Dal 1° gennaio 2028 la Tari cambierà volto: entrerà infatti in vigore una nuova struttura tariffaria che rivoluzionerà il sistema di calcolo della tassa sui rifiuti per cittadini e imprese.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), infatti, con deliberazione 396/2025/R/RIF del 5 agosto 2025, ha approvato il Testo Integrato Corrispettivi Servizio Gestione Rifiuti – TICSER, con il quale ha inteso attuare un intervento di primo riordino nel settore dei rifiuti, alla luce della significativa eterogeneità dei costi del servizio integrato nonché in considerazione di un’eterogeneità potenzialmente ampia delle regole di articolazione tariffaria.

L’Indagine conoscitiva e i suoi risultati

L’ARERA, nell’esercizio delle sue competenze nell’ambito dei rifiuti, ha avviato nel 2024 un’indagine conoscitiva sui criteri di determinazione dei corrispettivi applicati al servizio di gestione dei rifiuti urbani, proprio al fine di acquisire puntuali informazioni per un eventuale successivo intervento di riassetto della disciplina.

L’indagine ha individuato quattro differenti regimi di prelievo applicabili: tre di natura tributaria riconducibili alla TARI — due basati su criteri presuntivi e uno di tipo puntuale (TARIP)— e un quarto modello, rappresentato da una tariffa corrispettiva, applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani e qualificata come entrata di natura patrimoniale.  Dai risultati è emerso che il sistema TARI a carattere presuntivo rappresenta la modalità largamente prevalente, interessando circa l’82% della popolazione servita, con la TARI di natura binomia che costituisce la principale forma di prelievo applicata.

In sintesi, l’indagine ha evidenziato rilevanti disomogeneità nella ripartizione dei costi della Tari tra quota fissa e quota variabile, nonché tra utenze domestiche e non domestiche. I criteri applicati sono risultati infatti spesso fondati su parametri generici o stime presuntive, con conseguenti differenze applicative e potenziali squilibri nella distribuzione degli oneri tra gli utenti. Al contempo, negli ambiti nei quali è stata adottata la tariffazione puntuale si sono evidenziati risultati generalmente migliori in termini di raccolta differenziata.

Tanto premesso, al fine di assicurare una più piena attuazione del principio europeo del “pay as you throw” e di rafforzare la coerenza del sistema con i principi dell’economia circolare, ARERA ha delineato una riforma articolata su tre principali direttrici:

  1. aggiornare i criteri tariffari al nuovo contesto socioeconomico e ai principi dell’economia circolare;
  2. ridurre l’eterogeneità dei sistemi, limitando gli effetti distorsivi nella ripartizione dei costi tra le diverse categorie di utenza;
  3. valorizzare le attività di misurazione dei rifiuti, così da rafforzare la corrispettività della tariffa e favorire lo sviluppo del settore.

Per lungo tempo la tassa sui rifiuti è stata considerata principalmente un onere connesso alla disponibilità di un immobile mentre con la nuova impostazione, invece, il sistema cambia prospettiva: l’importo dovuto sarà sempre più collegato ai comportamenti dell’utente e alla gestione effettiva dei rifiuti prodotti proprio sulla scorta del principio di matrice europea “chi inquina paga (Art. 191(2) TFUE e art. 14 della direttiva 2008/98/CE), promuovendo il passaggio graduale alla tariffazione puntuale, al fine di favorire, anche attraverso l’utilizzo di strumenti economici, il conseguimento degli obiettivi eurounitari di economia circolare, garantendo al contempo una maggiore equità del prelievo.

Un nuovo sistema orientato alla prevenzione

Il TICSER introduce un impianto che privilegia prevenzione e recupero rispetto allo smaltimento, in coerenza con l’articolo 4 della direttiva 2008/98/CE sui rifiuti. La norma, infatti, definisce una gerarchia dei rifiuti che attribuisce priorità alla prevenzione, seguita dalla preparazione per il riutilizzo, dal riciclaggio e dal recupero, mentre lo smaltimento rappresenta la soluzione residuale.

La nuova articolazione prevede una struttura pentanomia, articolata in 5 componenti, due delle quali sono di parte fissa e tre di parte variabile:

  • Le voci della tariffa di parte fissa riguardano il decoro urbano e l’accesso al servizio.
  • Le tre componenti di parte variabile attengono alla raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, al trattamento e recupero, al trattamento e allo smaltimento.

Le macrocategorie di utenze permangono quelle domestiche e non domestiche e il TICSER introduce inoltre l’obbligo di fornire puntuali indicazioni in merito ai driver di allocazione dei costi alle singole utenze, all’interno delle due macrocategorie, con riferimento prevalentemente al regime presuntivo, al fine di rafforzare l’obiettivo di uniformità. Inoltre, per entrambe le categorie viene stabilita la possibilità di determinare differenti strutture tariffarie in base all’attività produttiva svolta.

Come anticipato, il nuovo sistema troverà applicazione a partire dal 1° gennaio 2028 ma l’ente territorialmente competente potrà avvalersi, a determinate condizioni, di una deroga all’adozione della nuova struttura per un periodo massimo di due anni (limitatamente alle annualità 2028 e 2029). Inoltre, si prevede una gradualità di implementazione delle utenze: a partire dal primo anno di applicazione della struttura pentanomia l’ammontare complessivo delle componenti tariffarie dovuto dalle utenze domestiche e non domestiche non potrà superare, su base annua, il 10% dell’ammontare che sarebbe risultato dall’applicazione dei criteri tariffari precedenti, a parità di consistenza e caratteristiche dell’utenza.

La forte spinta verso un sistema basato sul principio europeo del “pay as you throw” emerge anche dalla previsione che integra i CAM – criteri ambientali minimi – per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani. Le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dovranno infatti prevedere sistemi di misurazione e contabilizzazione dei rifiuti conferiti secondo le modalità individuate dall’articolo 6 del D.M. 20 aprile 2017, indipendentemente dalla tipologia di prelievo adottata.

In questa prospettiva, la misurazione puntuale dei conferimenti assume un ruolo centrale non solo quale strumento di maggiore efficienza del servizio, ma anche come leva per rafforzare la centralità dell’utente nel raggiungimento degli obiettivi di economia circolare, promuovendo un sistema di prelievo più equo e capace di premiare i comportamenti ambientalmente virtuosi.

In conclusione, il TICSER si inserisce nel più ampio processo di progressiva evoluzione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti, segnando un passaggio significativo verso sistemi tariffari più coerenti con i principi di prevenzione, responsabilizzazione dell’utenza ed economia circolare. La riforma contribuisce infatti a rafforzare il principio “chi inquina paga” e ad avvicinare il prelievo tariffario alla reale produzione di rifiuti, riducendo le asimmetrie dell’attuale sistema e promuovendo maggiore uniformità e trasparenza, in coerenza con gli indirizzi recentemente ribaditi anche dalla direttiva (UE) 2025/1892, di modifica della direttiva quadro sui rifiuti, attualmente in fase di recepimento a livello nazionale.

La direttiva (UE) 2025/1892, infatti, consolida il quadro della gestione dei rifiuti, rafforzando la gerarchia europea e ponendo un’enfasi crescente sulla prevenzione, anche attraverso l’introduzione di obiettivi e target quantitativi di riduzione dei rifiuti alimentari entro il 2030, nonché attraverso il potenziamento dei sistemi di monitoraggio e misurazione dei flussi, funzionali a garantire maggiore comparabilità, tracciabilità e valutazione dell’efficacia delle politiche di prevenzione a livello degli Stati membri.

In tale contesto, l’introduzione di criteri riconducibili al TICSER può contribuire anche a un più efficace allineamento tra sistemi tariffari e obiettivi europei, consentendo una misurazione più coerente e standardizzata dei flussi di rifiuto e dei comportamenti di produzione dell’utenza. Ciò potrebbe favorire una maggiore confrontabilità dei dati tra territori e una più solida base informativa per il monitoraggio del raggiungimento dei target di prevenzione, rafforzando così la capacità di governance e la valutazione delle politiche pubbliche in materia di gestione dei rifiuti.

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