Gli attentati di Parigi hanno sconvolto il mondo, seminando comprensibili nuove preoccupazioni e paure tra la gente, ponendo interrogativi sul futuro di pace e di rispetto tra i popoli, senza i quali non cresce nessuna civiltà.
I fatti terroristici hanno avuto come diretto bersaglio anche le nostre attività, mettendo in apprensione operatori e in discussione, invece, un modo di vivere, che fa della convivialità, della socialità, dello stare insieme un elemento di forza delle società occidentali.

Alla recente manifestazione di presentazione della “Guida 2016 Euro-Toques”, preceduta da un confronto tra addetti ai lavori, sono emersi due interrogativi che riguardavano rispettivamente la certificazione della professione di cuoco e la necessità di rivalutare il ruolo degli addetti alla sala.

Leggendo i risultati di un sondaggio effettuato da un quotidiano, che ha provato a prenotare una “Cena d’Autore” in 30 grandi ristoranti, raccogliendo risposte che rimandavano ad attese estenuanti, in alcuni casi anche di mesi, si ricavano spunti di riflessione interessanti. Innanzitutto sarà tutto vero?

Il DdL sulla Concorrenza in discussione in Parlamento ha raccolto un emendamento che preoccupa il settore e che riguarda la possibilità di “ estendere l’attività di Somministrazione a tutte le strutture ricettive ”, ipotesi che stresserebbe ulteriormente l’aspetto concorrenziale. Con l’attività di lobbying della Federazione (e con la speranza di raccogliere buon senso dagli interlocutori politici), si sta cercando di ridimensionare il rischio in discussione, che si vorrebbe limitare alle sole “strutture alberghiere ” escludendo, quindi, le tante attività inserite nella generica dizione di “strutture ricettive”.

Il tema del Turismo continua ad essere al centro della discussione, anche politica, non solo per l’imminenza del periodo estivo, ma anche perché è aumentata la consapevolezza delle sue enormi potenzialità di sviluppo, finora frenate da errori e distrazioni, anche da miopia organizzativa, oltre al fatto che per anni il Paese ha fatto affidamento e investimento su settori, come certa Industria, che gli epocali cambiamenti hanno mandato in crisi, lasciando eredità spesso pesanti sul fronte occupazionale ed ambientale.

C’è un aspetto nel settore dei Pubblici Esercizi che merita un approfondimento, anche perché apparentemente in contrasto con la situazione di difficoltà nel quale versa.
Mi riferisco al dinamismo e al crescente interesse con il quale Fondi di Private Equity ricercano investimenti nel settore, privilegiando operazioni sulle cosiddette “catene minori”, in quelle aziende, cioè, di contenute dimensioni con un brand chiaro e un format particolare – di offerta o di prodotto – facilmente replicabile, che consentano nel medio periodo la realizzazione di interessanti rendimenti, nonostante l’EV (Enterprise Value) paghi multipli alti, se rapportati al fatturato e all’Ebit di partenza.

Non voglio illudere o caricare di troppa importanza la notizia che il Governo starebbe pensando di estendere i benefici fiscali per gli investimenti anche nella Ristorazione, allargando i bonus oggi previsti solo per le migliorie alle strutture ricettive.
Finalmente un provvedimento che va oltre il significato economico e le convenienze che produrrà, perché è la dimostrazione di una concreta attenzione verso il settore che da sempre lamenta difficoltà e richiede interventi di sostegno, per rafforzare il suo importante ruolo, non solo dal punto di vista economico (fatturati e occupazione), ma anche sociale, culturale, promozionale e commerciale.

Lo scrittore Ugo Ojetti (Roma 1871-Fiesole 1946), noto anche per i suoi aforismi, scriveva che nella vita bisogna evitare tre sciocchezze: “amare al buio, dormire al sole, mangiare in silenzio”, dove proprio l’ultimo suggerimento sottolinea l’abbinamento della tavola alla convivialità, alle chiacchiere, ma anche, da sempre, all’ascolto della musica. Cibo e musica: parti integranti della vita quotidiana delle persone e delle comunità, veicoli materiali di cultura, estensori di tradizione e termometri d’innovazione nella società, sono accomunati da tante affinità, da diventare complementari, anche negli interessi. 

Non vorrei portare male ponendo una riflessione sull’incessante sviluppo della rete dei Pubblici Esercizi in Italia che, nonostante le difficoltà e la crisi che condiziona negativamente i consumi, continua a  crescere, ad un ritmo che sembra inarrestabile, riempiendo ogni angolo delle nostre città di bar e ristoranti di ogni tipo, ponendo preoccupanti interrogativi sulla sostenibilità e la tenuta di questa  tendenza.

È attuale la discussione sulla ipotesi di istituire una Università dell’Accoglienza, con la parallela trasformazione degli Istituti Tecnico-Alberghieri in “Licei dell’Ospitalità”, che sta raccogliendo allargata condivisione e sostegno, a partire dai Ministri che, a vario titolo, hanno competenze sul tema.