Lunedì, 12 Dicembre 2016 17:13

LE GUIDE TURISTICHE ITALIANE A SCUOLA DI CUCINA


"D’ora in poi le visite guidate avranno tutto un altro sapore…". Si è svolta a Roma presso il Mibact, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo, la conferenza stampa di presentazione del Progetto di Formazione enogastronomica delle guide turistiche realizzato da Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi in collaborazione con Confguide, Federazione Guide Turistiche Italiane. Il progetto partirà dalla Lombardia ma coinvolgerà entro i prossimi mesi altre tre regioni (Emilia Romagna, Toscana, Puglia) per estendersi subito dopo alle guide turistiche di tutto il Paese. A guidare i partecipanti alla scoperta del patrimonio enogastronomico nazionale saranno chef e sommelier di grande prestigio in grado di coniugare le competenze tecniche con quelle storico-culturali.

 Le giornate di formazione verranno svolte con visite presso pasticcerie e bar storici, gastronomie gourmet ed aziende della filiera agro-alimentare del territorio per fare in modo che le guide sappiano riproporre l’esperienza ai turisti che accompagneranno durante i tour.

Il Progetto ideato con Confguide si ispira alle direttive contenute nel Piano Strategico del Turismo 2017-2022 voluto dal Ministro Dario Franceschini, ed è pensata per valorizzare l’offerta eno-gastronomica italiana all’interno dei pacchetti turistici, in particolare nelle città d’arte, puntando sulla centralità della ristorazione nell’offerta turistica italiana.

Secondo l’Ufficio Studi di Fipe nel 2015 i turisti stranieri hanno speso 8,4 miliardi di euro in bar e ristoranti nel nostro Paese mentre le previsioni per il 2016 parlano di circa 9 miliardi di euro. Partendo da un’attenta analisi di questi dati e della domanda turistica straniera – che vede la qualità del mangiare e bere al secondo posto tra gli aspetti più importanti durante il soggiorno nel nostro Paese - Fipe e Confguide hanno deciso di allargare le competenze delle guide turistiche anche in materia di patrimonio enogastronomico. Le 17 mila guide attive in Italia potranno così fornire informazioni su locali storici e tipicità gastronomiche locali all’interno dei propri tour trasformando la visita in esperienza e generando maggior valore aggiunto per l’economia del territorio. 
Questo percorso contribuirà ad arricchire di nuove competenze il profilo della guida turistica che avrà nel proprio bagaglio conoscenze non solo relative ai beni culturali e ambientali ma anche al cibo e al ruolo chiave che ricopre nel percorso di scoperta della destinazione. È auspicio di tutti che a beneficiare degli effetti positivi del progetto saranno anche le imprese locali – ristoratori, produttori, agricoltori e commercianti – con l’obiettivo di far percepire al turista l’autenticità del luogo che visita.

Proprio su questo aspetto ha posto l’accento Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe: “Questo progetto rappresenta un grande motivo di orgoglio per la nostra Federazione. Tutelare e supportare le tipicità gastronomiche del nostro Paese e i locali storici è uno dei pilastri della nostra azione: vogliamo dare alle guide turistiche ancora maggiori strumenti per presentare al meglio il nostro Paese ai turisti e incrementare il giro d’affari dell’intera filiera del turismo. Ringrazio Confguide perché si è dimostrata un partner disponibile ed entusiasta nel porre insieme le basi di questa iniziativa”.

Al plauso di Stoppani ha fatto seguito quello di Maria Paola Migliosi, Presidente Confguide, la quale ha dichiarato: “Siamo consapevoli delle potenzialità di questo progetto in un Paese unico a livello di varietà gastronomica come l’Italia. Offrire ai turisti quante più informazioni possibili sulle tipicità da gustare nei diversi territori porterà sicuramente enormi benefici a tutto il comparto, permettendo inoltre alle nostre guide di aumentare le proprie competenze per offrire un servizio ancora più completo e di qualità a chi visita il nostro Paese”.

Durante la conferenza stampa sono stati inoltre annunciati i dati previsionali sulle presenze nei ristoranti durante le festività natalizie e di fine anno. L’Ufficio Studi Fipe prevede che 5,6 milioni di italiani consumeranno fuori casa il pranzo di Natale – in calo dello 0,8% rispetto al 2015 – mentre 7,5 milioni attenderanno lo scoccare della mezzanotte in un ristorante (dato in calo dello 0,2% rispetto al 2015).


Ufficio Stampa FIPE

Roma, 12 dicembre 2016

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