Note per la stampa 2020

Iniziativa di Fipe-Confcommercio e Federcuochi:
“Anche se chiudono i nostri locali, noi non chiudiamo la porta della solidarietà”

È un gesto eloquente quello organizzato per l’ultimo giorno del 2020 da Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, e dalla Federazione italiana Cuochi, in particolare dal Dipartimento Solidarietà Emergenze, in 11 città italiane. Un gesto che traduce la vicinanza del mondo della ristorazione verso le persone, a partire da quelle più fragili, e che conferma il valore sociale di questo mestiere, che, in questo anno ormai alle spalle, è stato ogni giorno più complicato.

Martedì, 22 Dicembre 2020 13:49

La protesta di Natale dei pubblici esercizi.

Fipe – Confcommercio e Fiepet - Confesercenti: “BASTA!”

Manifesto congiunto delle associazioni di categoria.
Da domani cartelli in migliaia di locali per manifestare l’esasperazione verso il governo

Costretti a tenere le serrande abbassate, ristoratori e gestori dei pubblici esercizi italiani non intendono passare Natale e Capodanno in silenzio. 

Siamo alla vigilia delle Festività più tristi della storia moderna, durante le quali i pubblici esercizi italiani - bar, ristoranti, pizzerie, pub discoteche, attività di catering - sono chiamati a raccogliere i cocci di attività disastrate, abbandonati al loro destino da un governo insensibile agli appelli e alle richieste della categoria.

 

“Per mascherare il suo fallimento nel contenimento del Covid-19, il governo ancora una volta decide di scaricare l’onere della riduzione del contagio sui pubblici esercizi, sottoposti da ottobre ad uno stillicidio di provvedimenti. Che si tratti di zone rosse o arancioni per noi significa una cosa soltanto: bar e ristoranti resteranno chiusi dal 23 dicembre al 6 gennaio. Un periodo che da solo vale circa il 20% del fatturato di un intero anno. 

I rappresentanti della Federazione e di EGP, organizzazione di categoria aderente FIPE, si sono incontrati ieri assieme a Federbingo e Operbingo Italia Spa con FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTuCS per la costituzione del Tavolo Permanente delle Parti Sociali finalizzato ad una strategia comune per il futuro della Gaming Halls - Bingo.

Incassi giù del 36% tra giugno e ottobre e prospettive ancora negative nei prossimi mesi 

Per il 26% delle imprese della ristorazione, il periodo giugno-ottobre si è concluso con un crollo dei fatturati ben superiore al 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Poco consola sapere che le performance positive registrate durante l’estate, in particolare nelle località di mare, abbiano contribuito a diluire il dato medio, stabilizzandolo a un -35,9% dei fatturati. Ciò che conta sono le prospettive per il futuro e in questo momento i ristoratori vedono nero. Molto nero.

 

“Nei mesi scorsi solo lo 0,18% dei 6,5 milioni di controlli effettuati nel complesso delle attività commerciali, ristorazione compresa, ha generato sanzioni. Segno che i protocolli adottati a maggio sono stati rispettati e che le nostre imprese sono luoghi sicuri. Per noi la salute pubblica è al primo posto ma siamo pronti a fare di più, garantendo un maggiore distanziamento tavoli e concedendo a Natale e nel periodo festivo l’accesso ai ristoranti solo su prenotazione, dando così una mano sulla raccolta dei dati e rendendo più semplice ed efficace il tracciamento. 

FIPE Confcommercio e FIEPeT Confesercenti, le due organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle imprese del settore della somministrazione, accolgono con favore le parole del Presidente del Consiglio in merito all’avvio di una riflessione sull’opportunità di allargare le possibilità di spostamento tra i comuni nelle giornate del 25, 26 dicembre e 1 gennaio, così come richiesto più volte dalle due Federazioni.

Roma, 10 dicembre 2020

“Il covid ha completamente spazzato via l’economia nazionale legata al turismo. Eppure il Recovery Plan destina solo 3,1 miliardi di euro a questo settore, l’1,58% dei 196 miliardi complessivi.
Una cifra assolutamente insufficiente che denota una mancanza di strategia per il potenziamento e la valorizzazione di una risorsa che da sola produce il 13% del Pil nazionale. Come se non bastasse, in questi 3 miliardi non c’è nulla per il mondo dell’accoglienza e della ristorazione che è completamente assente”.

“Il governo ha praticamente scaricato sui pubblici esercizi e su pochissimi altri settori l’onere di appiattire la curva dei contagi. Una decisione politica, certamente legittima, ma che denota un accanimento pericoloso verso il nostro settore, nonostante sia stato ampiamente dimostrato che i pubblici esercizi sono luoghi sicuri, anche in ragione dei rigorosi protocolli sanitari che sono stati loro assegnati. 

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