La Federazione Italiana Pubblici esercizi chiede alle Istituzioni di garantire una concorrenza leale nel mercato. Per firmare la petizione: https://forms.gle/7bKTBVQyCdttszxQ7  
Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, lancia un appello alle istituzioni Italiane, chiedendo che venga garantita una competizione leale nel mercato. Di seguito il testo del Manifesto per la petizione, tra i firmatari oltre 80 chef, tra cui Claudio Sadler, Carlo Cracco e Filippo Giordano.

Si mangia e si beve dappertutto. Questo è il contesto che caratterizza oramai i centri storici delle nostre città. Take away, negozi alimentari, artigiani, minimarket: una miriade di attività senza servizio, senza personale, senza spazi. Non hanno il bagno, obbligatorio per bar e ristoranti, pagano in alcuni casi la metà o un quarto di quanto pagano bar e ristoranti per lo smaltimento dei rifiuti, se danno da bere ad un minore di 16 anni o ad un cliente in stato di ebbrezza la sanzione non è penale come per bar e ristoranti ma amministrativa e non rischiano la chiusura dell’attività.
Se le regole hanno un ancora un senso, la stessa attività presuppone che si applichino le stesse regole. Questa è la posizione che Fipe ha voluto riportare nel manifesto/appello lanciato alle Istituzioni e che ti invitiamo a firmare.

I LIMITI DEL PROVVEDIMENTO NATO PER CONTRASTARE DAVVERO LA CONCORRENZA SLEALE DEI FALSI CIRCOLI E SAGRE
Dal 3 agosto 2017 è in vigore il Codice del Terzo Settore, provvedimento destinato a disciplinare e sistematizzare tutta la materia delle associazioni non profit e del privato sociale, che doveva essere il passo definitivo per una grande riforma del settore.

UN GIRO D’AFFARI CHE VALE 600 MILIONI DI EURO ESENTASSE
Ogni anno nel nostro Paese si svolgono oltre 42 mila sagre, in media 5 per ogni comune, per un complesso di 306.000 mila giornate di attività ed un fatturato di 900 milioni di euro. Ma le medie, si sa, hanno l’effetto di diluire nello spazio
e nel tempo un fenomeno che, al contrario, è fortemente concentrato nei mesi estivi e nelle destinazioni turistiche.

Che il trend della Sharing Economy sia in crescita è sotto gli occhi di tutti.
Ne sono indici il proliferare delle piattaforme web specificatamente dedicate, la forte attenzione mediatica, nonché le proposte di legge avanzate nel corso delle ultime legislature in ordine alle diverse attività coinvolte. 
Fra i settori del mercato in cui il fenomeno in commento si riverbera, non è estraneo neppure quello della ristorazione.


Secondo la FIPE ristoranti e agriturismi devono essere complementari e non in concorrenza
Il “vero” agriturismo è una risorsa del territorio, ma deve rispettare le regole e non porsi in concorrenza con le attività di ristorazione, che hanno altre caratteristiche e peculiarità: questa la posizione della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) del Veneto, che interviene in merito alla richiesta delle associazioni agricole di modificare la legge regionale sull’agriturismo.

• La Federazione Italiana Pubblici Esercizi chiede alle istituzioni una decisa azione nei confronti di attività condotte al di fuori di ogni regola e, in particolare, verso i canali web che le promuovono e beneficiano delle relative commissioni
• Secondo le stime della Fipe, gli home restaurant generano un'evasione fiscale e contributiva pressoché totale
• Il dato: il 60% delle intossicazioni alimentari proviene dall'ambito domestico, mancano controlli anche sulla sicurezza e la provenienza degli alimenti preparati

Stoppani: ripristinate le regole per una leale concorrenza

STESSA ATTIVITA’, STESSE REGOLE
I NAS a tutela della salute pubblica
A seguito di alcuni recenti controlli da parte dei NAS seguiti da multe inflitte ai cosiddetti “home restaurant” a Pescara e in altre città d’Italia, la Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi vuole ribadire l’importanza del rispetto delle regole da parte di tutti gli operatori del settore.