È stato pubblicato l’Atto di indirizzo per la definizione delle priorità politiche del Ministero del Turismo per il 2026 e per il triennio 2026-2028. Il documento – adottato ai sensi dell’art. 15, comma 2, lett. a) del D.Lgs. n. 150/2009 – costituisce lo strumento attraverso cui l’organo di indirizzo politico-amministrativo definisce le linee strategiche dell’Amministrazione, orientando l’azione programmatoria in coerenza con il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 (d’ora in avanti PST).
In via preliminare, il Ministero analizza il contesto di riferimento, sottolineando come nel 2024 il turismo abbia registrato più di 466 milioni di presenze e 178 miliardi di spesa, con un surplus di oltre 21 miliardi nella bilancia turistica. Per il 2025 le presenze sono stimate in oltre 479 milioni, mentre il valore complessivo del comparto raggiunge circa 282,6 miliardi di euro di PIL, pari al 13% del totale, con oltre 3 milioni di occupati. Il documento rileva come tali dinamiche impongano una crescente interoperabilità tra gli stakeholder del settore, al fine di consolidare una filiera del turismo pienamente integrata nelle sue molteplici dimensioni.
Un passaggio di particolare rilievo è contenuto a pagina 6 dell’atto, laddove si richiama l’ampliamento del bacino delle imprese che trovano sostegno e riconoscimento presso il Ministero. Pur senza menzionare espressamente la somministrazione, il riferimento appare chiaramente compatibile con un riconoscimento dell’estensione del perimetro anche ai pubblici esercizi, realtà centrali nell’esperienza turistica e dunque meritevoli di inclusione più stabile negli strumenti di sostegno e promozione.
Più in particolare, l’atto di indirizzo individua le cinque priorità politiche del MiTur:
- Diffusione di una strategia multilivello per il settore, rafforzando la sinergia con le Regioni e le Province autonome al fine di rendere strutturale la crescita economica del settore. Il documento richiama l’esigenza di sviluppare le filiere, sostenere gli investimenti orientati ai criteri ESG, decongestionare le grandi mete e promuovere la destagionalizzazione. Superare la concezione tradizionale della stagionalità diventa, infatti, una priorità, riducendo sempre più le chiusure stagionali delle imprese del turismo, valorizzando nuove tendenze e ogni possibile motore di innovazione, nonché i grandi eventi e la promozione di itinerari esperienziali. In questa cornice, si ritiene che i pubblici esercizi trovino spazio come presidi essenziali dell’accoglienza, in grado di garantire continuità ai servizi e arricchire l’esperienza del visitatore durante tutto l’anno.
- Sviluppo delle professioni del turismo, ponendo al centro il capitale umano. Il documento fa espresso riferimento alle misure già adottate in tema di trattamento integrativo speciale per lavoro notturno e straordinario, regime fiscale delle mance, nonché incremento delle quote dei flussi migratori destinate al settore. Vengono inoltre richiamate le politiche per la riqualificazione professionale e per la realizzazione delle staff house, tema cruciale nelle località ad alta pressione abitativa. Sono tutti ambiti ampiamenti presidiati dalla FIPE, che incidono direttamente sull’operatività dei pubblici esercizi, chiamati a garantire qualità del servizio, attrattività del lavoro e continuità dell’offerta.
- Potenziamento dell’ecosistema digitale, proseguendo nella transizione digitale del sistema turistico nazionale, ritenendola quale asset strategico per migliorare l’accessibilità e la fruibilità dell’offerta turistica del Paese. Per questa ragione, si conferma la partecipazione a progetti strategici in ambito internazionale, promossi e cofinanziati dall’Unione Europea, quali il Technical Support Instrument 2023, European Data Space for Tourism e Tourism of Tomorrow Data-Driven Destinations Hub, finalizzati alla creazione di strumenti digitali e piattaforme europee per il monitoraggio e la condivisione dei dati turistici, nonché alla definizione di politiche innovative per la valorizzazione delle destinazioni. Sul punto si consideri, poi, che il prossimo 4 febbraio è prevista una riunione del Gruppo di Lavoro competitività e crescita (turismo) ove saranno discusse le conclusioni del Consiglio sul turismo dal titolo “costruire un turismo sostenibile”, incentrate sulle principali sfide del settore, tra cui anche la transizione verde e digitale.
- Implementazione delle misure economiche a favore del settore. Il documento afferma, in linea generale, che “le imprese del settore turistico continueranno ad essere sostenute con una pluralità di interventi finalizzati a rafforzarne la competitività con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati”. Più in particolare, il Ministero sottolinea la misura di cui all’art. 1, comma 502 e ss della L. n. 207/2024, per la quale sono stanziati 110 milioni di euro per la concessione di agevolazioni finanziarie per sostenere investimenti privati per lo sviluppo dell’offerta turistica sul territorio nazionale (es. destagionalizzazione e digitalizzazione). Vi è poi anche un riferimento all’utilizzo delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), per rafforzare le azioni di sostegno al settore turistico e alla sua transizione digitale, in modo particolare con progetti in tema di sostenibilità, innovazione e digitalizzazione dei sistemi.
- Efficacia dell’azione del Ministero. Come ultima linea strategica, il Ministero individua un rafforzamento della capacità amministrativa dell’ente, con nuove assunzioni mirate, digitalizzazione dei processi, valorizzazione di ENIT S.p.A. e potenziamento delle attività di promozione.
Nel complesso, l’Atto di indirizzo definisce un quadro di interventi orientato alla modernizzazione del sistema turistico nazionale, ma soprattutto offre segnali di apertura verso una concezione più ampia e trasversale del settore. In questa prospettiva, la definitiva inclusione dei pubblici esercizi nelle politiche di sostegno diventa un passaggio necessario affinché la filiera dell’accoglienza sia rappresentata nella sua interezza e possa contribuire in modo pieno e strutturale alla competitività del Paese.
Questa visione – su cui la Federazione ha investito con convinzione – è stata ribadita anche nel corso del Forum Internazionale del Turismo 2026 | III edizione, tenutosi a Milano gli scorsi 23 e 24 gennaio, che ha visto la partecipazione anche del Presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani.
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