Fipe chiede una strategia nazionale che favorisca lo sviluppo delle città anche attraverso una migliore qualificazione della rete dei pubblici esercizi 
I risultati dell’Osservatorio Confcommercio - Si.Camera sulla demografia delle imprese nelle città italiane – che monitora nel tempo l’andamento degli esercizi commerciali per cogliere i cambiamenti della rete comunale di servizi al consumatore – rivelano un quadro in chiaro-scuro sui centri storici italiani.

Intervista al Presidente Stoppani sul tema “Evoluzione dei bar in Italia” durante la trasmissione “Essere e avere” condotto da Maria Luisa Pezzali andata in onda domenica 6 novembre 2016

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, in accordo con Lino Stoppani (Fipe), conferma il suo progetto a favore dei pubblici esercizi come garanzia dell'identità del centro storico. Ora lo scopo è una normativa nazionale.
Quale futuro per i pubblici esercizi nei centri storici? Dopo molte discussioni, e dopo un disinteresse generale di anni da parte di sindacati e istituzioni, qualcosa si muove.

I risultati dell’analisi sull’evoluzione della rete commerciale nei centri storici di alcune importanti città italiane nel periodo 2008-2015 vanno interpretati, per quanto riguarda il settore dei ristoranti e dei bar, alla luce di tre fattori:
1. la crescita della pressione concorrenziale che caratterizza il settore con una densità imprenditoriale tra le più alte d’Europa. In Italia ci sono 4,4 imprese ogni 1.000 abitanti contro le 3,3 della Francia e le 1,8 del Regno Unito, mentre i consumi sono scesi, tra il 2007 ed il 2014, di 1,2 miliardi di euro;