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Nel 2025 i consumi fuori casa evidenziano una fase di rallentamento, con una contrazione delle visite (-3,6%) non compensata da una crescita equivalente della spesa, che mostra solo una lieve espansione in valore (+0,8%).

Questo divario potrebbe indicare un cambiamento nei comportamenti: il consumatore esce meno frequentemente, ma quando lo fa tende ad aumentare leggermente la spesa media.

variazione % 2025/ 2024

OCCASIONI DI CONSUMO

Nel 2025 la distribuzione percentuale visite per occasione di consumo vede il primato della colazione che si conferma per importanza nei comportamenti degli italiani. Seguono la pausa della mattina, e il pranzo che arriva a superare, anche se di poco la cena.

Nel confronto con il 2024si rileva una contrazione per aperitivi e pause fuori pasto sia in termini di visite sia di valore, mentre il pranzo e la cena mostrano una migliore tenuta del fatturato, nonostante la flessione delle presenze confermando il loro ruolo di consumi più strutturali, anche in una fase di maggiore attenzione alla spesa.

CANALI DI CONSUMO
Analizzando i canali di consumo, emerge una maggiore resilienza dei ristoranti e delle le catene fast food/self service che riescono a contenere la contrazione delle visite e a mantenere un segno positivo sul valore, evidenziando una maggiore capacità di adattamento in termini di offerta e gestione dei volumi.  Al contrario, i canali bar, asporto e distributori automatici – risultano maggiormente penalizzati, riflettendo una riduzione dei consumi impulsivi. Il food delivery prosegue in una fase di normalizzazione post-pandemica: la flessione delle visite è accompagnata da una sostanziale stabilità del valore, indicativa di un utilizzo più selettivo e meno frequente del servizio.

INDICE DEI CONSUMO

L’indice dei consumi deflazionato in valore e visite è costruito con base di riferimento la media del 2021. 

Il grafico evidenzia come nel corso del 2025 sia il valore di mercato sia il numero di visite si mantengano costantemente al di sopra della media del 2021, segnalando un andamento complessivamente positivo. Fin dai primi mesi dell’anno emerge però una differenza di intensità tra i due indicatori: il valore di mercato cresce in modo più deciso rispetto alle visite.