Note per la stampa 2020

FRONTE COMUNE DELLE IMPRESE DEL TURISMO 
Le principali associazioni di categoria del settore turistico e ricettivo, insieme alle sigle sindacali, unite per chiedere al Governo il supporto necessario alle imprese e ai lavoratori danneggiati dall’emergenza sanitaria

Crisi senza fine per l’intero comparto turistico. L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha letteralmente devastato una delle filiere più importanti per l’economia italiana, fatta da oltre 300.000 imprese che danno lavoro a circa 1,5 milioni di persone, di cui oltre due terzi dipendenti, per un valore aggiunto pari a circa 90 miliardi di euro. 

“Continua la crisi per i pubblici esercizi. Infatti, i dati del Sistema informativo Excelsior confermano il pesante impatto dell’emergenza sanitaria sull’occupazione nella ristorazione da tempo denunciato da Fipe-Confcommercio. Sono appena 56.920 le assunzioni previste dalle imprese a luglio 2020 a fronte di un dato 2019 che vedeva nello stesso mese un incremento dei posti di lavoro del 12,6% rispetto alla media annua, pari a poco meno di 105.000 unità”.

“Il nostro Paese, i cittadini, i lavoratori, le imprese stanno dando prova di grande responsabilità -personale e collettiva- in questi mesi di emergenza, dimostrando di essere pronti ad affrontare la fase post-emergenziale in maniera corretta e capace di recuperare la necessaria normalità, che passa anche dal rientro delle persone nei posti di lavoro. 

ANBC e le principali sigle sindacali dei lavoratori del turismo chiedono un piano di intervento per un settore messo in ginocchio dalla pandemia e dal rinvio al 2021 di eventi, convegni e convention aziendali.

Oltre 2.000 imprese per 100.000 addetti e 2 miliardi e 200 milioni di fatturato stimato, sono queste le dimensioni del settore “banqueting e catering” – mondo affine ma diverso da quello della ristorazione – che, oggi, chiede il riconoscimento dello stato di crisi. Lo chiedono ANBC, Associazione Nazionale Banqueting e Catering federata a Fipe-Confcommercio, e le principali organizzazioni sindacali dei lavoratori del turismo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

 

Durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore HORECA, sono state tante le iniziative messe in campo da Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti.

“Per risollevare le imprese della ristorazione e del turismo da tre mesi di lockdown e da un mese di incassi dimezzati, bisogna intervenire con coraggio rafforzando lo strumento degli indennizzi per le aziende che hanno avuto ingenti cali di fatturato e intervenendo sui costi strutturali delle aziende, costi del lavoro e affitti in testa. 

Fipe: “correzione necessaria per garantire sostegno a una categoria importante” 
“Si tratta di una correzione necessaria che come Federazione abbiamo richiesto sin dall’inizio, perché l’esclusione degli stagionali del turismo dal bonus di 600 euro rappresentava una penalizzazione per questi lavoratori in un momento di grande difficoltà per loro”.

Sostegno economico immediato alle imprese e una nuova visione strategica. Una Ristorazione forte è fondamentale per ridare slancio al Paese 

Presente e futuro della ristorazione italiana con proposte e soluzioni per ripartire dopo i mesi di profonda crisi. Questi i temi al centro dell’intervento di Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, oggi agli Stati Generali dell’Economia in corso a Villa Pamphilj.

IL 40% DELLE AZIENDE DICHIARA CHE NON TUTTI I DIPENDENTI HANNO RICEVUTO LA CASSA INTEGRAZIONE
Ancora un lieve miglioramento della percentuale di chi valuta positivamente l’andamento della fase 2 che in una settimana cresce di 5 punti arrivando a poco più del 22%. Più della metà (circa il 52%) da un giudizio molto negativo. Solo 1 azienda su 3 ha lo stesso numero di dipendenti del periodo pre-Covid 

ADDETTI AL COMPLETO SOLO NEL 30% DELLE IMPRESE 
La quasi totalità di bar e ristoranti ha riaperto o sta per farlo. Migliora leggermente la percentuale di chi valuta positivamente l’andamento della fase 2 passando dal 9,9% della prima settimana al 17,2% attuale, ma ancora più della metà (circa il 54%) da un giudizio molto negativo. Circa il 65% delle aziende ha fatto ricorso al DL liquidità ma solo poco più della metà ha già ottenuto il prestito richiesto