1. Cos’è l’euro digitale e perché interessa la mia attività?
Si tratta di una moneta pubblica, digitale, avente corso legale e dunque utilizzabile universalmente in tutta l’area dell’euro presso negozi fisici, online o tra persone. Si tratta di un mezzo di pagamento destinato ad affiancare il contante e volto a creare un’alternativa ai pagamenti elettronici che oggi sono possibili solo tramite privati (prestatori di servizi di pagamento “PSP”, ad es. banche). Per i Pubblici Esercizi è una novità rilevante perché bar, ristoranti, catering, balneari e attività analoghe gestiscono moltissimi pagamenti quotidiani, anche di piccolo importo, e possono diventare tra i principali diffusori della nuova moneta europea.
2. Quando entrerà in vigore l’euro digitale in Italia?
Ancora non è certo perché la proposta di Regolamento è in corso di negoziazione. Qualora il testo definitivo venisse approvato nell’anno in corso, l’euro digitale potrebbe entrare in circolazione negli Stati Membri – e quindi anche in Italia – da giugno 2029.
3. L’euro digitale sostituirà contante e carte di credito/debito?
No, l’euro digitale è destinato a diventare complementare al contante, senza sostituirlo, e coesisterebbe con carte di credito/debito e wallet digitali. In altri termini “contante ed euro digitale costituirebbero la stessa valuta e differirebbero solo per la tecnologia utilizzata” (P. Cipollone, ECON 3 giugno 2026). La nuova moneta digitale intende dotare cittadini e imprese europee di un mezzo di pagamento elettronico alternativo ai sistemi privati, con riduzione degli attuali costi di accettazione.
4. Sarò obbligato ad accettare pagamenti in euro digitale?
In linea generale sì. L’art. 7 della proposta di Regolamento attribuisce all’euro digitale corso legale, con conseguente obbligo di accettazione da parte di tutti gli operatori europei. La proposta prevede tuttavia alcune esenzioni, ad esempio:
- se il beneficiario è un’impresa che occupa meno di 10 persone o il cui fatturato annuo o totale di bilancio annuo non è superiore a 2 milioni di Euro, o è un soggetto giuridico senza scopo di lucro, a meno che non accetti mezzi di pagamento digitali comparabili. Si tratta di una deroga che, allo stato, in Italia non potrebbe operare stante l’obbligo, a decorrere dal 30 giugno 2014, per i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento (almeno una carta di debito e una carta di credito e prepagate);
- se il rifiuto è opposto in buona fede e si fonda su motivi legittimi e temporanei in linea con il principio di proporzionalità in considerazione di circostanze concrete indipendenti dalla volontà del beneficiario;
- se, prima del pagamento, il creditore ha concordato con il debitore un altro mezzo di pagamento.
Va ricordato però che, durante il c.d. Trilogo, i co-legislatori potranno definire un testo diverso.
5. Quanto costerà ai commercianti accettare dai clienti i pagamenti in euro digitale?
I co-legislatori europei stanno ancora lavorando su questo aspetto. Pur trattandosi di una moneta pubblica avente corso legale (con obbligo di accettazione per i commercianti) e pur essendo finanziata dall’Euro sistema, al momento Consiglio e Parlamento Europeo hanno escluso la gratuità per gli esercenti. I PSP potranno applicare commissioni anche se, a differenza dell’attuale mercato, dovrebbero essere soggette a massimali. FIPE-Confcommercio ha chiesto di (i) prevedere l’azzeramento delle commissioni sulle transazioni di basso importo presso i punti vendita fisici, almeno per una fase transitoria, (ii) garantire la trasparenza e la comparabilità dei dati relativi alle commissioni; (iii) assicurare che tutti i servizi necessari per l’accettazione e la gestione dell’euro digitale siano ricompresi nella commissione “base” (merchant services charge “MSC”).
6. Funzionerà anche senza connessione internet?
Uno degli aspetti più apprezzati della nuova moneta pubblica europea attiene alla possibilità di essere utilizzata anche in assenza di connessione internet (c.d. offline) proprio per garantire la continuità dei pagamenti. Secondo una ricerca dell’ottobre 2025 della BCE, l’84% dei commercianti con un negozio fisico, considerano la funzionalità offline molto importante in quanto consente evitare la perdita della vendita quando i clienti non hanno contanti. Questa funzionalità dovrebbe rendere il sistema dei pagamenti europeo più resiliente e inclusivo, rispondendo direttamente ai problemi di affidabilità tecnica che oggi affliggono imprese e consumatori. Al momento si ipotizza il funzionamento dell’offline tramite tecnologie di prossimità come NFC (near field communication), codici QR o bluetooth.
7. Come si svolgerà il pagamento in euro digitale? Dovrò acquistare un nuovo POS o hardware apposito?
Il cliente sarà dotato un wallet presso la propria banca, un ufficio postale o altro PSP, e dovrebbe poter pagare con smartphone, smart card o altro dispositivo abilitato. Per l’esercente confidiamo che l’esperienza sarà simile a quella dei pagamenti elettronici con accredito istantaneo.
Nelle intenzioni della BCE l’euro digitale dovrebbe facilmente integrarsi con i sistemi di pagamento e di cassa già utilizzati dagli esercenti, evitando duplicazioni operative o nuovi adempimenti complessi (FAQ n. D5). La proposta di Regolamento richiama espressamente l’esigenza di interoperabilità con le infrastrutture esistenti e di utilizzo attraverso dispositivi e tecnologie già diffuse sul mercato, inclusi smartphone, POS e sistemi contactless.
8. Ci sarà un limite di importo per i pagamenti in euro digitale?
Sì, la proposta prevede che la BCE possa fissare limiti quantitativi (limiti di detenzione). Lo scopo è garantire che venga utilizzato come mezzo di pagamento quotidiano – per acquisti nei negozi, bar o durante i viaggi- e non come forma di investimento o riserva di valore, evitando così ingenti spostamenti di liquidità dai conti bancari.
9. Quali vantaggi avranno gli esercenti rispetto alle carte di credito e debito?
L’euro digitale nasce con l’obiettivo di offrire un mezzo di pagamento europeo, pubblico e con standard uniformi, riducendo la dipendenza dai grandi circuiti privati internazionali oggi dominanti nel sistema paneuropeo. I principali vantaggi prospettati per gli esercenti sono:
- maggiore concorrenza nel mercato dei pagamenti e possibile riduzione dei costi di accettazione;
- accredito immediato delle somme incassate;
- utilizzo anche offline, utile in caso di problemi di connessione internet;
- interoperabilità tra carte di pagamento, dispositivi mobili e terminali, con regole uniformi in tutta l’Europa.
10. Cosa deve fare oggi il mio esercizio per prepararsi all’arrivo dell’euro digitale?
Al momento non sono previsti adempimenti specifici, anche perché molte modalità operative dovranno essere chiarite nelle fasi attuative. Resta tuttavia opportuno che le attività commerciali analizzino gli attuali costi pagati ai PSP, poiché la nuova moneta mira a aumentare la concorrenza tra gli operatori del mercato.
Link utili
- News FIPE “Euro digitale: la BCE prepara il progetto pilota dal 2027”
- News FIPE “Euro digitale: apprezzamento per BCE favorevole alla riduzione dei costi per i piccoli operatori”
- News FIPE “Euro digitale: zero commissioni sui piccoli pagamenti. Il confronto al Parlamento europeo con il settore dell’ospitalità”
- News FIPE “Euro digitale: la sovranità europea si gioca anche su un caffè. Serve coraggio sui micropagamenti”
- News FIPE “Confcommercio su Euro digitale: una sfida per l’Europa a beneficio di imprese e consumatori”
- News FIPE “Prospettive sull’Euro digitale”