Mercoledì, 10 Settembre 2014 15:45

AUMENTARE I BUONI PASTO PER CONTRASTARE LA CRISI

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AUMENTARE I BUONI PASTO
PER CONTRASTARE LA CRISI
Aumentare il valore di deducibilità fiscale del buono pasto ha ripercussioni positive immediate sul Prodotto interno lordo, sul valore aggiunto e sul gettito fiscale. Ogni euro aggiuntivo di deducibilità fiscale del buono pasto genera un aumento dello 0,1% di Pil, un incremento di valore aggiunto da 0,75 a 1,35 miliardi di euro, mentre il gettito aggiuntivo netto di entrate fiscali può arrivare fino a 330 milioni di euro.

foto10-09-14puÈ il dato principale del convegno “Aumentare i buoni pasto per aumentare i consumi” organizzato a Montecitorio da Anseb, Fipe, Confcommercio, Cittadinanzattiva, Adiconsum, Adoc, Federconsumantori, Movimento Consumatori, Cgil, Cisl e Uil proprio per dimostrare, numeri alla mano, a quanto ammonta l’impatto economico sia a livello micro, sia macro se si eleva l’importo esentasse del buono pasto fissato nel 1998 (e da allora rimasto immutato) a 5,29 euro.

Tali effetti positivi potrebbero subire ulteriori amplific

azioni se, oltre al valore esentasse, il sistema del buono pasto venisse applicato a tutti i lavoratori aventi potenzialmente diritto. Infatti, i buoni pasto sono distribuiti attualmente solo a due milioni e mezzo di lavoratori (1,6 ml nel settore privato e 900 mila nel settore pubblico). Di conseguenza anche il giro d’affari annuale diretto che si attesta attualmente a 2,7 miliardi potrebbe aumentare in maniera considerevole, creando un effetto traino per l’intera economia.


I materiali del convegno sono scaricabili anche dai siti www.anseb.it  - www.fipe.it  - www.cittadinanzattiva.it .

Roma, 10 settembre 2014

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