"I pubblici esercizi sono l'unico antidoto alla deriva negativa che sta vivendo il centro storico di Roma soffocato da minimarket e attività di vario genere che la sera vendono esclusivamente alcol. Per questo è necessario che le politiche di governo del territorio valorizzino proprio i pubblici esercizi anche per evitare che i divieti generalizzati lascino spazio all’abusivismo ". Questo il commento di Fabio Spada, Presidente di Fipe Roma, dopo i controlli anti-alcol effettuati dalla polizia di Roma Capitale la notte scorsa e dopo che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro l'ordinanza firmata dal sindaco di Roma Virginia Raggi che stabilisce il divieto di vendita, somministrazione e consumo di bevande alcoliche e superalcoliche in specifiche aree del territorio capitolino.

Divieto di somministrazione e vendita di alcolici ai minori di 18 anni e la possibilità del Sindaco di emanare provvedimenti specifici per limitare gli orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche.
Questi i due punti di fondamentale importanza per le imprese di pubblico esercizio contenute nel D.L. n. 14/2017 conv. con mod. in L. 48/2017. In particolare l’art. 8 del Decreto va a modificare l’art. 50 del TUEL (Testo Unico Enti Locali) aggiungendo alcuni commi tutti inerenti alla possibilità del Sindaco di disciplinare la materia degli orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche per assicurare la vivibilità urbana, la tranquillità ed il riposo dei residenti e contrastare situazioni di degrado del territorio.