Si è svolto oggi presso il Parlamento europeo un importante momento di confronto dedicato al futuro dell’euro digitale e al suo possibile impatto sul settore dell’ospitalità europea. L’incontro ha rappresentato un’occasione di dialogo tra istituzioni europee, mondo accademico e rappresentanti delle imprese, con l’obiettivo di approfondire il ruolo che la nuova moneta pubblica potrà avere nell’evoluzione dei sistemi di pagamento e nelle dinamiche economiche che coinvolgono milioni di attività in tutta Europa.

Ad aprire i lavori è stata la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picerno, che ha sottolineato l’importanza di un confronto diretto con il mondo produttivo in una fase di profonda trasformazione delle infrastrutture finanziarie e dei sistemi di pagamento. A seguire, HOTREC ha evidenziato come il settore dell’ospitalità europea – composto in larga parte da piccole e micro imprese – sia tra i principali attori coinvolti nella transizione verso nuovi strumenti di pagamento digitali.

Lo scenario economico e tecnologico è stato illustrato da Jacopo Fracassi del Politecnico di Milano, che ha analizzato l’evoluzione del mercato dei pagamenti digitali in Europa e le dinamiche di crescente concentrazione tra i grandi operatori globali.

Il tema assume un rilievo particolare per il settore dell’ospitalità, che gestisce quotidianamente un numero molto elevato di transazioni di piccolo importo. Per ristoranti, bar e hotel, infatti, i costi di accettazione dei pagamenti elettronici rappresentano un elemento significativo nella gestione dell’attività. In questo contesto, l’euro digitale potrebbe costituire un’opportunità per riequilibrare un mercato oggi fortemente dominato da pochi grandi operatori privati.

Nel corso del confronto è emerso con chiarezza come oltre il 90% delle imprese dell’ospitalità nell’Unione europea sia costituito da microimprese, spesso con un limitato potere negoziale nei confronti dei fornitori di servizi di pagamento. Le commissioni applicate alle transazioni diventano quindi un fattore particolarmente rilevante per attività che gestiscono ogni giorno numerosi pagamenti di piccolo valore. Non a caso bar, ristoranti e hotel rappresentano uno dei principali punti di contatto quotidiano tra cittadini e sistemi di pagamento digitali.

Particolare attenzione è stata dedicata alla proposta sostenuta da HOTREC relativa agli emendamenti 992–995, che prevedono l’introduzione di un periodo transitorio senza commissioni per i pagamenti di piccolo importo effettuati nei punti vendita fisici tramite euro digitale. L’obiettivo è favorire l’adozione iniziale della nuova moneta e garantirne un utilizzo diffuso anche nelle transazioni più quotidiane.

Per la Commissione europea è intervenuta Céu Pereira, Team Leader Digital Euro presso la DG FISMA, alla quale sono state rivolte diverse domande relative alla proposta legislativa. Tra i temi affrontati vi è stata l’esenzione prevista per le microimprese che non accettano altri strumenti digitali di pagamento, misura che potrebbe determinare situazioni differenti tra gli Stati membri – ad esempio in Paesi come l’Italia, dove gli esercenti sono già obbligati ad accettare pagamenti elettronici – con il rischio di creare distorsioni nel mercato.

Un ulteriore punto di confronto ha riguardato il modello dei costi per gli esercenti. Considerando che l’euro digitale rappresenta una forma di moneta pubblica, è stato chiesto come la Commissione intenda evitare che le commissioni applicate ai commercianti restino allineate a quelle delle carte di debito. È stata inoltre sollevata la questione dell’eventuale introduzione di un regime temporaneo senza commissioni per i pagamenti di piccolo importo nei punti vendita fisici, misura che potrebbe incentivare l’utilizzo quotidiano della nuova valuta digitale da parte di cittadini e imprese.

Nel dibattito è intervenuto anche Nikos Papandreou, membro del Parlamento europeo e relatore ombra del gruppo S&D sul dossier, che ha richiamato il tema della sovranità e della stabilità monetaria europea. In particolare, è stata sottolineata la necessità che l’euro digitale contribuisca a ridurre la dipendenza dell’Europa dai grandi operatori extra-europei dei pagamenti digitali. Si è inoltre discusso dei limiti di detenzione della nuova moneta digitale, oggetto dell’emendamento 863, che propone di distinguere tra persone fisiche e imprese, consentendo ai commercianti di mantenere fondi per finalità operative.

Il punto di vista della Banca Centrale Europea è stato illustrato da Ignacio Terol, Strategy Manager del progetto Digital Euro. Tra le questioni affrontate è emerso il ruolo centrale degli esercenti per il successo dell’iniziativa. Uno studio della BCE del 2021 evidenziava infatti come l’adozione di una moneta digitale della banca centrale dipenderà in larga misura dal coinvolgimento attivo degli esercenti, in particolare delle piccole imprese. Il confronto ha inoltre toccato il tema del modello delle commissioni e delle condizioni necessarie per incentivare l’utilizzo del Digital Euro rispetto agli attuali strumenti di pagamento elettronici, considerando che solo nella prima metà del 2025 nell’Eurozona sono stati registrati oltre 70 miliardi di pagamenti digitali.

Il dibattito è stato moderato dal Direttore Generale di FIPE, Roberto Calugi, che ha guidato il dialogo tra istituzioni europee e rappresentanti del settore. Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il Presidente di FIPE, Lino Stoppani, che ha ricordato come i pagamenti elettronici siano ormai centrali per le imprese della ristorazione e come il settore guardi con grande attenzione al progetto dell’euro digitale.

Secondo Stoppani, la nuova moneta assume un valore strategico per almeno tre ragioni: la crescente instabilità geopolitica, che dimostra quanto i sistemi di pagamento siano un’infrastruttura fondamentale per la stabilità economica e la gestione dei dati in Europa; la necessità di ridurre la dipendenza dell’Europa da operatori di pagamento extra-UE, offrendo al tempo stesso un’alternativa alle criptovalute e alle stablecoin; e il ruolo strategico delle piccole imprese, che rappresentano circa il 90% del tessuto imprenditoriale europeo e costituiscono il principale punto di contatto tra cittadini e sistemi di pagamento. Proprio per questo, ha sottolineato il presidente di FIPE, affinché l’euro digitale possa diventare davvero l’equivalente digitale del contante, dovrà risultare conveniente anche nelle transazioni più semplici e quotidiane, «anche per chi vende una tazzina di caffè».

Per questa ragione FIPE sostiene gli emendamenti 992–995, che prevedono l’esenzione dalle commissioni per i pagamenti in euro digitale di piccolo importo effettuati nei punti vendita fisici durante un periodo transitorio.

Il confronto ospitato al Parlamento europeo rappresenta dunque un passaggio significativo nel percorso di definizione del Digital Euro. Per il settore dell’ospitalità, l’introduzione della nuova moneta digitale potrà trasformarsi in una reale opportunità solo se sarà in grado di coniugare innovazione tecnologica, semplicità operativa e costi sostenibili, contribuendo al contempo a rafforzare l’autonomia e la resilienza del sistema dei pagamenti europeo.

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