Si riporta l'intervista del Presidente Stoppani andata in onda su TgCom24 Zerovirgola il 25 luglio alle ore 21:00

LE NUOVE TENDENZE DEL CONSUMATORE ITALIANO
Cresce l’importanza della colazione, cala quella del pranzo. Così può riassumersi il nuovo trend in fatto di consumi alimentari degli italiani.
Molti sono i cambiamenti avvenuti nel corso degli ultimi 20 anni, tra questi in particolare la perdita di importanza del pranzo come pasto principale della giornata e la conseguente crescita della cena, ma anche l’aumento della popolazione che inizia la giornata con una colazione ben più sostanziosa di quanto si facesse in passato. Non si beve solo qualcosa (un caffè o un cappuccino) ma si mangia anche qualcosa.

I criteri di scelta del locale per quelli che vogliono mangiare fuori sono l’attenzione alle norme igieniche (47,4%), il distanziamento tra i tavoli (35,2%) e la presenza di spazi all’aperto (34%). Tra questi poco meno della metà (45,5%) ha apprezzato il ritorno alla socialità con amici e famiglia

HOME RESTAURANT: UN FENOMENO IN CRESCITA MA ANCORA POCO MONITORATO. EVITIAMO IL RISCHIO DI CONCORRENZA SLEALE
Si è finalmente interrotta la dinamica di contrazione dei consumi che, salvo i due brevi recuperi del biennio 2010-2011, era cominciata nel 2008 determinando una caduta della spesa delle famiglie di oltre 74 miliardi di euro a prezzi costanti, 19 dei quali nel comparto alimentare e 31 in quello dei trasporti. 

HEAVY, AVERAGE E LOW CONSUMER, I CONNAZIONALI DI FRONTE A COLAZIONE, PRANZO E CENA 
Il 77,3% degli italiani maggiorenni (era il 77,1% nel 2016) consuma, più o meno abitualmente, cibo al di fuori delle mura domestiche sia che si tratti di colazioni, pranzi, cene o più semplicemente di spuntini e aperitivi. Sono oltre 39 milioni di persone così segmentate:


Tra il 2007 e il 2017 le famiglie italiane hanno tagliato i consumi per oltre 27 miliardi di euro a prezzi costanti, 21 dei quali nel solo comparto dei trasporti e poco meno di 15 in quello alimentare.
Nella ristorazione, al contrario, si è avuta una crescita di 4 miliardi di euro che ha portato il consumo alimentare fuori casa a toccare gli 83 miliardi di euro.

ANALISI-Il 36% della spesa delle famiglie per prodotti alimentari transita fuori casa. Tra il 2008 e il 2018 i consumi delle famiglie nei servizi di ristorazione hanno registrato un incremento reale del 5,7%, pari a 4,9 miliardi di euro a fronte di una contrazione dei consumi alimentari in casa di oltre 8 miliardi di euro a prezzi costanti.

La risposta di Fipe alla nuova analisi Moody's 
Ristoranti a rischio per l'invecchiamento della popolazione? Bando a inappropriati allarmismi. "L'invecchiamento della popolazione in Italia avrà sicuramente ripercussioni da un punto di vista economico, già ora si nota la crescita di offerte di prodotti e servizi rivolti in particolar modo ai consumatori più maturi.

La flessione dei consumi in casa è un fenomeno strutturale, al contempo cresce la spesa alimentare fuori Casa 
 “La stagnazione, o meglio, la flessione dei consumi alimentari in casa non è un più un fatto congiunturale. Si tratta oramai di un fenomeno strutturale che viene da lontano e riguarda il cambiamento dei modelli di consumo e degli stili di vita piuttosto che il livello di reddito disponibile. Nel 2001 gli italiani spendevano oltre 146 miliardi di euro per mangiare in casa, oggi la spesa vale 135 miliardi di euro. 

BAR, TRA CHIUSURE E CONCORRENZE SLEALI