Venerdì, 28 Novembre 2014 14:39

FIPE TOSCANA: LA CONTRAFFAZIONE DI EXTRA VERGINE NON LA FANNO I RISTORATORI

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FIPE TOSCANA: LA CONTRAFFAZIONE DI EXTRA VERGINE NON LA FANNO I RISTORATORI
“L’obbligo di mettere sulla tavola dei ristoranti bottiglie di extravergine con tappo anti-rabbocco - dichiara Aldo Cursano, Presidente di Fipe Toscana e vice Presidente di Fipe nazionale -  è un’onta per le oltre 100 mila imprese del settore.

E’ come se per evitare che ci siano automobilisti che superano i limiti di velocità si imponesse di installare su ogni automobile un limitatore di velocità. Produttori ed imbottigliatori, prosegue Cursano, devono smetterla di dirci come fare impresa imponendoci, via legge, obblighi inutili e costosi che si trasformeranno in boomerang anzitutto per i produttori di qualità”.
 
La ristorazione italiana è un terminale importante per le produzioni agro-alimentari e per l’olio extravergine di oliva in particolare. Secondo l’ufficio studi della Fipe, un ristorante spende mediamente 3.800 euro l’anno per l’olio extravergine destinato alla sala. Per i 104mila ristoranti in attività vuol dire una spesa di 400 milioni di euro. La ristorazione di qualità ha nel 46% dei casi un carrello degli olii con in media 4,2 olii dop di cui 1,1 biologico. Significativa è anche la presenza di olii non a denominazione: se ne contano in media 2,4 a cui si aggiungono 1,7 di origine biologica.
 
“Le inchieste degli organi di controllo – spiega ancora Cursano – documentano in modo inequivocabile che le frodi sull’olio si fanno altrove, non al ristorante che anzi è esso stesso vittima di un sistema di speculazione messo in pratica da imbottigliatori e produttori senza scrupoli.  Affrontare il problema con il tappo anti-rabbocco al ristorante è un’azione di depistaggio che contrasteremo in ogni modo. Stiamo valutando di intraprendere iniziative clamorose come quella di togliere l’extravergine dal tavolo mettendolo a disposizione solo su richiesta. I nostri fornitori devono capire che le relazioni di filiera si costruiscono nel rispetto del nostro lavoro non chiedendo leggi a nostre spese.”
 
Qualche dato sulla Toscana apre una finestra interessante sul fenomeno delle frodi. La Procura di Siena ha smascherato 300 tonnellate di olio taroccato e arrestato diverse persone. Secondo Coldiretti  in Toscana c’è una presenza anomala di operatori oleari con 325 impianti molitori e ben 721 imbottigliatori. Giusto per un confronto la Puglia, che è il primo produttore italiano di olio, ha 163 impianti e 140 imbottigliatori.

Roma 28-11-2014

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