L’apertura del primo Starbucks avvenuta nei giorni scorsi a Milano è l’occasione per fare una riflessione sul bar e sui tanti imprenditori e lavoratori che ogni giorno tengono in piedi questo straordinario format italiano.
I 150 mila bar formano un “popolo” a cui quasi mai viene riconosciuta la giusta attenzione. In questo senso credo di poter dire che si tratta di un “piccolo popolo” inteso nella tradizione nordica, fatto di elfi e folletti, che all’apparire della luce diventano invisibili ma ci sono pur senza fare notizia, non si vedono ma lavorano. 

• I dati presentati da Fipe, NPD e Tradelab in occasione del convegno “Dalla caffetteria alla gelateria: i nuovi format del bar di successo” fanno il punto su un settore che vale oltre 130 mila imprese, venti miliardi di euro di volume d'affari e 360 mila addetti.
• I dati confermano la centralità del caffè (nel 61% delle visite al bar si consuma un prodotto di caffetteria) anche se in calo negli ultimi 5 anni, favorita da un prezzo contenuto (0,98 euro) e da aumenti che in 15 anni si sono mantenuti in linea con l'inflazione (+28,8%).