Ogni giorno, bar, ristoranti e altre attività di somministrazione utilizzano numerosi imballaggi: confezioni, contenitori e altri materiali destinati a proteggere, conservare e trasportare i prodotti. Dietro ciascuno di essi opera un sistema di responsabilità e di finanziamento che coinvolge l’intera filiera, dai produttori agli utilizzatori.
Il perno di questo sistema è rappresentato dal Contributo Ambientale CONAI (CAC), il meccanismo attraverso il quale CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori i costi della raccolta differenziata, del riciclo e del recupero dei rifiuti di imballaggio. Il contributo garantisce una distribuzione degli oneri economici della gestione degli imballaggi tra i soggetti della filiera, in attuazione del principio della responsabilità condivisa previsto dalla normativa ambientale.
In base a quanto stabilito dal D.Lgs. 152/2006, l’importo del CAC viene determinato considerando la quantità, il peso e la tipologia dei materiali di imballaggio immessi sul mercato nazionale.
Il Contributo Ambientale si applica in un momento preciso del ciclo di vita dell’imballaggio, definito “prima cessione”, ovvero il primo trasferimento sul mercato nazionale dell’imballaggio finito dal produttore, importatore o commerciante al primo utilizzatore. Poiché per ogni imballaggio esiste un’unica prima cessione, individuarla correttamente è fondamentale per garantire la corretta applicazione del contributo ed evitare duplicazioni degli oneri lungo la filiera.
Per i pubblici esercizi – come ristoranti, bar e altre attività di somministrazione – il CAC rappresenta generalmente un costo già incluso negli acquisti effettuati: è infatti il fornitore degli imballaggi ad averlo applicato in occasione della prima cessione e a occuparsi successivamente degli adempimenti verso CONAI, attraverso dichiarazione e versamento del contributo. L’esercente, pertanto, non deve normalmente effettuare ulteriori operazioni nei confronti del Consorzio, salvo casi specifici, come l’importazione diretta di imballaggi o di merci imballate.
Le novità previste per il 2026
Per il 2026 CONAI ha previsto importanti rimodulazioni del CAC relativo agli imballaggi in bioplastica compostabile, plastica e vetro, con l’obiettivo di adeguare il sistema alle dinamiche della filiera del riciclo e garantire l’equilibrio economico del sistema consortile.
Per gli imballaggi in bioplastica compostabile, il contributo è stato aggiornato da 130 €/t a 246 €/t, con decorrenza dal 1° luglio 2026.
Per gli imballaggi in plastica, il Consiglio di amministrazione CONAI ha definito nuovi valori del CAC, applicabili dal 1° ottobre 2026. La revisione riguarda tutte le fasce contributive ed è legata all’aumento dei costi sostenuti per le attività di raccolta, selezione e riciclo, oltre alle difficoltà che interessano il mercato delle plastiche riciclate.
Per gli imballaggi in vetro, invece, il CAC passerà da 40 €/t a 48 €/t con decorrenza 1° gennaio 2027.
Per i pubblici esercizi, tali aggiornamenti potranno incidere sui costi di acquisto degli imballaggi impiegati per il servizio di asporto e la consegna dei prodotti, come vaschette per alimenti, contenitori con coperchio, scatole per pizza ecc., nonché, indirettamente, sul prezzo di acquisto di prodotti già confezionati forniti da terzi, come acqua minerale, bibite e altre bevande in bottiglia. L’aumento del CAC non comporta automaticamente un incremento significativo dei prezzi: l’impatto dipenderà dalla tipologia e dalla quantità di materiale utilizzato, considerato che il contributo è calcolato sul peso dell’imballaggio.
Resta invariato invece il sistema di applicazione del contributo: l’onere viene sostenuto dall’esercente attraverso l’acquisto degli imballaggi e assolto dal fornitore nella fase di prima cessione, senza ulteriori versamenti diretti a CONAI, salvo specifiche eccezioni previste dalla normativa.
Nuovi obblighi per capsule, cialde e bustine
Una novità riguarderà esclusivamente i pubblici esercizi che utilizzano capsule, cialde e bustine per tè, caffè e altre bevande. Dal 12 agosto 2026, in applicazione del Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), tali prodotti saranno infatti qualificati come imballaggi ai sensi dell’art. 3, paragrafo 1, punto 1), del Regolamento e saranno pertanto assoggettati al Contributo Ambientale CONAI (CAC).
L’applicazione del CAC avverrà in funzione del materiale di composizione degli imballaggi, secondo le seguenti modalità:
- alluminio: CAC pari a 12 €/t fino a settembre 2026, con introduzione, dal 1° ottobre 2026, di un Extra-CAC di 108 €/t, per un contributo complessivo pari a 120 €/t;
- carta e materiali compositi a base carta: rientreranno nella fascia contributiva 1 qualora monomateriali ovvero in una delle altre fasce contributive previste per gli imballaggi compositi a base carta, diversi dai cartoni per liquidi (CPL);
- plastica: applicazione delle fasce contributive previste per gli imballaggi monomateriali o compositi a prevalenza plastica;
- plastica biodegradabile e compostabile certificata EN 13432: applicazione di un CAC diversificato pari a 45 €/t.
Infine, CONAI ha precisato che, sulla base delle valutazioni effettuate in relazione all’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), e fatti salvi gli eventuali adeguamenti necessari connessi alle nuove definizioni di operatori economici introdotte dal Regolamento, non sono al momento previste modifiche alle modalità di applicazione e dichiarazione del CAC.
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