Lunedì, 18 Marzo 2019 16:27

Mixer mar. 2019 - Bocuse d’Or e The World’s 50th Best Restaurant: dove sta la verità?

Il “Bocuse d’Or” sta all’alta cucina un po’ come il “Pallone d’oro Fifa” sta ai campioni del calcio: è un riconoscimento prestigioso e ambito, assegnato nel corso di una serrata competizione internazionale, che, grazie alle capacità organizzativee di marketing dei suoi promotori, sta diventando sempre più importante.

Da quando è nata questa “Olimpiade degli chef”, nel 1987 a Lione, tuttavia, un italiano non è mai arrivato sul podio, mentre Paesi del Nord-Europa (Danimarca, Svezia e Norvegia) primeggiano, nonostante non siano portatori di grandi tradizioni culinarie e la stessa guida Michelin non segnali oggi diffusa presenza in questi paesi di ristoranti stellati. Ma più che la presenza altrui, lascia comunque stupiti lo strano caso dell’anonimato della nostra cucina in questo grande premio internazionale. In teoria, perché proprio lo stesso Paul Bocuse, a nome del quale è titolato il Premio, sosteneva convinto che il primato della nouvelle cuisine francese si sarebbe interrotto quando i cuochi italiani avrebbero scoperto il valore dei loro prodotti. Ma anche nella pratica l’assenza degli italiani dal palmarés del Bocuse d’Or si
fatica a giustificare: solo per citare un esempio, da due anni la cucina italiana, secondo The World’s 50th Best Restaurant, esprime con Massimo Bottura il miglior cuoco del mondo, insieme ad altri nostri straordinari chef nelle posizioni di vertice.

 

leggi l'intero articolo di Lino Enrico Stoppani su Mixer di marzo 2019 in allegato

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