Indagine di Fipe sulle imprese del turismo: bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari, catering: “Danni incalcolabili, date ai pubblici esercizi il prima possibile la vendita con asporto”

L’ufficio studi FIPE – Confcommercio stima che l’allarme suscitato dalle notizie sulla diffusione del coronavirus stia mettendo in grande difficoltà la ristorazione cinese in Italia.

Sulla base degli sviluppi che sta assumendo l’emergenza sanitaria nel Paese abbiamo chiesto alle imprese della ristorazione indicazioni circa l’impatto del fenomeno sulle attività.
Il 92% dichiara di aver registrato ripercussioni negative sulla propria attività, in particolare per più di uno su due le difficoltà sono iniziate da almeno due settimane mentre per il 40% circa il quadro è peggiorato nel corso dell’ultima settimana.

Ora serve un supporto a livello nazionale  
Fatturati in calo con punte fino all’80% fra restrizioni, crollo del flusso turistico e della domanda di consumi alimentari fuori casa. Il comparto rischia di perdere 2 miliardi di euro e 20.000 posti di lavoro in soli 4 mesi.

Per tutelare il comparto della ristorazione, in cui operano oltre 300.000 imprese con circa 1,5 milioni di lavoratori ed un valore aggiunto di 90 miliardi di euro, dalle gravi ripercussioni che l’emergenza sanitaria per la diffusione del coronavirus sta avendo sull’intera economia italiana ed in particolare sui flussi turistici, la Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi - unitamente alle altre rappresentanze dei datori di lavoro e dei lavoratori del settore, ha sottoscritto un avviso comune per il sostegno delle imprese e dei lavoratori del settore volto a condividere principi e linee guida delle imminenti azioni da mettere in campo, indispensabili per fronteggiare la grave situazione in essere.

Fipe: “Dalle prime bozze che circolano del Decreto per misure urgenti di sostengo alle imprese, il Governo ignora totalmente l’esistenza di un settore, quello della somministrazione, che ha perso l’80% di fatturato anche per colpa delle follie comunicative di questi giorni”

SOS dei Pubblici Esercizi Italiani: “Tra riduzione dei flussi turistici, chiusura delle scuole, utilizzo dello smart-working nelle aziende, psicosi collettiva e provvedimenti restrittivi, subiamo danni incalcolabili ed insostenibili. Così non riusciamo ad andare avanti, il nostro è il settore più colpito; subito interventi di sostegno o chiuderemo”

•I chiarimenti del Governo consentono un servizio essenziale per i cittadini e di supporto per la ristorazione, come la consegna di cibo a domicilio, in un momento di crisi.
• FIPE e AssoDelivery collaborano per assicurare il rispetto delle disposizioni di legge, e le misure per la protezione nella consegna definite nelle linee guida.

Le misure prese dal governo per fronteggiare l'impatto economico della crisi prodotta dal Covid – 19 vanno nella direzione giusta, ma è essenziale fare presto. Questi 25 miliardi di euro, di cui 12 miliardi subito a disposizione, sono ossigeno puro per le imprese e per i lavoratori ma devono essere erogati immediatamente, senza dispersione e con criteri mirati. Bene la cassa integrazione in deroga per le micro imprese, bene le tutele ai lavoratori autonomi, bene la sospensione dei mutui e la possibilità di accedere a forme agevolate di credito. Ma è indispensabile prevedere il blocco immediato degli sfratti per morosità, altrimenti si rischia che migliaia di piccole attività che in questo momento non stanno fatturando, finiscano per perdere i propri locali”.