputazionale e anche culturale.
Così Fipe che rappresenta le Imprese che hanno nel cibo il loro core-business, ha dedicato la sua Assemblea annuale al binomio “Cibo e Cultura”. 

Il “Bocuse d’Or” sta all’alta cucina un po’ come il “Pallone d’oro Fifa” sta ai campioni del calcio: è un riconoscimento prestigioso e ambito, assegnato nel corso di una serrata competizione internazionale, che, grazie alle capacità organizzativee di marketing dei suoi promotori, sta diventando sempre più importante.

Vittimismo e complesso d’inferiorità sono spesso due compagni di viaggio, con una declinazione tutta italiana della “sindrome di Calimero”, quella del pulcino tutto nero del Carosello, che è sempre di grande attualità. Il sociologo Mauro Magatti l’ha recentemente chiamata “vittimismo nazionale” che produce “una diffusa deresponsabilizzazione e la pretesa di benefici dallo Stato, anche indipendentemente dal merito e dalle reali possibilità”.

Tra gli operatori del nostro settore – e non solo – sta girando in queste settimane un appello, inedito nella forma, del mondo della ristorazione alle Istituzioni italiane, promosso dalla Fipe. 
S’intitola “Per Non Mangiarsi Il Futuro” e dentro sono state condensate le preoccupazioni, il malessere e le aspettative dei nostri imprenditori, esprimendo “che cosa” vogliamo, ma sottintendendo anche una visione di “chi siamo” e soprattutto di “chi vogliamo essere” per il nostro Paese.

DUBBI E PERPLESSITÀ SUGLI EFFETTI DEL DECRETO GOVERNATIVO 
Parafrasando un celebre film di “spaghetti western” diventato cult nella cinematografia italiana e non solo, si potrebbe dire che “…Continuavano
a chiamarlo Dignità”.

Lo scorso 28 dicembre il Ministero della Salute ha trasmesso al Parlamento la Relazione sulla “Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia”, nella quale sono riepilogate le azioni ispettive realizzate nel corso del 2017 dalle Autorità competenti.

La valutazione delle performance economiche del settore si basa sull’analisi dei bilanci di oltre 28 mila società. Il campione è composto per due terzi da ristoranti e per la quasi totalità da micro imprese. Un profilo, soprattutto per la componente dimensionale, assai coerente alla reale struttura dell’universo.

Con il rimpiattino, la nuova doggy bag di Fipe e Comieco (consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosa), si combattono gli sprechi nei ristoranti con stile ed originalità 
Rimpiattino è il nuovo nome con cui la “Doggy Bag” in cartoncino, riciclabile al 100%, disegnata dal designer Giulio Iacchetti e illustrata da Guido Scarabottolo, arriva nei ristoranti con una connotazione tutta italiana. Non solo dunque uno strumento per combattere lo spreco alimentare, ma anche un oggetto “d’autore” riutilizzabile. 

I cambiamenti delle abitudini, le ripercussioni sul settore, il ruolo di Fipe 
Uno dei più considerevoli mutamenti che sta trasformando il lavoro e sta caratterizzando la nostra società è certamente quello dei tempi di svolgimento dell’attività lavorativa. La trasformazione, infatti, non riguarda solo la durata dell’attività d’impresa nell’arco della giornata ma anche la collocazione della stessa nei diversi periodi dell’anno.

Nel 2018 ancora negativo il saldo delle imprese tra iscritte e cessate 
Il turnover imprenditoriale nei servizi di ristorazione resta elevato. Nel 2018, il saldo tra le imprese iscritte e cessate, al lordo delle cessate d’ufficio1, è stato pari a -12.305 unità, in crescita rispetto ad un anno fa quando toccò quota -11.793. Un risultato dovuto prevalentemente alla riduzione delle iscritte. È utile ricordare che il saldo tra le imprese iscritte e cessate è una variabile di flusso, pertanto non deve essere utilizzata per misurare le variazioni dello stock di imprese.